“Riprendiamoci Lodi”: in piazza Barzaghi i cori di Forza Nuova
Silenzioso il contro-presidio di Rifondazione
"L’Europa è nata cristiana e romana, non può morire gay e musulmana". Dicono di non essere razzisti, ma lo slogan intonato una dozzina di volte ieri sera a Lodi dai 28 militanti di Forza Nuova non era un inno all’integrazione.
Il presidio organizzato dall’estrema destra in piazza Barzaghi (guarda le immagini), in Città Bassa, dove la settimana scorsa una lodigiana tossicodipendente sarebbe stata violentata da un cittadino romeno, si è svolto comunque senza incidenti né tensioni. Non avrebbe potuto andare diversamente: i militanti erano sorvegliati da un dispiegamento massiccio di forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale).
A distanza di sicurezza, sull’altro lato della piccola piazza, stava il drappello di esponenti di sinistra. I più giovani tra loro hanno solo provato ad intonare "Bella Ciao" per ribattere all’inno nazionale cantato a squarciagola dalla destra. Ma sono stati invitati a smettere dalla polizia: "Questa non è la vostra manifestazione, stasera lasciate perdere".
A pochi metri, il segretario provinciale di Rifondazione Andrea Viani stava a guardare, più cupo e ombroso del solito: "Manifestazioni come questa non aiutano a risolvere i problemi, sono pericolose negli effetti che producono. Le istituzioni sbagliano a sottovalutarle".
Unici assenti i cittadini del quartiere: quelli scesi in piazza a dare un’occhiata si contavano sulla punta delle dita. E non avevano spille o bandiere, né di destra né di sinistra.
Ovviamente mancavano anche gli immigrati: per una sera hanno preferito non farsi vedere. Qualcuno forse sarà andato a letto presto, se è vero, come dice chi abita tra via Maddalena e via Lodino, che i "caporali" qui passano tra le 4 e le 5, sulle loro Audi blu, a raccogliere i clandestini da portare in cantiere.
Il presidio di Forza Nuova
"Continuiamo i nostri presidi anti-immigrazione. Dopo Codogno, Casale e Sant’Angelo, abbiamo deciso di tornare qui a Lodi in piazza Barzaghi in seguito ai fatti denunciati la scorsa settimana", diceva ieri sera Gianmario Invernizzi, da anni il leader lodigiano di Forza Nuova, di cui oggi è anche vicepresidente nazionale. Il suo gruppo di militanti aveva già presidiato la Città Bassa lo scorso 19 maggio: "Questo è il quartiere più a rischio di Lodi. Con grande rammarico noto che siamo gli unici a scendere in piazza: la Lega Nord e gli altri partiti del centrodestra dormono".
Secondo Invernizzi, l’impegno del suo partito è premiato dal consenso degli elettori: "Abbiamo ottenuto il 4,5% alle ultime amministrative di Codogno, e il 4,6% a Casale. Per la prossima primavera, presumo che a Sant’Angelo Lodigiano arriveremo al 7/8%". Intanto però deve radunare fedelissimi anche fuori provincia: della trentina di militanti, parecchi ieri sera venivano in auto da Milano.
Mentre il segretario provinciale Ettore Grancini intonava gli slogan al megafono, Gianmario Invernizzi annunciava che "attiveremo un numero verde per raccogliere segnalazioni. Condanniamo anche gli italiani che di approfittano degli immigrati. Sono loro i delinquenti veri, sulle spalle dei disperati che vessano con affitti astronomici in case fatiscenti". "Italia sociale, non multirazziale", gridavano intanto alle sue spalle.
Lo sfogo dei residenti
"Più controlli: chiediamo solo questo. Se le forze dell’ordine che sono qui stasera presidiassero il quartiere durante l’arco della giornata, risolveremmo la metà dei problemi". Carlo Orsini ha 45 anni e fa l’architetto. Vive in via Vistarini, nel mezzo del quartiere che da qualche tempo qualcuno vuol far passare come il Bronx di Lodi. Lui ci è cresciuto, nel rione della Maddalena, e non ha intenzione di andarsene. Anche se case stanno registrando un deprezzamento pauroso (da 3.000 a 1.900 euro al metroquadro) e anche se "non fa piacere aprire la finestra e vedere gente che spaccia droga sotto casa". E’ uno dei pochi abitanti della zona che ieri sera è uscito di casa per dare un’occhiata alla manifestazione di Forza Nuova e al "contro presidio" di Rifondazione.
"Io abito qui, sono cresciuto qui, ho visto cambiare negli anni la composizione sociale. Questa non è mai stata una zona tranquilla: prima le bande degli anni Settanta, poi i ricettatori e gli spacciatori degli anni Ottanta e Novanta. Diciamo che si sta peggio che in altri quartieri di Lodi. Ma il degrado non è dato necessariamente dagli stranieri quanto dalla mancanza di punti di ritrovo, di controlli contro il caporalato, contro lo spaccio, contro le risse frequenti".
Rifondazione e il centrosinistra
"Nessuno nega che il Borgo e la Maddalena abbiano dei problemi, storicamente questo è il quartiere più popolare di Lodi – commentava Andrea Viani, segretario provinciale di Rifondazione -. Del resto, anche noi abbiamo decentrato qui la nostra sede cittadina perché ci costava meno che in altre zone della città". Ed è proprio per presidiare la sede contro eventuali vandalismi di Forza Nuova che ieri Andrea Viani, Enrico Bosani e altri esponenti di Rifondazione hanno tenuto aperti i locali. Con loro anche due assessori comunali, Silvana Cesani (Rifondazione) e Andrea Ferrari (DS), un assessore provinciale (Eugenio Bagnaschi, Rifondazione) e i "colleghi" di centrosinistra Luigi Visigalli (segretario provinciale dei Verdi), Vito Cafaro (segretario provinciale dei Comunisti Italiani), Domenico Visigalli (segretario cittadino dei DS). Aperta anche la sede dell’Arci Ghezzi in via Maddalena: dentro, visione gratuita di "La vita è bella" di Benigni.
Preti e comunisti
"I problemi dell’immigrazione, del caporalato, del lavoro nero o dell’emergenza-casa non si risolvono solo con la repressione o con iniziative locali – continua Andrea Viani -. Senza una politica seria a livello nazionale non ne verremo a capo. Certo, episodi come il presidio di questa sera non aiutano ad instaurare un clima di collaborazione e integrazione, ma alimentano diffidenza e distacco tra le parti. Fortunatamente, i residenti del quartiere fiutano questo genere di cose, infatti stasera non si vede nessuno. E la parrocchia è in campo, sta lavorando tantissimo. Ma anche la Curia dovrebbe sostenerla di più". Curiosamente, dopo i tempi di don Camillo e Peppone, per una volta Rifondazione e l’oratorio la pensano allo stesso modo. Lo conferma la presa di posizione di lunedì di don Mario Zacchi e della Caritas. Preti e comunisti sembrano parlare la stessa lingua. E sulle tensioni in Città Bassa hanno raggiunto la Pax, solo omofona dei Pacs.
http://www.agendalodi.it/wmview.php?ArtID=14778




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