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Discussione: Un'esperienza

  1. #1
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    Predefinito Un'esperienza

    Cari amici,
    sono un nuovo iscritto al forum. Desidero per prima cosa salutarvi tutti e ringraziarvi per l'ospitalità. Da molto tempo sentivo il bisogno di uno spazio in cui imparare qualcosa in più sul mondo spirituale ortodosso.

    Vorrei iniziare - e presentarmi - con un breve racconto, una breve e forse insignificante 'esperienza di ortodossia'.

    Qualche mese fa: un medico psichiatra, un sociologo e un filosofo (quest'ultimo ero io), si trovano a Betlemme di Giudea. Prendono un taxi e si fanno condurre al monastero di Mar Saba, più o meno all'ora di pranzo e sotto un sole spaventoso. Dopo un viaggio non troppo lungo, eccoli soli al cospetto di quella 'cascata di torri, cupole, mura e camminamenti' a strapiombo su un fiume inquinatissimo dai sobborghi di Betlemme. Più in là il mar Morto, con quell'azzurro incongruo e innaturale.

    I tre suonano alla porta: desiderava, il filosofo, vedere la tomba del grande Damasceno. Apre un monaco, chiese informazioni sul trio, e queste informazioni trasmette in basso attraverso la percussione di piccole campane. 'Latin?' chiede il monaco. 'Yes' rispondono i tre. Ding dong. 'Tornate fra mezz'ora'. I tre aprono i loro ombrelli per proteggersi dal sole a picco e si concedono una piccola passeggiata. Tornano dopo mezz'ora. E' loro aperto. Scendono nel cuore della Lavra. Li accoglie un monaco giovanissimo, greco, barba nera ma rada, occhi scavati e circondati di scuro, il volto pallido. Mormora il medico: 'Questo ragazzo, lo vedrei bene a fare un po' di analisi'. Visita rapida, freschi bicchieri di acqua miracolosa essudata dalle rocce, il monaco ci parla della sua comunità: dodici greci, un macedone, un californiano (inimmaginabile). Si vede che il medico è preoccupato per il giovane monaco. 'Cosa mangiate?' chiede. Il monaco sorride un po' ironicamente: 'San Saba mangiava un tozzo di pane secco ogni domenica'.

    Adesso il filosofo è pago. Ma il sociologo - ahimè - domanda come siano i rapporti fra le chiese. Sospirando il monaco risponde, con pacata dolcezza: 'Sono lieto che siate venuti: prego e pregherò per voi. Ma con tutto il rispetto devo dirvi che voi siete eretici, che la vostra chiesa si è allontanata dalla tradizione della Chiesa, e che - qualora non accediate al catecumenato ortodosso - la salvezza delle vostre anime è in serio pericolo. Da dove venite?' 'Milano' 'Ah, Ambrosios', sospira più profondamente il giovane monaco.

    I tre escono dal monastero. Non hanno tanta voglia di parlare. Forse pensano ai loro peccati, e a come questi li allontanino dalla salvezza forse di più della sofisticatissima questione del filioque. Tornano a Betlemme.

    Un'ora dopo sono nella Basilica della Natività, durante il recente assedio della quale - dicono - i monaci ortodossi (presumibilmente assai differenti dal giovane e indomito uomo del deserto appena conosciuto) fuggirono sui tank israeliani, abbandonando il luogo santo agli sconvolgimenti della guerra e a un pugno di francescani.

    Grazie a tutti,

    Barsanufio

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  2. #2
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    Predefinito

    Si, quei monaci del Monastero di San Sava hanno ancora lo spirito del grande Patriarca Diodoro I, di eterna memoria, la cui omelia controcorrente, tenuta a San Cipriano, voglio ancora una volta riportare.
    E' controcorrente, e la amo, perchè è la benedizione della Chiesa-Madre-delle-Chiese al nostro cammino.

    """"""""il 2/15 Ottobre 1989, Monastero dei SS.Cipriano e Giustina.


