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    Exclamation La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    da La Parenti sicura: «È nei servizi segreti» - Interni - ilGiornale.it del 18-01-2010

    La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    di Mariateresa Conti
    lunedì 18 gennaio 2010

    «La provenienza di Antonio Di Pietro è in una struttura parallela ai servizi segreti. Di Pietro su questo non ha mai fatto chiarezza...».
    Le parole sono attualissime. E chi parla, l’ex pm di Mani pulite, ex deputato ed ex presidente della Commissione anfimafia, Tiziana Parenti, è una voce più che autorevole. Solo che la dichiarazione riportata non è affatto attuale. Anzi, ha ben tredici anni. Tredici anni durante i quali quelle denunce, di Titti “la Rossa” ma non solo, sugli oscuri legami tra Tonino e i servizi segreti sono rimaste lettera morta. E tali, forse, sarebbero rimaste sino ad ora, se il leader Idv, tentando di giocare d’anticipo, non avesse gridato al complotto sul suo blog.
    Ma c’erano, c’erano eccome le denunce, su quei rapporti, alquanto anomali per un magistrato, con i servizi. Già 13 anni fa, appunto. È il settembre del 1996. A dare la stura, l’allora presidente del Cnel Giuseppe De Rita, che dalle colonne del Tempo lancia l’allarme che provoca un putiferio: «Da Tangentopoli e dalla vicenda mafiosa stiamo uscendo con un apparato di potere costituito dall’intreccio tra pubblici ministeri, polizia giudiziaria e forse servizi segreti incontrollabile e incontrollato che ci deve preoccupare». Un allarme grave, subito raccolto dall’onorevole Parenti, che cita espressamente Di Pietro in un’intervista al Tg delle 20 di Telemontecarlo. La Parenti conferma la contiguità dell’ex pm - nel frattempo ministro di Prodi - ai servizi segreti: «La sua provenienza – dichiara – come risulta a Brescia, è in una struttura parallela ai servizi segreti. Su questo Di Pietro non ha mai fatto chiarezza». I tempi televisivi sono tiranni. All’agenzia di stampa Ansa, invece, Titti dice un po’ di più. Afferma di essere pienamente d’accordo con De Rita e spiega che la «connessione» tra pm, polizia e servizi segreti deriverebbe da «una politica scientifica» del Pci, che «sin dalla fine degli anni ’60» avrebbe «allevato una certa magistratura e politicizzato la polizia».
    È una bagarre. I giornali ne parlano per giorni. La sinistra insorge, Di Pietro minaccia querele e poi denuncia. Ma qualche anno dopo, a febbraio del 2000, il tribunale di Bergamo gli dà torto e sentenzia: non luogo a procedere.
    Tre mesi dopo l’analisi della Parenti si fa ancora più dettagliata. Dalle colonne di Repubblica, sentita da una giornalista di punta del quotidiano di Scalfari, l’attuale direttora dell’Unità Concita De Gregorio, Titti la Rossa «spara – parola di Concita – colpi di cannone». Contro tutti: Scalfaro, il Pds, Borrelli. E Di Pietro. «Quello che dico – afferma – è tutto documentato in carte riservate in possesso della procura di Milano. Basterebbe indagare partendo da una domanda semplice: perché è cominciata Tangentopoli? Cos’è successo nella procura di Milano dal ’90 al ’92?». La Parenti è un fiume in piena: «È successo – continua – qualcosa a cui le indagini del Gico sono arrivate molto vicino, ed è per questo che le vogliono fermare. È successo che prima di Mario Chiesa c’erano altri, e in particolare un imprenditore che aveva, non so a che titolo, colloqui stretti con Di Pietro e che lo teneva in contatto con certi ambienti, per così dire, ambigui, in Italia e Oltreoceano».
    Ambienti ambigui? Oltreoceano? L’onorevole Parenti racconta un viaggio negli Usa, contatti con la Cia. Dice che Di Pietro, attraverso l’imprenditore suo amico della quale la Parenti non fa il nome, entra in contatto «con ambienti del dipartimento di giustizia Usa». E che nei mesi che intercorrono tra l’arresto di Mario Chiesa (febbraio ’92) e l’entrata nel vivo di Mani pulite «va in America. La Cia – aggiunge – voleva far fuori il Psi e certa parte della Dc, perché non più affidabili. Caduto il muro di Berlino, crollato il comunismo, bisognava fare piazza pulita della vecchia classe politica e il Pds poteva essere un interlocutore affidabile. Allora Di Pietro va, e ottiene la legittimazione. La sua rete di rapporti, in Italia, è pronta».
    Anche questa volta è un putiferio. Di Pietro querela l’ex collega pm e la giornalista. La Camera fa scudo, sostiene che quelle dichiarazioni sono protette dall’immunità. E gli atti finiscono alla Consulta. La Parenti torna sul tema anche in altre occasioni, in dibattiti pubblici. Ma la sua voce resta inascoltata. Inascoltata. Ma perfettamente attuale oggi. A tredici anni di distanza.

