dal sito http://liberali-italiani.blogspot.com/
Riunione di tutti i gruppi liberali (veri) sùbito. E una terna operativa
"Ho appena finito di leggere un articolo di Mario Caputi riguardante la candidatura di Pagliuzzi a sindaco di Milano - scrive il liberale Livio Ghersi all'amico Giuliano Gennaio - articolo che preannunzia una riunione nazionale dei liberali (e questo è l'aspetto che più mi interessa) in cui Caputi vorrebbe coinvolgere pure gli "amici di Liberal Cafe". Si tratta di una cosa scritta per vedere chi abbocca all'amo, o c'è qualcosa di più?
Personalmente - l'ho già scritto - mi va benissimo che il Movimento dei Liberali per l'Italia-Destra Liberale sia parte integrante di una Costituente per la riunificazione dei liberali italiani. Ma vorrei che, allo stesso titolo, facessero parte della Costituente almeno: la Federazione dei Liberali (di Morelli), il Partito liberale di De Luca, Nico Valerio che ha proposto la sigla "Liberali italiani" per la nuova formazione politica, ciò che resta del Nuovo PLI di Ferrante. Sentirei pure Olita, direttore di Società Libera, e Cisnetto di Società aperta.
Inoltre, poiché penso che la cosa essenziale sia il collegamento con i Liberali europei dell'ALDE, non mi sembrerebbe uno snaturamento dell'istituendo soggetto politico sondarele disponibilità a farne parte del Partito repubblicano di Nucara e La Malfa, e anche del Movimento dei Repubblicani Europei della Sbarbati (che oggi si accorge di essere stata fatta fuoridal progetto dell'Ulivo). L'eccessiva enfasi di Caputi su "liberaliebasta" non penso debba portare ad escludere pregiudzialmente quanti si riconoscono nellatradizione repubblicana italiana (il primo nome che mi viene in mente è quello di Davide Giacalone). PLI e PRI sono stati in Italia i partiti che più consapevolmente si sonorichiamati alla tradizione risorgimentale. Ricordo che confluì nel PRI la destra del Partito d'Azione, che comprendeva intellettuali liberali come Adolfo Omodeo e Guido De Ruggiero.Dello stesso filone, ricordo poi il più giovane Vittorio De Caprariis, uno degli intellettuali più brillanti del settimanale "Il Mondo" di Pannunzio.Tutte le posizioni potrebbero conciliarsi nella scelta "terzista", cioè di essere indipendenti ed autonomi, tanto rispetto alla coalizione di Centro-Destra, quanto rispetto allacoalizione di Centro-Sinistra. In altri termini, si tratterebbe di affermare: il progetto del Partito democratico non ci interessa; il progetto del Partito dei moderati non ciinteressa.
Vogliamo, insomma, costituire in Italia un'aggregazione liberale collegata con i Liberali europei. Se, invece, Caputi intende che, semplicemente, dobbiamo iscriverci tutti alla Destra Liberale, sbaglia due volte. Perché avrà poche adesioni (ad esempio, non la mia) e perché condannerà il progetto della Costituente dei Liberali a risolversi in una iniziativa di corto respiro.
Mi pare ci sia troppo nervosismo in giro. Una proposta operativa: perché non organizziamo un incontro, ad esempio, a Roma, con non più di dieci invitati. Tra i quali ci dovrebbero essere Paganini, Morelli, Valerio, Vivona (se vuole venire), Lamedica. La riunione potrebbe tenersi i primi giorni di giugno (magari un sabato). E dovrebbe concludersi con l'individuazionedi tre persone cui tutti gli altri affidano il compito di avviare le trattative, con tutti i soggetti potenzialmente interessati, per la Costituente dei Liberali.
LIVIO GHERSI




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