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  1. #1
    Veritas Omnia Vincit
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    Predefinito Chiese Cattoliche donate agli scismatici !

    A Bologna la scorsa settimana è stato fatto regalo agli scismatici monofisisti eritrei della bella chiesa barocca "Labarum Coeli" del centro città.
    Qui il video (da scaricare) del settimanale TV della Diocesi, che esalta l'evento:
    http://www.bologna.chiesacattolica.i...6_05_18/05.wmv
    L'operazione è volta a far sì che nasca una "parrocchia eritrea"...

    Nella città di Felsina altre stupende chiese sono state regalate a scismatici ed eretici: come S. Michele in Leprosetti, una delle parrocchie più antiche della città, vicino a S. Vitale e Agricola, è andata ai rumeni.

    Più avanti farò un censimento di tutto ciò.

    Ciò che non ha soppresso la rivoluzione lo fa il concilio (... che è a sua volta rivoluzione...).
    Ai cattolici le chiese cementifere e mortifere alla Meyer, agli intransigenti l'ostracismo...
    Vergogna !

    Non prevalebunt...

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  2. #2
    Veritas Omnia Vincit
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    Predefinito

    ERITREI ORTODOSSI - La settimana scorsa vi abbiamo dato conto della firma da parte del cardinale Arcivescovo dell’atto con il quale viene concesso, alla comunità ortodossa eritrea di Bologna, l’uso della Chiesa Labarum Coeli per il servizio liturgico. Il prossimo servizio ci mostra le immagini suggestive della inaugurazione della parrocchia eritrea, avvenuta domenica con la processione del Tabot, presieduta dal Vescovo ortodosso Atnatyos. Per poter celebrare i santi sacramenti, nelle chiese di tradizione eritrea, come in quelle etiopiche, è necessaria la presenza del tabot, un segno liturgico di grande importanza, che non viene mai svelato apertamente, ma, avvolto in veli preziosi, durante le processioni viene sorretto sulla testa da un presbitero. È quanto è successo domenica mattina per le vie del centro storico. Una processione vivace, con ritmi e sonorità tipiche di quella parte di Africa che ricevette il Vangelo dal Patriarcato copto di Alessandria e che mantiene, unica nel variegato mondo cristiano, molte usanze di influenza veterotestamentaria. Al rito, presieduto dal Vescovo ortodosso Atnatyos, ha partecipato l’economo diocesano mons. Luigi Nuvoli, in rappresentanza del cardinale Arcivescovo. Il tabot è una riproduzione delle tavole della legge mosaica, contenute nell’arca dell’alleanza. Come il popolo d’Israele camminava sempre alla presenza dell’arca e celebrava i suoi sacrifici solo davanti ad essa, così la Chiesa Eritrea solo davanti ad essa offre la carne e il sangue di Cristo, la santa eucaristia che è considerata il vero diluvio universale che rinnova e purifica il mondo. La comunità eritrea aveva cominciato a radunarsi fin dal primo mattino, dando inizio alla celebrazione con una intensa partecipazione. Terminato il lungo procedere della celebrazione eucaristica, si è avviata la pittoresca processione del Tabot che ha raggiunto Piazza Maggiore. La giornata di festa si è conclusa a Borgo Panigale con il pranzo comunitario a base di zighinì, il piatto tradizionale eritreo.
    (dal sito della trasmissione TV)


  3. #3
    Veritas Omnia Vincit
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    Predefinito S. Maria Incoronata in via de' Griffoni ora S. Demetrio

    La Chiesa di Santa Maria Incoronata fu costruita nel 1745. Decorata da Floriano Puglioli, contiene un affresco che rafigura la VERGINE COL PUTTO e S.DOMENICO attribuito a Simone dei Crocifissi (sec.XIV) già sotto il Voltone di Via degli Agresti.

    La sala laterale fu dipinta da Filippo Pedrini ed era proprietà dell'Opera pia dei Vergognosi.

    Nel 1999 il Cardinale Archivescovo di Bologna Giacomo Biffi consegna la chiesa all'Archivescovo Ortodosso d'Italia nonchè Esarca per l'Europa Meridionale Gennadios Zervos.