  2. #2
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    Predefinito Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    La Cia – aggiunge – voleva far fuori il Psi e certa parte della Dc, perché non più affidabili. Caduto il muro di Berlino, crollato il comunismo, bisognava fare piazza pulita della vecchia classe politica e il Pds poteva essere un interlocutore affidabile.

    Esatto.
    E Di Pietro fa parte di quella risma di servi che ieri ha fatto fuori Craxi, e oggi vuole far fuori Berlusconi.
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 19-01-10 alle 04:09

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    Exclamation Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    da Quei viaggi di Di Pietro negli Usa - Interni - ilGiornale.it del 18-01-2010

    Quei viaggi di Di Pietro negli Usa

    di Gian Marco Chiocci
    lunedì 18 gennaio 2010

    Le trasferte al centro di polemiche sin dagli anni ’90. L'ex pm sul blog: "Non sapevo di essere ToninoSuperbond"

    Roma - L’uscita a sorpresa di Antonio Di Pietro («c’è un dossier su di me, vogliono far credere, utilizzando alcune foto del tutto neutre, che io sia o sia stato al soldo dei servizi segreti deviati e della Cia per abbattere la Prima Repubblica perché così volevano gli americani e la mafia») ripropone temi già aspramente dibattuti ai tempi di Mani pulite, e anche dopo: quello del rapporto fra Tonino e i servizi segreti (la prima a parlare di possibile continguità con gli 007 fu l’ex pm Tiziana Parenti) e Tonino e gli americani che secondo antica vulgata avrebbero avuto un ruolo nella rivoluzione giudiziaria che disarcionò una classe politica incentrata su Craxi (nemico giurato dopo Sigonella) e Andreotti (considerato troppo filoarabo).

    Tonino ha sempre negato ogni insinuazione, smentendo di esser mai stato al soldo, e al servizio, degli americani. Lo fece con particolare enfasi dopo Mani pulite, il 25 giugno del 1996, allorché dovette giustificare il rinvio di una sua discesa in politica, con un proprio partito, rinvio assai criticato dal presidente del «movimento Mani pulite», Pietro Rocchini, che lo accusò di aver rinunciato a formare un proprio movimento politico a seguito di «pressioni americane». L’ex pm replicò dicendo che si trattava solo di un rinvio «a tempo debito» e che gli americani «non c’entravano niente con quella decisione» che di lì a pochissimo portò Di Pietro al ministero dei Lavori pubblici.

    All’ormai ex amico Rocchini che sul link Montenero-Washington e su alcuni viaggi di Tonino negli Usa aveva fatto allusioni, Di Pietro rispose per le rime: «Negli Stati Uniti, l’anno scorso, ho tenuto una conferenza al centro studi strategici internazionali di Washington solo per confrontare le normative dei due paesi nella lotta alla corruzione». Tenne a precisarlo, perché Rocchini quel cambio di rotta non l’aveva proprio capito: «Accadde nel luglio 1995 – racconta Rocchini - dopo la conferenza al centro studi (vietata ai giornalisti, ndr) insieme all’influente politologo americano Eduard Luttwak, lo sentii cambiato. Era come se negli Usa il nostro progetto di dar vita ad un movimento politico fosse stato accolto con freddezza. Da quel momento Di Pietro non parlò più di rinnovare la classe politica italiana... L’impressione fu che certi circoli americani gli avessero fatto intendere di preferire un Di Pietro dentro al sistema dei partiti, anziché fuori...». Impressioni, niente di più. Il relatore della conferenza, Edward Luttwak, presentò Di Pietro come «un eroe per il 92 per cento degli italiani» ed espresse l’augurio «che uno degli uomini nuovi della Seconda Repubblica potesse essere proprio Di Pietro». Precedentemente, nel ’94, lo stesso Luttwak si disse certo della discesa in politica di Tonino a poche ore dalla decisione di abbandonare la toga: «Le dimissioni sono state un passo verso la normalizzazione della situazione politica in Italia. La giustizia deve procedere senza cedimenti verso i politici, ma ora forse ci sarà più chiarezza».

    A dar retta ai ritagli dell’epoca e agli archivi delle agenzie di stampa si scopre che una settimana prima Tonino aveva presenziato a un’altra conferenza, a cui gli organizzatori non volevano dare troppa pubblicità, all’American Enterprise Institute, un think thank conservatore di riferimento di tal Michael Ledeen.



