il sindaco hullwech(ex lega ora forza italia) riceve a palazzo un savoia
sal sito www.raixevenete.it
Oggetto: Il turista Emanuele Filiberto di Savoja a Vicenza.
Lunedì 12 giugno arriverà a Vicenza Emanuele Filiberto di Savoja. E
fin qui niente di male: Vicenza è una città splendida e un turista in
più è sempre ben accetto.
La cosa che mi lascia francamente allibito è che il Savoja in questione
venga ricevuto in pompa magna a palazzo Trissino, sede comunale, dal
Sindaco in persona con tutti i convenevoli e i rituali dettati dal
protocollo del cerimoniale.
E quali sarebbero i meriti del giovane Savoja, oltre quelli di aver
fatto la pubblicità di una nota casa di sottoaceti?
Al signor Emanuele Filiberto di Savoja che si definisce “principe di
Venezia” va ricordato che non esiste un popolo più autenticamente
repubblicano del popolo veneto: finchè i Veneti sono stati liberi e
indipendenti non hanno avuto né re né principi, né cortigiani né
cortigiane.
Fu Napoleone a coniare il titolo di “principe di Venezia” assegnandolo
al figliastro Eugenio di Beauharnais quale ulteriore oltraggio alla
Serenissima Repubblica Veneta e in tal modo, un oltraggio, un insulto
alla nostra storia veneta, deve essere letto anche ai nostri giorni,
quel “principe di Venezia”.
E finiamola con la retorica risorgimentale che vede Casa Savoja tutta
tesa in maniera disinteressata alla costruzione della cosiddetta unità d'Italia.
Quei Savoja che con il loro arrivo nel 1866, dopo un plebiscito-truffa
scandaloso, portarono il nostro Veneto in una situazione di miseria e
di disperazione come mai nella nostra storia, facendo scatenare una
emigrazione di dimensioni bibliche.
Quei Savoja interessati unicamente ad allargare il proprio regno con
una logica esclusivamente espansionistica. E non hanno fatto mai nulla
per nasconderlo, per la verità. Emblematico il fatto di Vittorio
Emanuele II° re di Sardegna che diventa, con una legge votata il 17
marzo 1861 il nuovo re d'Italia, rimanendo però "secondo", nonostante
le lunghe e accese discussioni che movimentarono l'opinione pubblica
dell'epoca: a lui di diventare il primo re d'Italia non interessava proprio nulla.
La politica di casa Savoja calpestò i diritti dei popoli, rifiutando la
dimensione "federalista" del nuovo regno, optando per la via delle
annessioni attraverso una serie di plebisciti truffaldini che
evidenziarono appunto la dimensione "imperialista" dei Savoja.
Non parliamo poi delle perle di Casa Savoja nel novecento, dalla
complicità con l’avvento al potere del fascismo, alle orrendi leggi
razziste contro gli ebrei, alla “fuga di Pescara” nel settembre 1943 di
Vittorio Emanuele III.
E visto che il tour del Savoja finirà con una cena (di gala,
naturalmente) ecco un affresco politico-alimentare di come i Savoja
sono ricordati nel
Veneto:
"Co San Marco comandava
se disnava e se senava.
Soto Franza brava xente,
se disnava solamente.
Soto casa de Lorena
no se disna e no se sena,
Soto casa de Savoja
de magnar te ga voja!"
Per non parlar di quel:
"Viva Savoja!
chè i n'à portà 'na fame roja"
Comun de Vicensa.
La consiliera Franca Equizi interroga el sinico so le notisie de la vixita de Emanuele de Saboja.
quote:
Vicenza 21 maggio 2006.
OGGETTO: lettere apparse in data odierna relative alla prossima visita di Emanuele Filiberto di Savoia a Vicenza.
Al SIG. SINDACO DEL COMUNE
DI VICENZA
AGLI ASSESSORI COMPETENTI
Premesso che:
1. la prima lettera a firma Antonio, apparsa in data odierna sul quotidiano su menzionato, riporta: “Un Savoia a Vicenza? A fare cosa? A vendere sottoaceti, scarpe e magliette? Un .”
