«Ne discuta il Parlamento, serve maggioranza dei due terzi»
Mastella: amnistia? No per pedofili e mafiosi
Il ministro della Giustizia: molestie su bambini e criminalità organizzata esclusi da eventuali provvedimenti di riduzione pena
NAPOLI - Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, a Napoli ritorna a parlare di amnistia, dopo l'annuncio dato ai detenuti di Regina Coeli di voler promuovere un provvedimento ad hoc. Dice di riconoscersi «nelle parole intelligenti del presidente della Repubblica Napolitano» (che su questo tema aveva auspicato un dialogo tra i Poli), ma puntualizza anche che la sua proposta non riguarda affatto casi come quelli della pedofilia o del crimine organizzato. «Se quello che ho detto venerdì al carcere di Regina Coeli serve alle forze politiche per maturare elementi di serenità evitando il broncio che ci è stato in questi ultimi tempi, lavorerò per questo e spero sia possibile».
Il ministro Mastella ringrazia Prodi «che ieri ha dato conferma che è una linea del governo e non del guardasigilli», poi chiarisce ulteriormente la sua posizione. «Per quello che concerne l'amnistia e l'indulto lungi da me che possa valere per estinguere reati come la pedofilia e la criminalità organizzata - ha sottolineato Mastella - questo vada messo da parte in modo assoluto. Per il resto se ne discuterà con le forze politiche ed i gruppi parlamentari».
Il ministro parla poi della necessità di un'ampia intesa tra gruppi politici di maggioranza e opposizione, ricordando che per varare il provvedimento è necessario un quorum più elevato: «Bisogna tenere presente che la saggezza e la Costituzione prescrivono i due terzi - sottolinea Mastella - nel senso che non è elemento di vanità o di appropriazione indebita di un governo. Non c'è prerogativa del governo come tale: laddove questo sforzo si realizzasse in maniera congiunta con ampia parte dell'opposizione il merito non sarà eventualmente del governo ma del Parlamento».
03 giugno 2006, Corsera




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