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Discussione: "Il Dalai Lama" (1910)

  1. #1
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    Citazione Originariamente Scritto da Khorlo Dèmchok Visualizza Messaggio
    Mi scuso, ma non avendo ancora 50 POST non mi è possibile usare la messaggeria privata.

    Grazie!

    KD
    Hai ragione, non ci avevo pensato. Ti riscrivo qui la domanda che ti avevo mandato privatamente (tanto non è nulla di personale ):

    Gentile Khorlo Dèmchok, avendo preso visione della tua profonda conoscenza della tradizione buddhista, vorrei approfittare della tua disponibilità per chiederti un commento sull'articolo di Guénon dedicato alla figura del Dalai Lama, e presente nella raccolta postuma "La Tradizione e le Tradizioni". Da quello che mi è parso di capire, nella sua esposizione Guénon mi è sembrato alquanto criptico, e l'impressione che si ricava da quello studio è che, in definitiva, il Dalai Lama esteriormente noto (oggi il XIV, Sua Santità Tenzin Ghyatso) in verità... non sarebbe il Dalai Lama propriamente detto! Potresti fornirci evenutali lumi sulla faccenda, se sai qualcosa?

    Grazie mille, e un saluto.
    Talib
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  2. #2
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    Ho messo come titolo del 3d, il titolo dell'articolo di Guénon (tradotto in italiano da Grossato) al quale Talib si riferisce. Se a Talib, che in pratica è l'autore di questo 3d, va bene lo lasciamo, altrimenti lo cambiamo.

    Buona continuazione -- Eymerich
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  3. #3
    SARVA MANGALAM
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    Rispondo volentieri. Permettimi, Talib, di risponderti con un'altra domanda.
    Personalmente non posseggo né ho mai sfogliato i vari numeri della rivista "La Gnose". Quindi non sono in grado di constatare di persona e quindi risolvere il mio dubbio. Devo affidarmi agli studi di altri.
    Di quale dubbio si tratta? Presto detto: lo studio sul "Dalai Lama" è opera di Palingénius (René Guénon)? A mia conoscenza tale studio è stato attribuito a Palingénius da Jean-Pierre Laurent. Ora si sa che questo studioso non è esente da errori. Mi riferisco alla sua attribuzione della paternità dello studio "Archéomètre" a Palingénius quando adesso è noto che questo studio deve essere attribuito ad A. Thomas, altro collaboratore della rivista.
    E ancora. Guénon, sempre a mia conoscenza, non ha mai citato, in nessuno scritto, il suo studio sul "Dalai Lama". Inoltre i tre curatori delle raccolte postume degli scritti di Guénon non hanno reputato opportuno inserire tale studio. Non lo ha fatto J. Reyor, nemmeno M. Valsan e tanto meno R. Maridort. Quest'ultimo ne ha curati ben sei di volumi e soprattutto l'ultimo volume "Mélanges" che viene presentato da Maridort come l'ultima raccolta degli studi sparsi che non avevano trovato posto nei volumi tematici precedenti. In questo volume si trova lo studio che Palingénius scrisse per il numero di febbraio 1910 "A propos d'une mission dans l'Asie centrale" mentre è assente lo studio "Dalai Lama" del numero di marzo 1910 della rivista.
    Strano che Maridort, sicuramente profondo conoscitore dell'opera scritta di Guénon, non abbia preso in considerazione lo scritto "Dalai Lama" !
    Lo sapeva non scritto da Palingénius?
    O pensava che questo testo dovesse rimanere nel sonno dell'oblio?

    KD

  4. #4
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    Gentile Khorlo Dèmchok, non so proprio risponderti. In effetti non avevo mai pensato all'eventualità che lo studio in questione potesse essere un "falso", cosa che se fosse tale spiegherebbe diverse cose. Trovo le tue riflessioni molto giuste, e come dato ulteriore da aggiungere a quanto scritto in precedenza, aggiungo che lo stesso curatore de "La Tradizione e le Tradizioni" (il prof. Alessandro Grossato) ha parimenti curato una ulteriore raccolta postuma (dal titolo "Psicologia", se ricordo bene), la cui effettiva paternità guénoniana è molto criticata.