    Il 28 Novembre dello stesso anno il Metropolita Gennadios inaugura la nuova parrocchia in presenza delle autorità Religiose e Civili della città di Bologna dedicandola alla Sacra Memoria e Devozione di S. Demetrio Megalomertire.

    Da quel giorno regge la Chiesa e la Parrocchia Greco-Ortodossa di Bologna l'ieromonaco Dionisios Papavasiliu.

    Il 27 Aprile del 2000 il Rettore del Santuario della Madonna di S.Luca Monsignor Giovanni Marchi offre alla Parrocchia Greco-Ortodossa una copia fedele della Vergine Odighitria in dimensioni come l'originale, in segno di fraternità ed amicicia.

    Nella Chiesa è inoltre custodita una piccola Reliquia di S.Demetrio offerta ai Greci di Bologna da Don Araldo , ex custode delle Reliquie del Santo del Santuario di S Lorenzo in Campo (Diocesi di Fano).

    L'Ieromonaco Padre Dionisios Papavasiliu proviene da Salonico è laureato con lode in Teologia,in Accademia Pedagogica ed in Psicologia (Michigan University,USA) di madre lingua Greca, parla Inglese e Italiano.

    (Dal sito della comunità ellenica: http://www.ellines.it/chiese.html)

  4. #4
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    Predefinito Chiesa Russo-Ortodossa di S. Basilio - via S. Isaia

    La Chiesa, fu fondata dal Cardinale Albergati nel 1435 per custodire la reliquia della testa di S. Anna a lui donata dal Re d'Inghilterra per aver mediato la pace della guerra dei 100 anni con la Francia.

    Venne ristrutturata nel 1736 in stile Barocco dal Pizzoli e ospita opere del Tiarini.

    La Chiesa fu sconsacrata da Napoleone e la preziosa reliquia venne traslata nella cattedrale di S. Pietro.

    Nel 1973 il Comune di Bologna concessa la Chiesa agli Ortodossi; venne adattata al culto con, l'Iconostasi.

    Dal 1975 regge la Chiesa ortodossa Russa di S. Basilio con l'Archimandrita Marco Davitti, ordinato sacerdote negli Stati Uniti d'America dall'Arcivescovo Andrea Di Eucarpeia del Trono Ecumenico.

  5. #5
    Veritas Omnia Vincit
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    Predefinito S. Michele de' Leprosetti - Rumena–Ortodossa

    Riportiamo il commento piccato degli scismatici rumeni, dal titolo "Una chiesa senza chiesa"


    Una chiesa senza chiesa

    Non esiste una chiesa rumena come per la comunità greca e per le comunità della chiesa russa. Il padre ortodosso rumeno Ramboi Ion, immigrato con la famiglia in Italia nel 1991 Si è stabilito prima a Milano e successivamente da circa tre anni a Bologna.

    A Milano a collaborato e ha lavorato per la Caritas Ambrosiana in attività che avevano a che fare con l’immigrazione. Parla bene del cardinale Martini che lo definisce diverso da Biffi e "più diplomatico, forse perché Milano glielo impone".

    A questo prete ortodosso è stata concessa, dalla curia, romana-cattolica di Bologna, nella chiesa di S. Michele dei Leprosetti, la possibilità di dire messa ogni domenica. (orario: dalle 10.00’alle 12.00’)

    S. Michele pur non essendo una chiesa attiva è molto richiesta per le attività dal gruppo "Gioventù Studentesca" pare affiliata alla "Comunione e Liberazione" che affronta negativamente le attività (messa domenicale e feste dei santi) degli ortodossi rumeni, i quali cercano di avere lo spazio della chiesa anche per altri incontri, feste, riunioni, assemblee ed altro, come del resto la "Gioventù studentesca".

    Della convivenza a ore con i cattolici, ovvero della separazione nella stessa chiesa, padre Ion ne parla amareggiato riportando ripetutamente la frase di Biffi "una realtà cattolica ed una ortodossa non possono convivere".

    Padre Ion e gli ortodossi rumeni sono legati al SAE (Segretariato attività Ecumeniche) organismo tramite il quale tentano letture bibliche e contatti con altre chiese cristiane, come la chiesa Evangelica Metodista.

