
Originariamente Scritto da
ZioBenny
«Sono contento per loro. Per Ovidio Bompressi, che aspettava la grazia. Adesso toccherà anche ad Adriano Sofri, che la grazia non ha chiesto ma che gli sarà concessa. Naturalmente la loro storia è diversa dalla mia, dalla nostra. Epperò il loro come il nostro processo ha scontato un peccato originale: la giustizia è arrivata in ritardo, e le sue conclusioni sono state motivate con sentenze politiche». Colpi di tosse, la voce è tesa, emozionata. Ha 43 anni e tre figli, Luigi Ciavardini che aspetta la decisione della Cassazione. Se il pollice sarà verso, entrerà in carcere, dopo aver passato dentro una prigione diciassette anni della sua vita per omicidio e banda armata, e qualcuno getterà le chiavi: dovrà scontare 30 anni per aver partecipato, assieme a Valerio Fioravanti e a Francesca Mambro, alla strage di Bologna, 2 agosto 1980, 80 morti. Allora, 26 anni fa, Ciavardini aveva 17 anni e già poteva dichiararsi un killer nero. Da Terza posizione era confluito nei Nar di Mambro e Fioravanti, e in quel maledetto 1980 aveva ammazzato poliziotti e fatto rapine.
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