«Con la lista unica avremmo vinto le elezioni»
«È ora di costruire un solo partito del centrodestra. Gli elettori chiedono di scegliere tra due blocchi»
Parla la leader di Azione Sociale Alessandra Mussolini. All’orizzonte un riavvicinamento ad Alleanza Nazionale
di SIMONA CAPORILLI IL PARTITO unico? La Mussolini dice sì. Forse potrebbe essere l’unica soluzione per farla riavvicinare ad An e agli altri partiti della Cdl creando, in questo modo, due blocchi contrapposti. Un partito unico (probabilmente prenderà il nome di partito della Libertà) che, secondo la leader di Azione Sociale dovrebbe sì partire dal basso ma accompagnato, allo stesso tempo, da direttive nazionali. Cdl: a Roma l’affluenza è arrivata al -20%. Fi è in crisi. Perché? «Fi sconta il fatto che quando non c’è un impegno in prima persona di Berlusconi... Il mio "no" deciso è rivolto alla Lorenzin, che ha parlato di una campagna elettorale troppo spinta a destra. Assolutamente no. Un’idea buona (e scartata), era quella di fare una lista unica ma, anche in questo caso, non c’è stato l’impegno di tutti gli alleati. Inoltre quando sono andata alla conferenza stampa, il giorno dopo le elezioni, non ho visto esponenti di spicco di Fi». C’era la Lorenzin per Forza Italia. «Un caso emblematico per quanto riguarda il discorso "donne". Se il centrodestra avesse vinto avrebbero mandato una donna in conferenza? Non credo. Sicuramente avremmo visto arrivare gli alleati uomini. Guarda caso in quella conferenza c’erano tante donne: io, la Lorenzin, Donatella Poselli». La ricetta? «La gente vuole vedere due grandi blocchi: in piazza del Popolo la gente veniva e mi diceva "vogliamo un unico schieramento". Anche i partiti più piccoli potrebbero contribuire». Si riferisce al Partito della Libertà? «Alemanno è stato il candidato unitario: anche in Comune riusciremo a fare un’opposizione uniti e non divisi. Lui ora ha parlato di un partito unico che nasca dalla base, io credo però che ci sarà bisogno di direttive nazionali». Lei vorrebbe farne parte? «Se si parla di marciare uniti contro quello che sta facendo la sinistra... quando si parla di scelte di tradizioni e di valori... Credo che sarebbe un po’ difficile e velleitario dire di non volerne entrare a far parte: una mia scelta in senso contrario al partito unico potrebbe anche non essere compresa dagli elettori. Se continuiamo a marciare soli e se continuiamo ad andare avanti con una logica narcisistica potrebbe diventare complicato». Le donne messe all’angolo dagli stessi partiti? «No, non credo. Forse le donne a differenza degli uomini non fanno questo mestiere a tempo pieno». Prima la famiglia, poi la politica? «Non prendiamoci in giro, le donne devono scendere a compromessi. Quando una donna ha famiglia ha una propria responsabilità e fa due o tre lavori insieme». Le "quote rosa" non bastano? «Le famose quote rosa rischiano di dare sempre e comunque agli uomini la possibilità di fare delle donne una sorta di "specchietto per le allodole" togliendo spazio alle candidate più valide. Queste ultime, fortunatamente, riescono sempre a imporsi grazie al proprio e personale impegno». La soluzione? «Lavorare e cercare di organizzare meglio i tempi, che devono essere più brevi ed elastici, coinvolgendo le donne in ogni ambito. Non ci siamo mai chiesti come mai le donne non siano mai state accusate di corruzione?».
giovedì 1 giugno 2006
Il tempo




Rispondi Citando
............!!!