    Padre Ion collabora a Bologna con la chiesa Greco-ortodossa e la chiesa Russa–ortodossa. La comunità rumeno ortodossa e padre Ion, sono in stretto contatto con il Prof. Enrico Morini, bisantinologo dell’Università di Bologna.

    Associazione culturale italo – rumena nasce nel gennaio 2001 da cittadini rumeni che appartengono alla "parrocchia" di padre Ion. L’associazione ha 10 soci e a gli scopi di diffondere la cultura rumena e di dare assistenza ai connazionali, sia a Bologna che in provincia. Principalmente l’aiuto ai connazionali consiste nell’assistenza per le pratiche burocratiche, l’uso dei servizi socio sanitari, la ricerca del lavoro e della casa e in ordine prioritario l’assistenza è indirizzata a: adulti, famiglie, malati e senza tetto. Da quello che riferisce padre Ion, in un anno dall’associazione sono passate circa 700 persone come risulta pure dalle schede che compila chi si rivolge all’associazione.
    Comunque non è indifferente l’attività culturale dell’associazione che organizza le feste e gli incontri della comunità rumena in ogni ricorrenza religiosa e nazionale. L’associazione ha costituito anche un coro di musica e di canto popolare rumeno.
    L’associazione e la "parrocchia" rumena è frequentata da immigrati di più nazionalità, ucraini, russi biellorussi ma soprattutto da rumeni e moldavi fra i quali padre Ion non distingue "sono la stessa cosa" "la stessa gente"
    Padre Ion ci tiene di presentare che ci sono a Bologna, circa 50 famiglie miste italo rumene, per le quali la chiesa rumena è un riferimento forte. Inoltre ci tiene con forza a precisare che è alta fra gli immigrati rumeni la richiesta dei ricongiungimenti famigliari.

  6. #6
    Veritas Omnia Vincit
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    Predefinito

    Naturalmente i grassetti sono nostri, a sottolineare l'assurdo della "situazione". Ora comunque non commento perché disgustato. Lascio per ora a forumisti e a moderatori il compito.

  7. #7
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    Predefinito Una precisazione

    Egr. Sig. Passatore,
    il mio carissimo amico Sergio, mi prega di inviarle la seguente risposta al suo intervento riportato in calce.

    " Carissimo sig. "Il Passatore"


    una precisazione: noi ortodossi della parrocchia di san Basilio abbiamo ricevuto l'ex-chiesa di sant'Anna direttamente dal comune di Bologna (che ne è il proprietario, la Curia non c'entra nulla) nel lontano 1972 e da allora paghiamo, come è doveroso fare, un canone d'affitto. La Chiesa era sconsacrata al culto romano-cattolico fin dai tempi di Napoleone e quando ce l'hanno data era adibita a deposito di catrame e di sale, le lascio intendere in quali condizioni fosse, ce la siamo ripulita e l'abbiamo adattata al nostro culto con le nostre sole forze. Se la dovessimo mai restituire la si ritroverebbe restaurata e adatta anche al culto cattolico tridentino (ma probabilmente non a quello modernista), con tanto di balaustra intatta e pietra sacra conservata gelosamente.
    Abbiamo buoni rapporti con alcuni prelati e con molti cattolici-romani bolognesi, ma mai siamo intervenuti a incontri ecumenici di qualsiasi natura perchè consideriamo l'ecumenismo la pan-eresia del XX secolo: amicizia sincera sì, miscuglio ecumenista no!
    Vista la nostra fermezza su questo punto le lascio intendere che "certi ambienti" non ci vedano proprio di buon occhio, ma come disse il nostro sommo poeta Dante: "Non ti curar di loro, ma guarda e passa".
    Cordiali saluti

    lettore Sergio
    Chiesa Ortodossa (non solo russa) San Basilio - Bologna"