    Un saluto,
    Talib.
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    Proverbio arabo

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich Visualizza Messaggio
    Se a Talib, che in pratica è l'autore di questo 3d, va bene lo lasciamo, altrimenti lo cambiamo.
    Per quanto mi riguarda va benissimo così. Grazie mille .

    Un saluto,
    Talib
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    Proverbio arabo

  6. #6
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    Comunque sia, al di là della paternità di quell'articolo, sarebbe interessante che chi ne sa di più ci dicesse qualcosa.....
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  7. #7
    SARVA MANGALAM
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    Ribadendo che non ho sotto gli occhi l'articolo "Dalai Lama" e non possedendo la traduzione italiana, per ora mi limito ad esporre alcune considerazioni, che non vanno lette come un commento all'articolo.
    L'articolo è stato scritto nel 1910 quindi si parla del XIII Dalai Lama (1876-1934), essendo il XIV Dalai Lama nato nel 1935.
    Cosa è successo nel 1910 in Tibet?
    Ecco la domanda a cui vorrei rispondere.
    Il XIII Dalai Lama per difendere il buddhismo in Tibet e in Mongolia decise, attraverso la mediazione del monaco Dorzhiev, che forse era conveniente avvicinarsi all'impero Russo. Questo allarmò il governo Inglese che, volendo impedire la "cospirazione zarista", decise di invadere il Tibet. Il colonnello Younghusband entrò con il suo esercito a Lhasa nel 1904. Il XIII Dalai Lama fuggì in Mongolia. Gli inglesi sempre più preoccupati negoziarono infine con l'impero Manciù. Il documento che ne scaturì riaffermò l'egemonia dei cinesi manciù sul Tibet, salvaguardando le sole attività commerciali inglesi. Il XIII Dalai Lama appena rientrato si trovò subito a fronteggiare una nuova invasione, quella dei manciù. Anche questa volta il XIII Dalai Lama decise di fuggire verso l'India britannica. All'arrivo dei cinesi a Lhasa conquistata, vennero informati della fuga del Dalai Lama. L'Imperatore manciù emise un decreto imperiale che così recitava (ne stralcio alcuni passaggi):


    "Il dalai-lama ha ricevuto abbondanti privilegi dalle mani dei nostri predecessori imperiali. Avrebbe dovuto coltivare con devozione i precetti della religione...... Ma, da quando ha preso il controllo dell'amministrazione, si è mostrato fiero, stravagante........di una perversità senza uguali.........Ha disubbidito ai comandamenti dell'Imperatore e ha oppresso i Tibetani........Quando l'amban [ commissario imperiale manciù ] ci ha telegrafato che il dalai-lama è fuggito nella notte del 12 febbraio, noi abbiamo ordinato che si prendano tutte le misure necessarie per riportarlo...........E' colpevole di tradimento e non gode più dei nostri favori imperiali. Non è degno di essere la reincarnazione di un Buddha. Ecco perché, noi ordiniamo, come castigo, che sia considerato decaduto dei suoi titoli e della sua posizione di dalai-lama.............noi lo tratteremo come un individuo ordinario. Noi ordiniamo che l'amban cominci subito a ricercare bambini maschi che manifestino segni miracolosi..............Che questo ci venga in seguito sottoposto al fine che noi possiamo accordare i nostri favori imperiali al bambino scelto che continuerà così a espandere la dottrina buddhista".

    Il decreto imperiale fu divulgato il 25 febbraio del 1910. A marzo dello stesso anno apparì l'articolo sulla rivista "La Gnose".
    Il decreto fu ignorato per il semplice fatto che esattamente un anno dopo l'impero Manciù crollò, mentre il XIII Dalai Lama nel 1912 rientrò trionfante nel suo paese.

    Spero di esserti stato utile Talib!

    KD

  8. #8
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    Un saluto caloroso a voi tutti, e in particolare a Eymerich.