    Reverendissimo Metropolita Cipriano, Molto Reverendi Ierarchi della Chiesa, amati figli in Gesù Cristo,

    E' con una gioia ed una emozione particolare che io mi trovo oggi in questo luogo, in occasione del giorno di festa dei Santi Cipriano e Giustina. La mia gioia e la mia emozione sono particolarmente grandi perché mi trovo ora nel mezzo di Vescovi e Sacerdoti che negli ultimi dieci anni non si sono risparmiati per far risplendere la luce dell'Ortodossia in ogni continente: dall'Europa all'Africa, all'America ed ovunque si trova l'opportunità di evangelizzare la Santa Chiesa Ortodossa. Grazie per la fatica, Reverendissimo Metropolita Cipriano coi suoi Vescovi, per aver portato nel Mondo la voce dell'Ortodossia!

    Miei cari Cristiani, io sono venuto nella mia beneamata terra natale per pochi giorni, per ragioni personali e per ragioni concernenti il Patriarcato. Ho considerato mio dovere venire qui a celebrare con voi ed a fare gli auguri al Metropolita Cipriano nel suo giorno onomastico.

    Certamente voi conoscete la situazione di Gerusalemme oggi: Gerusalemme si sta struggendo; Gerusalemme, dove nella Chiesa dei Santi Apostoli era partito l'annuncio dell'evangelo a tutte le nazioni. Essa è la Madre delle Chiese, e per questo è suo sacro dovere mantenere l'insegnamento Ortodosso, quello che è stato ricevuto dal Signore, nella sua forma più pura e non adulterata. Come voi sapete essa è l'unica Chiesa che è stata fondata direttamente dal nostro Salvatore, il fondatore della nostra religione. Lui stesso ha celebrato a Gerusalemme la Mistica Cena , la prima Liturgia Divina. Egli ha santificato con la sua presenza questa terra santa; attraverso il suo insegnamento per queste contrade ha salvato la razza umana, liberandola dal peccato di Adamo con la sua morte in Croce. Ed è proprio per questo che la Santa terra è nel mezzo delle persecuzioni. Specialmente negli ultimi duecento anni la Chiesa di Gerusalemme si strugge per mantenere pura la dottrina della Tradizione Santa ed Ortodossa, in fedeltà ai canoni della Chiesa in quella forma in cui la ha ricevuta da Cristo e dagli Apostoli.
    Il [COLOR="red"]movimento ecumenico[/COLOR], con i suoi dialoghi - dai quali la nostra Santa Chiesa si è sempre ben guardata - ora rendono malata la nostra Ortodossia, ormai soggiogata dalle iniziative del papismo e dell'ecumenismo, dotati di maggior forza (umana).
    Questo da molti anni ormai tenta di distruggere la saldezza della Santa Chiesa anche in Gerusalemme stessa. Ma il Santo Sepolcro di Cristo che ha protetto la Terra Santa per molti secoli in faccia a tutti i pericoli - ha salvato finora la nostra Ortodossia da ogni pericolo. Però mai come in questi ultimi due secoli Gerusalemme si è trovata nel permanente ruolo di chi deve essere conquistata. Essa è passata attraverso satrapi, re e governatori. Tutte queste cose sono accadute ma essa finora è rimasta ferma coi suoi monaci ortodossi guardiani della santa eredità.E' necessario notare che negli ultimi anni , apparentemente per non disturbare il percorso dell'unità, si è cercato di coinvolgere la nostra santa Chiesa , da parte delle altre chiese, nella partecipazione al cosiddetto dialogo ecumenico, che sta in realtà dominando in ogni senso attraverso le Chiese. Questo ha fatto sì che la Chiesa di Gerusalemme inizialmente abbia avuto qualche partecipazione a queste iniziative con l'unico scopo di cercare di salvaguardare le Chiese Ortodosse dallo scivolare fuori della retta via a causa del dialogo con gli eretici. Ma niente vale la nostra voce isolata: la potenza degli ecumenisti che dicono : "è bene per noi l'unità con i cattolici", come dicono ai fedeli dicono molti Patriarchi e Vescovi, si innalza sempre più senza che , malauguratamente essi si rendano conto che "unione" signififica in realtà "sottomissione" della nostra santa Ortodossia.
    Noi abbiamo dovuto prendere sopra noi la responsabilità innanzi a Dio, dinanzi alla Chiesa, dinanzi all'Ortodossia, per la difesa della nostra storia, del nostro ruolo sacro e dei diritti tradizionali della Terra Santa, di parlare ben diversamente. E con la luce di Cristo abbiamo deciso di escluderci da ogni cosiddetto dialogo con gli eterodossi, visto che molti anni di contatto non avevano avuto nessun risultato positivo in ordine all'avvicinamento degli eretici alla Santa Fede.

