Roma, 30 mag. (Apcom) - Gianni Alemanno chiede alla Cdl di "riflettere" e fare "profonda autocritica"; Rocco Buttiglione denucia che "sono stati i partiti della Cdl a perdere il senso della realtà"; Alessandra Mussolini dice senza mezzi termini che a Napoli è stato "uno schifo, una pena, una tragedia, e una tragedia evitabile". Nelle interviste di oggi (rispettivamente "Messaggero", "Corsera" e ancora "Corsera") gli sconfitti delle amministrative chiedono agli alleati di riflettere sull'esito del voto.
Alemanno elenca gli errori: "Avevo chiesto l'election day" per evitare il calo d'affluenza", non c'è stata la lista unica "perché i tempi erano diventati troppo stretti e non era più possibile", e soprattutto "eravamo partiti con tre candidati e quando ci siamo convinti a convergere su un solo nome non c'era più tempo per fare nulla". Ancora: "Forza Italia e Udc hanno pagato l'assenza di Berlusconi e Casini".
Buttiglione al 'Corriere della Sera' spiega che "la Cdl, come è evidente qui, non e' affatto radicata nel territorio. Mica si può dire: sono andati al mare, colpa loro. E no - prosegue - in democrazia la colpa è dei partiti. E' la Cdl che non ha saputo 'fare partito', qualcosa come l'operazione partito democratico impostata a sinistra". E i moderati "non hanno affatto gradito la drammatizzazione dello scontro" per l'ex ministro che si dice convinto che "il muro contro muro non paga".
Infine, la Mussolini che è certa: "Io avrei battuto la Iervolino, se la Cdl avesse avuto il coraggio di candidarmi". Anche perché "Malvano era un candidato perdente in partenza, al suo nome si è arrivati dopo mille incertezze e dovendo superare altrettanti veti incrociati, veti spiacevoli... Credo che anche Berlusconi ora un po' di rimpianto ce l'abbia".




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