2. nella seconda firmata un lettore si legge:”Sua nullità di Savoia farebbe bene ad arrivare a Vicenza sulla corvetta baionetta con la quale l’infame di suo bisnonno abbandonò l’Italia. E’ una vergogna che l’imperatore di Vicenza gli faccia, a spese nostre anche la cena di gala…Che tornino tutti e due da dove sono venuti!”
3. Il giornale di Vicenza del 16 u.s. riportava: “A palazzo Trissino stanno già spolverando tappeti rossi e abiti da cerimonia: fra un mese c’è da accogliere un sangue blu, il principe Emanuele Filiberto. È la prima volta dalla Seconda guerra mondiale che un SAVOIA viene in visita ufficiale nella città del Palladio. Nato a Ginevra 33 anni fa, Emanuele Filiberto Umberto Reza Ciro René Maria è figlio di Vittorio Emanuele e di Marina Ricolfi Doria. Dal 2002, con l’abolizione delle norme costituzionali che ne vietavano l’ingresso nel suolo italiano in quanto discendente della dinastia SAVOIA, il principino ha iniziato a frequentare lo Stivale, fino a sposare a Roma nel 2003 l'attrice francese Clotilde Courau, dalla quale ha avuto una figlia, Vittoria. Per chi riconosce i titoli nobiliari, Emanuele Filiberto è principe di Piemonte e di Venezia. La nota ufficiale che ne annuncia la visita è stata protocollata ieri in municipio. Il principe sarà a Vicenza lunedì 12 giugno. Il suo arrivo a palazzo Trissino è programmato nel pomeriggio, intorno alle 15. Qui verrà ricevuto dal sindaco Enrico Hüllweck, che dopo i convenevoli e i rituali dettati dal protocollo del cerimoniale, accompagnerà l’erede dei re d’Italia in una esclusiva visita alla Basilica e al teatro Olimpico, i monumenti simbolo del capoluogo, capolavori del genio palladiano. Ed è proprio per vedere di persona le opere del grande architetto che Emanuele Filiberto ha deciso di fare tappa all’ombra dei Berici. Come ha spiegato nella lettera indirizzata al sindaco, infatti, il suo desiderio è di ripercorrere le orme del nonno, Umberto II, il re di maggio, tornato alla ribalta delle recenti cronache per l’incredibile somiglianza con il nuovo presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e per l’anniversario del suo breve regno, esattamente 60 anni fa. Il quarto e ultimo re d’Italia, infatti, era grande ammiratore del Palladio e spesso ebbe modo di visitare, da principe di Piemonte, il Veneto e il Vicentino per visitare di persona i luoghi palladiani. Con Vittorio Emanuele III, ad esempio, Umberto II fu protagonista della storica inaugurazione di piazzale della Vittoria a Monte Berico. Memore dei racconti sulle bellezze architettoniche della terra berica, il nipotino, 60 anni dopo, ha deciso di vedere con i propri occhi i tesori narrati dal nonno. Concluso il tour turistico, in serata il sindaco Hüllweck sarà con il principe per una cena di gala che avrà lo scopo di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. Secondo indiscrezioni, destinataria della raccolta fondi sarebbe la “Casa famiglia S. Pio X”, un’opera della Diocesi di Venezia che accoglie donne in difficoltà con bambini”.
Tutto ciò premesso si chiede:
1. di sapere se il principe (anche se mi risulta che i titoli nobiliari siano stati da tempo aboliti) Emanuele Filiberto ha protocollato la richiesta di una visita diplomatica al nostro Comune e, in caso di risposta affermativa, di conoscere sotto quale veste;
2. se la cena di gala sarà offerta personalmente dal Sindaco o da qualche associazione e in questo ultimo caso di conoscere i dati anagrafici;
3. se la cena, in caso di risposte negative ai quesiti del punto precedente, sarà in tutto o in parte a carico dell’Amministrazione ed in questo caso di conoscere il numero di ospiti preventivati, il luogo dove si terrà e il complessivo costo preventivato comprensivo anche del servizio svolto dalla Polizia Municipale;
4. se il Comune sia obbligato a riservate a tale ospite un trattamento speciale ed eventualmente per quale motivo;
5. se sia intenzione del Sindaco consegnare all’erede al trono, a ricordo della visita, una delle Palladio d’oro che giacciono da tempo nelle casseforti comunali.
In attesa di risposta scritta ed in aula porgo distinti saluti.
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