Roma, 1 giu . - (Adnkronos/Ign) - La Corte di Cassazione ha reso definitivo il licenziamento inflitto dall'Alitalia ad un suo assistente di volo, Ferruccio D.R., reo di aver commesso atti di libidine su una minorenne passeggera di un volo di linea.
Per la Suprema Corte i compartamenti dello stewart, che era già stato condannato in sede penale, sono passibili della perdita del posto di lavoro. Il licenziamento dell'assistente di volo era già stato convalidato dalla Corte d'Appello di Roma, nel dicembre del 2002. Invano l'assistente di volo ha tentato di difendere il suo posto di lavoro rivendicando in Cassazione che la sanzione disciplinare adottata dall'azienda doveva essere comunicata con la specificazione dei motivi del provvedimento. La sezione lavoro (sentenza 13039) ha respinto il ricorso dello stewart sottolineando come legittimamente il giudice di merito abbia deciso per il licenziamento in tronco del dipendente ''atteso che la decisione della Corte territoriale non si fonda sulla efficacia del giudicato penale nel giudizio civile, ma sulla valutazione del materiale probatorio acquisito nel procedimento penale per l'accertamento della commissione di un reato''. ''Materiale che - sottolineano ancora gli 'ermellini' di piazza Cavour - può costituire fonte, anche esclusiva, del convincimento del giudice civile''. Di qui il rigetto del ricorso dell'assistente di volo Alitalia condannato anche a 2.000 euro di onorari.
(Adnkronos)




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