    Ho seguito questo 3d con gran interesse. Provo anche qui a rinnovare la richiesta al gentilissimo e disponibile al confronto Khorlo, di essere altrettanto utile a me, come con Talib, nel rispondere a quel mio quesito postato sul forum Filosofie orientali.
    Tema riguardante i rapporti (collaborazione o meno), tra alcuni membri delle SS e i ghelugpa in funzione anticomunista negli anni trenta.
    Potrebbe sembrare un OT, ma trattandosi della storia del Tibet e dei Dalai Lama, credo che non lo sia piu' di tanto.



    Grazie

  9. #9
    SARVA MANGALAM
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Un saluto caloroso a voi tutti, e in particolare a Eymerich.


    Ho seguito questo 3d con gran interesse. Provo anche qui a rinnovare la richiesta al gentilissimo e disponibile al confronto Khorlo, di essere altrettanto utile a me, come con Talib, nel rispondere a quel mio quesito postato sul forum Filosofie orientali.
    Tema riguardante i rapporti (collaborazione o meno), tra alcuni membri delle SS e i ghelugpa in funzione anticomunista negli anni trenta.
    Potrebbe sembrare un OT, ma trattandosi della storia del Tibet e dei Dalai Lama, credo che non lo sia piu' di tanto.



    Grazie


    Ho risposto sul forum Filosofie e Religioni d'Oriente!

    La risposta la riproduco anche qui, per evitare possibili fraintendimenti sull'argomento:



    Sulla sua domanda:

    "Negli anni trenta, ce stata, se non una vera e propria alleanza, per lo meno una collaborazione effettiva tra i gerarchi nazisti e alcuni lama della scuola Ghelug (i ghelug-pa, i veri detentori del potere in Tibet), in funzione anticomunista?"

    Non vi è nessun segreto da tenere nascosto.
    Se lei scorre il catalogo della Garzanti (quindi non di una piccola casa editrice di nicchia) nella collana "Collezione Storica Garzanti", vi troverà un libro del 2006 di Christopher Hale "La Crociate di Himmler" sottotitolo "La spedizione nazista in Tibet nel 1938". Nelle oltre 500 pagine l'autore ripercorre tutta la vicenda che così sintetizza parlando del capo della spedizione (Ernst Schafer):
    "Schafer non stava cercando l'Atlantide, né portò dei monaci tibetani in Germania a morire tra le rovine del bunker di Hitler. Ma è altrettanto vero che le sue attività non furono esclusivamente scientifiche, per quanto egli potesse sostenere il contrario. E' molto probabile.........che all'inizio del 1939 Schafer stesse già pensando al futuro, all'assurda 'spedizione Lawrence' che avrebbe finito con ossessionare sia lui che Heinrich Himmler".
    Cosa prevedeva la "spedizione Lawrence"? Consisteva nell' arruolare le tribù del Tibet, Kashmir e Afghanistan per un assalto all'India britannica. Come si vede nessun complotto in chiave anti-comunista ma bensì contro gli inglesi. Questo è il progetto che sottopose al Reggente del Tibet e non al Dalai Lama che allora aveva 3 anni. Si sa, perché è la storia che ce lo dice, il Reggente non tenne in alcun conto la proposta di Schafer; aveva allora ben altri e gravissimi problemi da risolvere con i cinesi.
    Tenga infine presente che Schafer e un gran numero di tedeschi erano vittime di un diffuso pregiudizio verso il "lamaismo" (pregiudizio ancora presente in alcuni ambienti). Pensavano che il Tibet , un tempo nazione guerriera, si era fatto corrompere e indebolire dal mostruoso, ibrido, superstizioso e fanatico "lamaismo".

    KD

  10. #10
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    Sarebbe interessante capire come porsi nei confronti della figura del Dalai-lama se osservata dall'ottica perennialista.
    Infatti, com'è noto, il Dalai-lama insediato in un determinato momento storico è la reincarnazione di un buddha o comunque di un altro Dalai-lama precedente.
    Ma se la reincarnazione non esiste, come può essere questo?
    Ciao, mario.

 

 
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