Zapatero: "Apro un dialogo con l'Eta"
La settimana prossima potrebbero aprirsi i negoziati: "Parleremo della consegna delle armi e dello scioglimento dell'organizzazione"
MADRID, 29 maggio 2006 - Con l'Eta parleremo «del processo di consegna delle loro armi, dello scioglimento dell'organizzazione e del futuro dei suoi membri», ha dichiarato il primo ministro spagnolo Jose Luis Zapatero, intervistato dalla radio catalana.
Le sue parole giungono mentre i media spagnoli riferiscono che è probabile un prossimo annuncio in parlamento dell'apertura dei negoziati, che potrebbero già iniziare la settimana prossima.
Per domani e dopodomani è convocato in parlamento un dibattito sullo stato della nazione. L'avvio dei negoziati con l'Eta verrebbe anticipato rispetto ai tempi originariamente previsti per evitare il collasso del processo di pace dopo che il braccio politico dei separatisti baschi, il partito Batasuna, ha minacciato il blocco dei colloqui se otto dei suoi leader saranno arrestati.
Gli otto, fra cui il leader del Batasuna Arnaldo Otegi, sono stati convocati dalla Corte nazionale di Madrid e rischiano l'arresto in settimana per aver presentato in pubblico la nuova leadership politica del partito, che è stato vietato in Spagna nel 2002.
Il governo, e specialmente l'opposizione dei conservatori del partito Popular (PP), insistono perchè Batasuna condanni le violenze dell'Eta prima di tornare a essere un partito legale.
Zapatero non ha voluto intanto dire se verranno rilasciati alcuni dei 600 detenuti dell'Eta. Quando radio Catalogna glielo ha chiesto, il primo ministro si è limitato a rispondere che il negoziato ancora non è partito.
Zapatero si è poi rivolto al Pp perché dia un chiaro sostegno al processo di pace con l'Eta, che a suo avviso «trascende da ogni governo o simbolo di partito». Tutti i partiti spagnoli, salvo il PP, sostengono il processo, iniziato dopo che i separatisti hanno annunciato un cessate il fuoco permanente lo scorso 22 marzo e lo hanno finora rispettato.
Ma l'opposizione conservatrice appare pronta a sostenere soltanto la dissoluzione dell'Eta e teme che il governo a guida socialista paghi «un prezzo politico» ai separatisti baschi. Negli ultimi 38 anni l'Eta ha compiuto attentati terroristici che sono costati la vita a 817 persone.
http://ilrestodelcarlino.quotidiano..../05/29/5417436




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