    Ora mi permetta un mio piccolo intervento, modestissimo:
    appartengo al "Piccolo Mondo di Don Camillo" e pur essendo stato allevato nel "Novus Mostro Missae" (come oramai lo chiamo io), mi sono reso conto dello stato di totale confusione della Chiesa di Roma, la quale ha fatto di tutto per chiudere la bocca a chi le fu veramente fedele e volle avvisarla dei pericoli che correva (vedasi Padre Pio e il Dott. Luigi Gaspari suo figlio spirituale prediletto), persecuzioni che venirono dalla Chiesa Tradizionalista a cui lei mi pare si riferisca, e dalla Chiesa Modernista (in che cosa allora siete diversi).
    Ho partecipato a qualche funzione tridentina, verificando come purtroppo anche queste siano celebrate come le buffonate moderne: 10 minuti di funzione e 30 minuti di inutili ciance, latino storpiato all'ennesima potenza e chi più ne ha ne metta. Perfino un mio conoscente che ha assistito a queste celebrazioni assieme a me, e che da piccolo faceva il chirichetto, ne è rimasto scandalizzato.
    Ho trovato in tali celebrazioni solo vecchi bacucchi e persone invasate.
    Che tristezza vedere ciò, che non corrisponde alla vera fede emanata nelle antiche celebrazioni: ascolti Monteverdi, Vivaldi, il Libre Vermeil, i Cantigas de Santa Maria, emanano una spiritualità che non si ferma alla rigidità di tanti "Testimoni di Trento" che odo oggi (vedi i fede-vacantisti vera e propria avanguardia del rigurgito inquisizionista).
    Non vi basta aver bruciato Santa Giovanna d'Arco con la vostra legge.
    Siete oramai impelagati nel bitume di Pietro.
    Padre Pio insegnò sempre ad amare la Russia: perchè amare un paese all'epoca comunista e comunque ove la fede era quella della confessione ortodossa (scismatici per il catechismo di San Pio X nel quale pur sono stato allevato).
    Le segnalo il libro di Don Divo Barsotti "Viaggio in Russia" lo legga. Mi ha fatto piacere notare che Don Barsotti capì tutto nel suo viaggio in Russia.
    L'ecumenismo diceva Padre Pio, si fa accettando nel proprio cuore l'Amore di Gesù, rappresentato da San Giovanni al quale fu lasciato dall'alto della Croce.
    Ringrazio la comunità di San Basilio che tollera la presenza di un eretico come il sottoscritto permettendogli di pregare in un lugo sacro, vista l'impossibilità di avere un posto ove pregare senza essere perseguitati da mordernisti o pseudo difensori della tradizione tridentina.
    "Gesù, la bandiera è unica, ma ogni reggimento ha il suo gonfalone" - Don Camillo - Giovannino Guareschi (citazione fatta a braccio perdonate l'eventuale non esatta rispondenza ortografica).
    Suo
    Mauro Sgarzi

    Citazione Originariamente Scritto da Il Passatore
    A Bologna la scorsa settimana è stato fatto regalo agli scismatici monofisisti eritrei della bella chiesa barocca "Labarum Coeli" del centro città.
    Qui il video (da scaricare) del settimanale TV della Diocesi, che esalta l'evento:
    http://www.bologna.chiesacattolica.i...6_05_18/05.wmv
    L'operazione è volta a far sì che nasca una "parrocchia eritrea"...

    Nella città di Felsina altre stupende chiese sono state regalate a scismatici ed eretici: come S. Michele in Leprosetti, una delle parrocchie più antiche della città, vicino a S. Vitale e Agricola, è andata ai rumeni.

    Più avanti farò un censimento di tutto ciò.

    Ciò che non ha soppresso la rivoluzione lo fa il concilio (... che è a sua volta rivoluzione...).
    Ai cattolici le chiese cementifere e mortifere alla Meyer, agli intransigenti l'ostracismo...
    Vergogna !

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  8. #8
    Veritas Omnia Vincit
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    Gentili sig. Sergio e sig. Maurizio Sgarzi,

