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Originariamente Scritto da vlad84
Un argomento che sempre più ritengo personalmente importante è la concezione della città dal nostro punto di vista teorico..come dovrebbe essere?
Per me ci deve essere un ripensamento radicale e contemporaneamente una nuova visione di come deve essere progettata.
Innanzitutto ci dovrebbe essere una sorta di autogestione di quartieri non oltre i 10000 abitanti...armonizzazione delle unità abitative, e soprattutto rifiuto sia delli soluzioni "termitaio umano" o tipiche villette borghesucce a schiera tutto garage e prato verde...tipo palazzine non più alte di tre piani.
Le soluzioni urbanistiche devono essere nuove e non prese dal passato...Per fare degli esempi: le citta medioevali almeno dalle mie zone erano costruite con vicoli stretti e tortuosi per evitare saccheggi, si raggruppavano principalmente attordo ad ordini monastici. Poi si sono create strade rettilinee nell'ottocento, e con la piazza al centro di tutto dove la borghesia potesse svolgere la sua vita e commerci.
Nella città pensata per il socialismo a mio parere si dovrà eliminare soprattutto: vie ampie e rettilinee, create per ottenere la "visuale" di shopping; ipermercati centri commerciali e quant'altro, sostituibili con uno spaccio raggiungibile a piedi da ogni parte del quartiere strutturato a nuovo;aree di parcheggio, autosilos e tutto quel popò di cemento indotto dall'automobile;raggruppamenti industriali , artigianali ed altri esempi di zone specifiche e non organiche: la loro soppressione-superamento eliminerebbe il traffico automobilistico, vero orrore della civiltà neomoderna, e permetterebbe anche l'armonizzazione di fabbriche pensate per l'uomo e la produzione per i bisogni della collettività; si avrebbe anche la preservazione della campagna dalla cementificazione incontrollata.
La gestione della cosa pubblica quindi sarebbe neno burocratica, più "automatica e ciò permetterebbe una più oculata amministrazione, ad esempio degli immobili che verrebbero posseduti e non presi in proprietà "privata".
Per voi invece?
Interessantissima tematica. Da appassionato di storia antica non posso non interessarmi del rapporto tra comunità ed urbanistica. In una visione comunitarista la città dovrebbe tornare ad essere l'unità politica base, come avveniva in area mediterranea e non solo nell'evo antico. Per rendere possibile questo sarebbero necessari numerosi stravolgimenti, compresa una decongestione delle attuali megalopoli, il recupero di spazi comuni ed un rinnovato rapporto tra la città ed il territorio circostante sul modello della polis antica ben rappresentato dalla decorazione sullo scudo di Achille.
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Originariamente Scritto da Chaos88
Senza dubbio il modello migliore per la riforma delle citta' l'hanno indicato non Colin Ward o Murray Bookchin ma Ted Kaczynski e Pol Pot.
+ feudalesimo e verzura
- conglomerati urbani!
Anche tu un fan di Ted Kaczynski eh ? :D
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Originariamente Scritto da Saloth Sâr
Anche tu un fan di Ted Kaczynski eh ? :D
Ebbeh... :-01#44
PS: e ovviamente anche di Earth First! prima maniera...
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Originariamente Scritto da Chaos88
Ebbeh... :-01#44
PS: e ovviamente anche di Earth First! prima maniera...
Chaos, sei national-anarchist alla maniera inglese? Hai contatti con quel movimento?
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Originariamente Scritto da Ultor753
Chaos, sei national-anarchist alla maniera inglese? Hai contatti con quel movimento?
Diciamo di si (sono anche inglese), anche se in genere mi consiglio semplicemente un 'tradizionalista radicale'. Conosco Troy Southgate e quando ho voglia di andare a Londra partecipo agli incontri che organizza assieme a delle brave persone, molte delle quali nel BNP...
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Originariamente Scritto da Chaos88
Diciamo di si (sono anche inglese), anche se in genere mi consiglio semplicemente un 'tradizionalista radicale'. Conosco Troy Southgate e quando ho voglia di andare a Londra partecipo agli incontri che organizza assieme a delle brave persone, molte delle quali nel BNP...
Grazie della risposta, ero curioso di sapere come si strutturava quel movimento in Inghilterra, Troy Southgate scrive cose alquanto interessanti.