    Noi abbiamo annunciato ufficialmente questa decisione alle nostre Chiese Sorelle Ortodosse.

    Esse si trovano costrette da ciò che hanno intrapreso a continuare in questa strada scivolosa ed infida, e di questo si assumeranno la responsabilità innanzi a Dio ed innanzi alla Storia del male che deriva alle Chiese da queste contatti con gli eterodossi.

    Come voi sapete il Patriarcato di Gerusalemme segue il Calendario Ecclesiastico Tradizionale. Esso non ha mai cambiato - né vorrei che cambiasse mai - in ordine a tutti gli insegnamenti, i canoni, e le dottrine della nostra santa Chiesa. Noi vogliamo lavorare, anche con sacrificio, per mantenere inalterate tutte queste cose. Molti si oppongono a questa nostra linea di salvaguardia, a parole e con i fatti. Ma noi, Vescovo della Chiesa Madre, vogliamo rimanere, a tutti i costi, custode della santa dottrina.

    Grazie, Reverendissimo Metropolita Cipriano. Io prego Dio per l'intercessione dei Santi Martiri Cipriano e Giustina, che vi doni forza, pazienza, salute, per portare la sua Croce per la gloria di Dio e dell'Ortodossia. Io sono venuto a portare a voi la Benedizione del Santo Sepolcro di Gerusalemme, del Golgota, e della santa Grotta (della Natività) , e prego Dio che possiate essere fortemente conservati e protetti, e stabili senza compromessi nella Fede dei nostri Padri. Molti anni!



    Grazie ancora, Padre nostro Patriarca Diodoro, non ti dimenticheremo mai. La Benedizione che ci hai portato resterà per sempre su di noi e ci sosterrà, anche se - per la tentazione del Diavolo - i tuoi successori dovessero abbandonare la via sicura che tu hai tracciato.

  3. #3
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    Predefinito Domanda

    Lei quindi pensa veramente che il destino eterno dell'anima di un cattolico romano sia in pericolo, non in quanto peccatore - in quel senso è il destino di tutti ad essere in pericolo - ma in quanto aderente ad un'articolazione differente dell'impianto dogmatico?

    Barsanufio

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio
    Lei quindi pensa veramente che il destino eterno dell'anima di un cattolico romano sia in pericolo, non in quanto peccatore - in quel senso è il destino di tutti ad essere in pericolo - ma in quanto aderente ad un'articolazione differente dell'impianto dogmatico?
    Barsanufio




    io penso che in questo periodo non solo l'occidente sia in pericolo, tutti parlano dell'occidente mentre l'oriente assomiglia sempre di + all'occidente
    basta guardare per esempio la grecia che molti ortodossia credono che sia un paradiso in terra poi basta andare ad atene che non si vede la differenza tra lei ed una città come roma o come londra, è a tuti gli effetti una città secolarizzata come i resto dell'occidente, e questa e una cosa che non sento mai dire dagli ortodossi e non capi mai come mai guardono troppo verso di noi e poi a casa loro succedono le stesse secolarizzazioni.
    Per me è unmistero.......