    credo che sia inevitabile un mio chiarimento a riguardo del vostro post.
    Pensavo di esser stato chiaro ma è evidente che la questione da me posta è stata, per lo meno, mal interpretata.
    Credevo risultasse implicito, nei miei interventi, che l'oggetto della polemica da me aperta fosse esclusivamente di carattere "intra-cattolico". Appare chiaro che lo sdegno da me manifestato sia rivolto nei confronti di chi concede, in un clima di ecumenismo buonista, che mi pare neppure voi condividiate, edifici sacri, profondamente legati alla storia, alla tradizione ed alla devozione popolare delle nostre Chiese locali, nello specifico dei casi da me riportati quella di Bologna, a confessioni "altre" (ma penso anche a Verona, dove S. Pietro Martire è stata data ai protestanti...).
    Per entrare nel dettaglio dei vostri interventi, devo far notare al sig. Sergio che io stesso avevo riportato che la chiesa di S. Basilio, soppressa in epoca napoleonica, è stata concessa dal Comune negli anni '70 alla comunità ortodossa. Dire che "la Curia non c'entra niente" mi pare per lo meno inappropriato. Una quantità di edifici di proprietà ecclesiastica, "demanializzati" conseguentemente alle soppressioni, napoleoniche prima e piemontesi poi, che andarono a formare il cosidetto "asse ecclesiastico", furono messi in parte all'asta (cui erano interdetti i fedeli cattolici, pena la scomunica) e in parte utilizzati dallo "Stato" come caserme, stalle e magazzini, come è il caso della chiesa di S. Anna.
    Il fatto che si lasci che la stragrande maggioranza di questi beni continui ad essere utilizzata ad uso profano o cada in rovina e che si ometta di riscattare quelle chiese di proprietà di enti che poi le "concedono" (ammesso che si possa concedere l'oggetto di un furto) ad altri culti non sottrae certo dalle sue gravi responsabilità chi guida la Diocesi, ma ne aggrava, piuttosto, la posizione. Quindi la Curia c'entra. Eccome.
    Per quanto concerne il sig. Sgarzi, mi spiace notare che (suppongo) per il fatto d'essermi riferito alla gerarchia e ai fedeli ortodossi utilizzando la parala "scismatici" non solo io (visto che usa il plurale) ma tutti coloro che condividono la posizione di questo forum vengano fatti oggetto di una pletora di accuse, rispolverando i più classici luoghi comuni dell'anticlericlericalismo in odore di "Loggia" (responsabilità dei supposti crimini compiuti dalla Santa Inquisizione, uccisione di Giovanna D'Arco, oscurantismo... mi aspettavo anche Giordano Bruno), continuamente propagati dai mezzi di comunicazione di massa e di denigranti giudizi sul tradizionalismo in genere, da lui conosciuto.
    Ma è lo stesso sig. Sgarzi che mi ricorda che il termine "scismatici" proviene dall'insegnamento del catechismo di S. Pio X; e per chi scrive in questo forum non è una cosa affatto trascurabile. E non dovrebbe esserlo neanche per il sig. Sgarzi, che, a quanto ho capito, si professa ancora cattolico, per giunta ostile al modernismo, anche se si trova bene a pregare assieme agli ortodossi e disdegna le messe tridentine.
    Non era mia intenzione aprire una questione riferita allo "scisma", che in ogni modo esiste, rimane un fatto storico e persiste tutt'ora. Anche se importante credo che i problemi interni alla Chiesa siano più urgenti.
    Quando scrivo, mi rivolgo ai partecipanti questo forum, fedeli cattolici che abbracciano la tesi sedevacantista (e non fede-vacantista, mi auguro un errore di battitura e non un triste gioco di parole di scherno) detta di Cassiciacum. Costoro soffrono quotidianamente nel vedere il patrimonio plurisecolare della Chiesa maltrattato e disperso da chi ne occupa materialmente i vertici.
    Come avevo scritto, si continuano a costruire "chiese" in stile ultramodernista, dove è difficile sentire la presenza reale di Nostro Signore e dove i movimenti e i fanatici del Novus Ordo vi si trovano a loro completo agio, e chi è fedele alla Tradizione deve trovare situazioni di ripiego, nella clandestinità, dato la totale opposizione dei vari vescovati (e parroci) a concedere luoghi degni. Opposizione che non incontra, come ho cercato di indicare, qualcun'altro.

    ... et Unam, Sanctam, Catholicam et Apostolicam Ecclesiam.