    Sempre intorno al tandem Di Pietro-Usa, un anno e mezzo dopo, si rischiò l’incidente diplomatico per le rimostranze del sottosegretario Caputo (governo Berlusconi) all’attestato di stima rilasciato dal neoambasciatore statunitense Foglietta, appena insediato a Roma, nei confronti di Tonino: «So che di recente e sceso nell'arena politica e credo che farà bene. È un grande uomo».

    Sui viaggi e sui rapporti americani di Tonino si è favoleggiato sempre tanto, troppo, a volte solo perché appariva sospetta l’ansia di riservatezza esternata da chi invitava a Washington il politico molisano. E ovviamente nulla c’entra la precisa ricostruzione del settimanale il Diario che a febbraio 2002 documentò l’interessamento della Cia al fenomeno Mani pulite attraverso gli sviluppi dell’inchiesta «carceri d’oro».

    Azzardare frequentazioni sospette di Tonino con ambienti dei servizi segreti, italiani e/o americani, è ingeneroso e calunnioso in assenza di riscontri. Se solo si dovesse ragionare come ragiona qualche fan di Tonino (vedi la patente di mafiosità rilasciata al presidente del Senato, Renato Schifani, perché da giovane frequentava persone che solo anni dopo verranno accusate di reati di mafia) bisognerebbe ricordare che i competenti politologi Luttwak e Ledeen, quelli delle conferenze americane, sono stati descritti come i peggiori criminali della storia proprio dalla stampa amica del leader Idv: il primo, Luttwak, perché ripetutamente intercettato mentre parlava con lo 007 Pio Pompa, con il quale aveva assidue frequentazioni d’intelligence, nell’inchiesta sul sequestro Abu Omar; il secondo perché responsabile, secondo il quotidiano la Repubblica, d’aver aiutato nel 2001 il governo Berlusconi, attraverso il Sismi di Niccolò Pollari, a rovesciare il governo iraniano in cambio di gas e petrolio. Solo per la cronaca.

  4. #4
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    Predefinito Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    Ma vi rendete conto di quantosiete ridicoli? se diPietro era nei servizi segreti , che il ministero competente tiri fuori le prove. Al governo c'è la merdaccia di berlusconi o no?
    Bazooka!!!

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    Predefinito Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    Citazione Originariamente Scritto da Angelus Mortis Visualizza Messaggio
    La Cia – aggiunge – voleva far fuori il Psi e certa parte della Dc, perché non più affidabili. Caduto il muro di Berlino, crollato il comunismo, bisognava fare piazza pulita della vecchia classe politica e il Pds poteva essere un interlocutore affidabile.

    Esatto.
    E Di Pietro fa parte di quella risma di servi che ieri ha fatto fuori Craxi, e oggi vuole far fuori Berlusconi.
    Ma quali sono le similitudini in politica interna (e in parte anche in quella estera) tra Craxi e Berlusconi, sinceramente, non lo capisco. Il paragone mi pare affrettato, anche se non metto assolutamente in dubbio la strumentalità di Di Pietro, sia all'epoca sia adesso.

  6. #6
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    Predefinito Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    In un Paese civile le attuali accuse basterebbero a metterlo in galera e a fucilarlo alla schiena x alto tradimento.
    In un Paese civile.
    Ultima modifica di costantino; 19-01-10 alle 12:36

  7. #7
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    Predefinito Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    Stanno uscendo degli articoli interessanti sulla figura di Di Pietro. Si dovrebbe creare un thread apposito.

    Ad ogni modo, non ci vuole molto a capirlo. Una semplicissima domanda: come avrebbe fatto un bifolco del genere, da solo, a rovesciare la Prima Repubblica - con quella volpe di Craxi in testa? Evidentemente è stato aiutato da qualcuno...

  8. #8
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    Predefinito Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    Citazione Originariamente Scritto da Midgard Visualizza Messaggio
    Stanno uscendo degli articoli interessanti sulla figura di Di Pietro. Si dovrebbe creare un thread apposito.

    Ad ogni modo, non ci vuole molto a capirlo. Una semplicissima domanda: come avrebbe fatto un bifolco del genere, da solo, a rovesciare la Prima Repubblica - con quella volpe di Craxi in testa? Evidentemente è stato aiutato da qualcuno...
    A questa domanda semplicissima, nessuno ha saputo ancora dare risposta.

  9. #9
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    Predefinito Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»



    da Il Tempo - Politica - Dietro Mani Pulite agiva un servizio segreto straniero

    Dietro Mani Pulite agiva un servizio segreto straniero

    Un libro ricostruisce la storia. Verosimile il coinvolgimento di Antonio Di Pietro. L'autore parla di un colpo di Stato delle toghe.