  5. #5
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da bizantinos-sr
    io penso che in questo periodo non solo l'occidente sia in pericolo, tutti parlano dell'occidente mentre l'oriente assomiglia sempre di + all'occidente
    basta guardare per esempio la grecia che molti ortodossia credono che sia un paradiso in terra poi basta andare ad atene che non si vede la differenza tra lei ed una città come roma o come londra, è a tuti gli effetti una città secolarizzata come i resto dell'occidente, e questa e una cosa che non sento mai dire dagli ortodossi e non capi mai come mai guardono troppo verso di noi e poi a casa loro succedono le stesse secolarizzazioni.
    Per me è unmistero.......

    Ed io la pongo qui in im-mediato(cioè senza mediazione alcuna) quasi una provocazione .

    Che ne dite se io cristiano ortodosso e presbitero dico comunque che la secolarizzazione delle storie e delle società in quanto e perchè tale è dono di Dio alla Chiesa?
    Padre Giovanni Festa

  6. #6
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    Predefinito Perchè no...

    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit
    Ed io la pongo qui in im-mediato(cioè senza mediazione alcuna) quasi una provocazione .

    Che ne dite se io cristiano ortodosso e presbitero dico comunque che la secolarizzazione delle storie e delle società in quanto e perchè tale è dono di Dio alla Chiesa?
    Padre Giovanni Festa
    Perchè no. Se alla Chiesa serve per verificare se stessa nella rettitudine del suo mandato e tenerle fortemente aderente allo stesso, in modo tale da far risplendere a pieno la "forza salvifica".
    p. Nicola
    p.s. anche questa "buttata lì" senza troppa meditazione ancor più d'acchitto.

  7. #7
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    Predefinito Però...

    Mi permetto di dire, tuttavia, che la questione che avevo posto era alquanto differente, e in alcun modo faceva riferimento alla secolarizzazione.

    Grazie,
    Barsanufio

  8. #8
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    Predefinito

    L'ortodossia e l'eterodossia non sono realtà che riguardano la differenza di impianto dogmatico. La differenza che le riguarda è quella tra la Verità e l'errore. L'impianto dogmatico è una questione teologica. Qui è in ballo la fede e la sua rettidudine, ovverosia è in ballo la nostra fedeltà o meno alla Divina Rivelazione.
    Mi pare che se io non sono fedele alla Divina Rivelazione la mia anima corre serio pericolo.Non ti sembra?

  9. #9
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    Predefinito dono di Dio?

    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit
    Ed io la pongo qui in im-mediato(cioè senza mediazione alcuna) quasi una provocazione .

    Che ne dite se io cristiano ortodosso e presbitero dico comunque che la secolarizzazione delle storie e delle società in quanto e perchè tale è dono di Dio alla Chiesa?
    Padre Giovanni Festa


    dono di Dio? in che senso?? non capisco
    magari una messa alla prova per la Santa Chiesa!?!?

  10. #10
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    Predefinito

    Il p. Giovanni sa bene che io comprendo perfettamente che cosa egli intende dire quando usa il termine "secolarizzazione". E sapendolo, lo condivido. Egli intende parlare del fatto che la Chiesa si propone, anche con la forza della tensione al Regno, ma mai si impone. Anche perchè una fede imposta non è fede, ed un amore imposto non è amore. Intende quindi dire che i cristiani non vogliono "sacralizzare" nel senso pagano del termine, le realtà della struttura sociale, e se lo fanno fanno male. In qesto senso è un fedele dispepolo mdell'anonimo Padre autore della "Lettera a Diogneto".- Intende dire cha la laicità è un valore etc.
    Tutto questo intende dire e che anch'io dico.
    Il problema è che spesso il termine viene usato con altri significati, nei quali - ovviamente - non ci possiamo riconoscere.
    Il vero problema è intendersi.

 

 
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