  9. #9
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    Predefinito

    Le rispondo a caldo su Giovanna d'Arco e qualche altro tema:
    forse sono informato male e fu Stalin o Hitler (a seconda dei gusti) a processarla?
    Forse che la sua riabilitazione non fu frutto dell'amore di sua madre che si battè con il re Carlo VII? E perchè avete impiegato quasi cinque secoli a canonizzarla? Forse i trattati con i giacobini napoleonici con cui perdeste tutti i territori ecclesiastici come Avignone e Salisburgo furono firmati dai modernisti? Leone XIII accettò il sistema democratico: era un papa solo materiale? Torquemada era comunista?
    Qui si vuole nascondere il grande desiderio di roghi e inquisizioni (da chi crede che abbiano imparato i comunisti? da loro maestri preti, non a caso gran parte del PCI ora DS ha studiato da preti) che anima la chiesa modernista e tradizionalista. Il modo migliore per inquisire le persone è toglierli la possibilità di guadagnarsi da vivere, cosa che ho visto con i miei occhi fatta dalla chiesa di Roma. Anche se non vi furono i tanti morti bruciati come dicono certi grembiulini, non mi nascondo che tanti furono zittiti e sicuramente ridotti alla fame. Ma sicuramente in questo modo ancor oggi, ci si sente la coscienza a posto.
    Per quanto riguarda la liturgia Tridentina, mi consenta di non frequentare ambienti ove viene fomentato l'odio e il pettegolezzo e l'insulto (per quest'ultimo di riferisco ai sede-vacantisti).
    Un semplice esempio: mi sono trovato a un ricevimento natalizio, con anglicani e ortodossi e anche qualche cattolico. Vi era il vescovo anglicano incaricato dei rapporti con il Vaticano, e tutto è filato liscio, se non che il solito cattolico tradizionalista mi ha abbordato per fare pettegolezzi alle spalle altrui. Ho troncato il discorso immediatamente, nonostante il vero e proprio terzo grado che questa persona cercasse di fare su di me? Il metodo non le ricorda nulla? Mi sono trovato nel buffet gomito a gomito con il Vescovo anglicano, a cui non sono certo corso a fare smancerie (cosa invece ben diffusa negli ambienti cattolici moderni e tradizionalisti), ma ho continuato ad assaggiare le varie prelibatezze anglicane - ortodosse presenti nei piatti (forse sono reo di ecumenismo gastronomico).
    Quindi mi permetta di stare alla larga da certi ambienti: nella Bibbia è scritto di lasciar parlare le persone per poter capire l'uomo dal suo linguaggio, come un albero si giudica dai suoi frutti.
    Ben diverso l'atteggiamento del Don Camillo di Guareschi, di cui, ironia della sorte ho conosciuto la nipote del prete che servì come modello (assieme a un altro) per la creazione del personaggio.
    Nel mio cuore cerco solo di far echeggiare il messaggio di Amore di Padre Pio, che lui cercò di far arrivare in Russia nel 1968, ben conscio che la salvezza del cristianesimo sarebbe arrivata da quel paese.
    Come? Le rivoluzioni le fa Dio, e non il sottoscritto per somma fortuna di tutti.
    Vi lascio ai vostri libri canonici e di legge.
    Cordiali saluti

  10. #10
    Veritas Omnia Vincit
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    Predefinito

    Gentile sig. Sgarzi,
    mi rincresce che lei abbia incontrato nella sua vita persone pettegole, invidiose e moleste. Il peccato colpisce tutti gli uomini, ed i cattolici non ne son certo esenti (per questo Nostro Signore, che ama e conosce bene le sue povere pecorelle, ci ha donato il Sacramento della Penitenza).
    La inviterei solo a non generalizzare con sciocche accuse di roghi e inquisizioni, o con ridicole ricostruzioni storiche alla Cecchi Paone.
    Le ho già spiegato come la penso a riguardo dello scisma e non voglio alimentare una polemica che s'avvia a diventare sempre più sterile e provocatoria.

    Vést, pò, c'lò l'ha da d'èsar ed Bulàggna, am piasarév dir on quèl int al nòstar bèl dialàt (mo l'ha brisa d'agrivéres par qual c'ai dirò: c'al tojja cumpàgna onna fòla...):
    Sgnaur Sgherz, me a cràdd, pò, che se pròpri a lò 'l piès axe dimòndi la Rossia, al sarévv anch tàmp c'al tachéss ad aviéres (ch'al viàz l'arév d'èsar lòng), vést c'l'ha tànt da dìr còntàr la sò tèra e al Cràdd dla sò zànt

 

 
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