Quelli dei conti a posto.![]()
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CONTI PUBBLICI:PIU'VICINA MANOVRA,ALMUNIA,SERVE SU 2006/ANSA
(ANSA) - ROMA, 2 giu - Tra lunedì e martedì sarà
ufficializzato il livello raggiunto dal rapporto deficit-pil
italiano. All'esame dell'Eurogruppo e dell'Ecofin in programma a
Bruxelles il 6 e 7 giugno prossimi, il ministro dell'Economia,
Tommaso Padoa-Schioppa, porterà i risultati della comissione
Faini che sta terminando i lavori di due diligence sui conti
pubblici. Fino ad allora restano aperte tutte le opzioni per il
rientro, ma il ricorso a una manovra bis o a un Dpef che
contenga già misure supplementari appare probabile e certamente
più vicino qualora l'indebitamento dell'amministrazione
pubblica arrivi a toccare il 4,5% o un tetto ancora più alto e
prossimo al 5%, considerato l'ossigeno necessario per mantenere
in vita Anas e Ferrovie che molto difficilmente non sarà
garantito.
Le stime dell'Unione europea e dell'Ocse indicano un rapporto
già al 4,1 e al 4,2% rispettivamente. In un'intervista apparsa
oggi sulla stampa il commissario agli Affari economici e
finanziari, Joaquin Almunia, ha ribadito la necessità di
arrivare a una manovra bis entro il mese di giugno, escludendo
categoricamente inoltre la possibilità di concedere all'Italia
una strategia di uscita 'alla tedesca', ovvero la proroga di un
anno per il rientro dei conti in cambio di un inasprimento della
procedura per deficit eccessivo. Ipotesi su cui comunque, al di
là delle prese di posizione ufficiali, al Tesoro si
continuerebbe a lavorare come a una delle opzioni possibili.
Ancora oggi, comunque, il sottosegretario all'Economia, Paolo
Cento, si è pronunciato contro il ricorso alla manovra
aggiuntiva.
Almunia dice di apprezzare la stretta alla spesa dei
ministeri decisa dal Governo insieme con il piano di rientro del
deficit sanitario di sei Regioni, pena un'inasprimento fiscale
delle aliquote Irap e Irpef in quelle aree. Il commissario
imputa lo sforamento sul rapporto deficit-pil 2006 alla non
applicazione della Finanziaria negli ultimi mesi da parte del
Governo Berlusconi. Sullo 0,8% di rientro programmato sarebbe
stato raggiunto soltanto uno 0,2%, il resto sarebbe da
realizzare completamente e quantificato in appunto 7-8 miliardi.
"Ci sono i margini per razionalizzare radicalmente" i
meccanismi di spesa delle Regioni, spiega invece il ministro per
gli Affari regionali e le autonomie locali, Linda Lanzillotta.
"Alcune Regioni - aggiunge - l'hanno fatto, e ci sono riuscite.
Fermo restano che le Regioni meno fortunate devono essere
aiutate con un meccanismo di federalismo fiscale, i margini per
una razionalizzazione e una trasparenza della spesa ci sono".
Circa la metà della necessità immediata di cassa (7-8
miliardi appunto) potrebbe arrivare da un provvedimento di
innalzamento dell'Iva (contenuto molto probabilmente in un punto
percentuale) che, nonostante le smentite dei giorni scorsi,
potrebbe essere preso in considerazione visti gli impatti
sostenibili che una soluzione del genere provocherebbe. Finora
di concreto ci sono soltanto le misure di stretta adottate dal
Governo, e sul piano di rientro del deficit sanitario si dice
d'accordo il ministro dela Salute, Livia Turco: "questa misura
di rigore, che personalmente condivido, aiuterà molto tutte le
Regioni a mettere i conti pubblici a posto. C'é un mese di
tempo entro il quale il governo valuterà i progetti e io sono
sicura che i progetti saranno validi, tali da evitare l'aumento
delle tasse. Dico anche però - ha subito sottolineato - che in
Sanità noi, governo e Regioni, vogliamo cambiare totalmente
musica rispetto al governo precedente". (ANSA).




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