Napolitano, è il tuo dovere. Bertinotti, fai ridere!
parata militare del 2giugno
Non poteva mancare il Pres. della Repubblica Napolitano il quale, in veste del suo ruolo istituzionale importante, è sembrato solo un vecchietto che guarda dei soldati passargli accanto, muto e serio anche se concedeva piccoli inchini e gesti di apprezzamento alle forze armate.
Poteva mancare ma non è stato così (ahimè) Bertinotti che, imbronciato come un bambino senza il suo peluchè pareva che per tutta la durata della parata si stesse chiedendo: "ma che ci faccio qua?".
Sarebbe stata gradita la presenza della sua sedia vuota che avrebbe dimostrato coerenza con la sua ideologia e il sostegno che ha ricevuto da personaggi non solo che vorrebbero abolire la parata militare del 2 giugno ma che hanno anche incitato i compagni terroristi ad uccidere i nostri militari.
Invece anche il sovietico borghese sub comandante Fausto non ha resistito al fascino della parata :K
Infine c'era lui, la mortadella. Pareva imbottita, stretta tra due fette di pane e pronta per essere divorata.
Solo a guardarlo ti veniva sonno e mi fermo qua perchè tanto il sig. prodi può essere tutto fuori che il premier visto che non ha poteri nei confronti dei suoi alleati sapientemente plasmati dal suo secondo io massimo d'alema anch'egli presente.
Un grazie caloroso alle forze armate per la piacevole parata e la gloriosa festa della repubblica e un augurio di buon lavoro a tutti i nostri militari-eroi in missione all'estero per la difesa della libertà.
Una festa di tutti gli italiani
Grandissima parata ai fori imperiali, Napolitano onora nella maniera dovuta la festa della Repubblica, la festa di tutti gli italiani. Una parata che non è stata affatto una esibizione di forza ed armi e che ha invece esaltato i reparti militari italiani che con la loro opera e i loro sacrificio rendono un servizio indispensabile e straordinario a tutti i cittadini in tutte le parti del mondo
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Ecco il testo integrale del messaggio radio-televisivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della Festa Nazionale della Repubblica, reso noto dal'Ufficio Stampa del Quirinale:
"Com'è da tempo tradizione, desidero rivolgere a voi tutti, italiane e italiani, il più cordiale augurio in occasione della Festa del 2 giugno. La nostra Repubblica compie oggi sessant'anni. Personalmente, vissi a Napoli quel lontano 2 giugno del 1946, e lo ricordo con rispetto anche per quanti espressero nel referendum il loro attaccamento all'istituto monarchico. Ebbe allora inizio un periodo nuovo nella vita dello Stato nazionale unitario, che era nato meno di un secolo prima e che seppe quindi aprirsi al ruolo delle autonomie regionali e locali.
Alla scelta della Repubblica si accompagnò l'elezione, per la prima volta col voto delle donne, dell'Assemblea Costituente, e infine seguì l'approvazione, a larghissima maggioranza, della Carta costituzionale, autentica Tavola dei valori e dei principi in cui riconoscersi, dei diritti e dei doveri da rispettare.
Il cammino percorso a partire da quel giorno è stato lungo e travagliato, ma fecondo. L'opera di ricostruzione materiale e morale del paese sconvolto dalla guerra fu dura ma ricca di frutti. Le tensioni e le prove che insorsero poi sul piano sociale e sul piano politico vennero superate nel quadro delle istituzioni repubblicane. E' bene che le nuove generazioni conoscano questa storia. Perché se ne può trarre motivo di consapevolezza e di fiducia.
Anche per affrontare con prospettive di successo i problemi dell'oggi e del domani è importante valorizzare quell' esperienza che in sessant'anni ha dato all'Italia una più forte personalità internazionale, facendone una protagonista dell'Europa unita, e agli italiani una più chiara e matura identità nazionale. Celebrare dunque ricorrenze come il 2 giugno, festeggiare insieme il compleanno della Repubblica, onorare i simboli della Nazione, esprimere un sentimento di più intensa appartenenza e comunanza patriottica, non significa fare vuota retorica, ma rafforzare le basi e le motivazioni del nostro agire individuale e collettivo.
Un particolare omaggio rivolgiamo alle nostre Forze Armate, il cui ruolo è segnato nella Costituzione come presidio e garanzia di pace. Siamo vicini a tutte le missioni fuori d'Italia in cui esse sono impegnate. Onoriamo la memoria di tutti i caduti.
E guardiamo al futuro. Spetta alle istituzioni della Repubblica mettere a frutto le energie e i talenti dei giovani, uomini e donne, per raccogliere le sfide e superare le incertezze e le difficoltà che preoccupano i cittadini. Nulla è più necessario, ora, che un clima di operosità e di responsabile collaborazione, nel libero confronto delle idee e delle posizioni politiche. Corrispondere a questa necessità sarà l'impegno della mia Presidenza".