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Originariamente Scritto da Chaos88
Senza dubbio il modello migliore per la riforma delle citta' l'hanno indicato non Colin Ward o Murray Bookchin ma Ted Kaczynski e Pol Pot.
+ feudalesimo e verzura
- conglomerati urbani!
Pol Pot ?? Stai scherzando spero :-00w09d
Come avrebbe riformato il modello cittadino Pol Pot ? Lui le città le distrusse !!! Assieme agli abitanti che portavano gli occhiali o che parlavano il francese :rolleyes:
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Originariamente Scritto da Heimbrecht
Pol Pot ?? Stai scherzando spero :-00w09d
Come avrebbe riformato il modello cittadino Pol Pot ? Lui le città le distrusse !!! Assieme agli abitanti che portavano gli occhiali o che parlavano il francese :rolleyes:
Appunto. Le citta' vanno distrutte, in quanto intrinsicamente parassitarie e corruttrici. A cosa servono le citta' se non ai mercanti? Cosa si produce in citta' che non si produce in campagna? Tutto invece si produce in campagna che non si produce in citta'. E Pol Pot questo lo aveva capito bene.
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Originariamente Scritto da RibelleSano
Io: Cosa intendi per autogestione dei quartieri? Intendi una specie di Comune di Parigi?
Per me se la gente vuole autogestirsi deve anche conoscersi quindi direi quartieri di 5mila abitanti; 10mila sono un pò troppi...
Per quanto concerne le villette a me piacciono.
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Io: Vabbé ma non puoi fare strade tutte strade strette e a curve!
Per quanto riguarda il commercio: vorresti abolirlo? Io non ci vedo nulla di male se non serve a fregare e sfruttare la gente...
D'accordissimo sulla preservazione della campagna e quindi della natura (rieducherei la gente anche verso il rapporto con gli animali)
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Io: se una persona si fa un culo così e si compra una casa dov'é il problema? Se un giorno avrò qualche soldino da parte perché non dovrei prendermela?
Allora...ho detto 10000 persone, ma è più esatto dire che l'unità urbanistica del quartiere deve permettere di poter raggiungere a piedi la gran parte dei servizi a cui abbisognamo, non esclusa l'attività lavorativa.
Per quanto riguarda le strade, ho semplicemente fatto intendere, come ha detto il buon orkonner, che le vie di comunicazione devono essere in funzione dell'uomo e non delle merci...ogni società poi ha "impresso" particolari caratteristiche all'urbanistica, come ho detto la mia città vecchia è piena di vicoli per il determinato momento storico, il capitalismo sviluppà non-città che si allargano anche solo per valorizzarsi attraverso una edilizia incontrollata...in un una comunità che esprima il bisogno di socialismo il ridimensionamento di attività di finta creazione di ricchezza come il commercio è più che opportuna.
Mi ca ho detto che c'è qualcosa di male nel comprarsi la casa, anche i miei si sono fatti il mazzo..ma voglio dire che questo bisogno è anche un pò indotto dalla società attuale: una pianificazione municipale delle unità abitative che servono renderebbe liberi dall'assillo di essere proprietari, in questo caso c'è da dire che alcune esperienze avute nell'europa dell'est durante il cosiddetto "socialismo reale" sono da prendere seriamente in considerazione.
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Originariamente Scritto da Chaos88
Senza dubbio il modello migliore per la riforma delle citta' l'hanno indicato non Colin Ward o Murray Bookchin ma Ted Kaczynski e Pol Pot.
+ feudalesimo e verzura
- conglomerati urbani!
Secondo me il primitivismo è utile a fissare il punto, ovvero a comprendere i nostri più semplici bisogni, quelli che furono espressione autentica della comunità nel comunismo primitivo.
Ma poi è inutile fissarsi in un regressismo che non solo non porta da nessuna parte ma ti fa anche dire fesserie come il ritorno al feudalesimo...la tecnologia di per sè è neutra, ti permette già oggi di non essere costretto ad occuparsi della terra...e non scordiamoci il general intellect, che poi è anche effetto della nostra ricerca di non "subire" la natura.
Il primitivo rimane solo dove la sopravvivenza della specie non ha bisogno di elaborare questa evoluzione di istinto di sopravvivenza: e cioè poche isole felici nelle zone più equatoriali.