    Salvatore Santangelo - 18/01/2010

    In questi mesi si rincorrono anniversari importanti, strettamente legati l'uno all'altro. Basti pensare a come la caduta del muro di Berlino e la fine della logica bipolare determinino la crisi della Prima Repubblica: gli equilibri che si erano preservati nella «costituzione materiale» saltano in aria. Infatti solo le logiche della Guerra Fredda e il rigido schematismo di Yalta potevano tenere insieme un simile sistema. Venuta meno questa «camicia di forza», una serie di spinte diverse si liberano da ogni condizionamento ed erodono la residua legittimità della Prima Repubblica, attaccandone in primo luogo la classe dirigente. Su questo argomento merita di essere citato un libro, non solo per un originale punto di vista (quello statunitense) su questi fatti, ma soprattutto perché a distanza di vent'anni nessuno ha pensato di tradurlo nel nostro Paese: The Italian Guillotine: Operation Clean Hands and the Overthrow of Italy's First Republic, di Stanton H. Burnett e Luca Manconi (Georgetown 1998).

    E la premessa del volume è proprio questa: gli autori pronosticavano infatti che pubblicarlo in Italia sarebbe stato praticamente impossibile perché proporre una ricostruzione dell'Operazione Mani Pulite non conforme alla versione ufficiale si sarebbe scontrata con una vera e propria sospensione della libertà di espressione.
    Alla premessa segue il teorema: «Un gruppo di magistrati altamente politicizzati, in larga maggioranza orientati a sinistra, agendo come pubblici ministeri, hanno usato una legittima inchiesta giudiziaria per perseguire, selettivamente, i loro nemici politici, ignorando o minimizzando misfatti simili dei loro alleati politici. L'investigazione di fondo è stata un'inchiesta su pratiche che erano andate avanti per decenni... I magistrati sono stati abbondantemente appoggiati da un gruppo di quotidiani e settimanali, tutti di proprietà di alcuni pochi grandi industriali che avevano una chiara posta in gioco nel successo del colpo di stato». Quindi quello che i magistrati hanno deliberatamente perseguito, sarebbe per gli autori un «colpo di stato». Si tratta di una tesi che, come sappiamo, solo recentemente ha avuto un certo credito (almeno nel centro-destra), così come l'ipotesi di un coinvolgimento di un servizio segreto straniero (tema, questo, tornato centrale dopo il presunto scoop sull'ex magistrato Antonio di Pietro).


    A questi argomenti, partendo proprio del libro di Burnett, Virgilio Ilari (professore di Storia delle istituzioni militari), ha dedicato una sua ricostruzione della storia recente del nostro Paese. Attraverso la metafora della Guerra civile (Ideazione editrice, 2001), Ilari giunge ad affermare che la stagione di Mani pulite - la liquidazione dei partiti democratici - fu un chirurgico atto di belligeranza: una deliberata soppressione della rappresentanza politica dei ceti medi declassati da cittadini a sudditi. Questo sullo sfondo di una rappresentazione mediatica in cui gli anni ottanta vengono dipinti come un peccaminoso Carnevale, seguito dalla giusta penitenza degli anni novanta; ma questo è un giudizio partigiano imposto dalla vulgata di una sinistra che, grazie a Craxi, era stata messa in condizione di non nuocere al Paese: la prosperità di quegli anni infatti era dovuta ad una netta impennata della capacità imprenditoriale diffusa, dall'adeguamento infrastutturale, dalla pace sociale e dal rango internazionale del Paese.

    Al contrario, in questi ultimi anni, l'incidenza dei salari sul Pil è diminuita di ben dieci punti e i sacrifici degli italiani sono stati sprecati per congelare - senza poterlo ridurre - il debito pubblico interno e contenere l'impatto sociale degli stessi sacrifici. Tutto questo, nella ricostruzione di Ilari, è stato possibile perché: «Non solo la nostra stampa, ma addirittura le nostre polizie e le nostre procure, pagate con i soldi dei contribuenti, sono diventate legalmente e alla luce del sole i terminali di sistemi offensivi eterodiretti, bisturi della nuova guerra geoeconomica contro le sgangherate muraglie della Fortezza Europa. I fatti hanno dimostrato che un'azione ben congegnata e portata a termine con spietata determinazione ha potuto cancellare in sei mesi un'intera classe dirigente europea facendo leva sul meccanismo giudiziario interno». Qualcosa che potrebbe accadere. Di nuovo.

  10. #10
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    Predefinito Rif: La Parenti sicura: «È nei servizi segreti»

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    A questa domanda semplicissima, nessuno ha saputo ancora dare risposta.
    semplicemente perchè non c'è nulla da aggiungere...l'analfabeta, bifolco e super tamarro Di Pietro da SOLO non valeva e non vale nulla....così ieri e così oggi con qualche cupola che certamente al momento sponsorizza...hefico:
    diciamo che è l'uomo di FIDUCIA...la TESTA DI LEGNO EBETE, un SERVO...
    Anche se tutti......IO NO !!

 

 
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