Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 5/10 dell’11 gennaio 2010, Sant’Igino

Rassegna stampa dell’11.01.2010

Radio Vaticana difende il presepio senza i Magi
Vasta eco ha avuto in Italia l’iniziativa della Caritas di Agrigento di allestire nella Cattedrale della città un presepe senza Magi, perché - avvisa un cartello – “sono stati respinti alla frontiera insieme agli altri immigrati”. Ecco il commento dell'arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro.
D. L’iniziativa del presepe in cattedrale senza i Magi, ma con la scritta “Respinti alla frontiera”, non vuole essere di taglio politico, assolutamente... R. No, assolutamente no. E’ una provocazione per vivere la nostra fede. (…)
(Testo completo dell’intervista di Radio Vaticana: Presepe senza Magi in Cattedrale: il commento dell'arcivescovo di Agrigento )

Non nominare il nome di Giordano Bruno invano
YouTube - GIORDANO BRUNO, PERCHE' NOMINARLO INVANO? <http://www.youtube.com/watch?v=CideDc2XkrE&amp;feature=player_embedded>
(per evitare inutili penitenze, è sufficiente leggere il titolo del video)

IdM (Italia delle Maledizioni)
RIMINI - Un messaggio per tutti, forte e chiaro, messo su internet già 9 mesi fa. Così il vice presidente della Provincia, Carlo Bulletta (Italia dei Valori) diffonde il suo testamento biologico su Youtube. Un monito molto forte ai sanitari che non volessero rispettare la sua volontà: "li maledico tutti ed auguro loro la morte peggiore possibile". (…)
(Fonte: Rimini, il testamento biologico di Bulletti (Idv) on line )

Babilonia Taurinorum
Millecinquecento abitanti in più. Torino, all’alba del 2010, si è svegliata un po’ più grande - e la tendenza a crescere, seppur lentamente, continua da quattro anni - grazie al costante arrivo di stranieri. Basti pensare che su un totale di 910.864 residenti (lo scorso anno eravamo 909.345) ben 51.217 sono romeni, la nazione più rappresentata sotto la Mole. È la Torino edizione 2010, così come la raccontano gli sportelli dell’anagrafe diretti dall’assessorato di Michele Dell’Utri. La popolazione continua a crescere nonostante le nascite continuino a calare: erano 8.408 nel 2008, scendono a 8.359 quest’anno. Il saldo attivo della popolazione, dunque, si deve soprattutto all’arrivo di 21.457 immigrati a fronte di 18.390 emigrati. Il piccolo salto in avanti è dovuto anche alle nuove coppie di torinesi costituite da stranieri che si danno da fare per riempire le culle. E siamo ai matrimoni: il 25 per cento di quelli celebrati l’anno scorso - il rito civile ha battuto di 300 unità quello religioso - hanno coinvolto coppie di nazionalità mista o entrambi stranieri. (…)
(Da La Stampa del 5 gennaio 2010)

Anno nuovo, sionismo vecchio
Non accennano a diminuire i progetti del governo israeliano per estendere la presenza ebraica a Gerusalemme Est. Il quotidiano Haaretz riferisce dell’approvazione, da parte della Commissione per la progettazione urbana, della costruzione del primo nucleo di un futuro quartiere ebraico sul Monte degli Ulivi, luogo suggestivo e ricco di significato per i fedeli delle tre maggiori religioni monoteistiche. Quattro edifici, nei quali alloggeranno 24 famiglie ebraiche, sorgeranno nei pressi del rione palestinese di at-Tur, dove opera già da 20 anni il collegio rabbinico Beit Dorot. “Il nostro scopo è rafforzare la sovranità israeliana a Gerusalemme - ha detto Elisha Peleg, esponente del Likud e membro della Commissione - e segnalare al presidente dell’Anp Abu Mazen, agli Stati Uniti e all’Unione Europea che Gerusalemme resta unificata, e non sarà oggetto di alcun negoziato”. (…)
(Agenzia Misna del 7 gennaio 2010)

La morte di mons. Yao, perseguitato dal regime: la fede dei cattolici cinesi, il silenzio di Ratzinger
Xiwanzi – Almeno 5000 fedeli, sotto la neve e a temperature polari ( - 30°), hanno partecipato ieri mattina al funerale di mons. Leo Yao Liang, vescovo coadiutore di Xiwanzi, morto lo scorso 30 dicembre. Mons. Yao ha speso 30 anni in prigione per non aver aderito all’Associazione patriottica. Dal 2006 al 2009 è stato di nuovo sequestrato dalla polizia per la stessa ragione. La gente ha partecipato in massa nonostante i divieti e i freni della pubblica sicurezza che da giorni non permetteva alle persone fuori della contea di arrivare in città e prendere parte alle esequie. Poiché il vescovo era un pastore sotterraneo, non riconosciuto dal governo, le autorità locali hanno obbligato a non usare alcuna insegna episcopale nel rito in chiesa e a riferirsi al defunto prelato solo come “pastore Yao” e non “vescovo Yao”. Ma al momento della sepoltura nel cimitero di Xiwanzi, e nei giorni precedenti, i fedeli hanno sempre pregato per “il vescovo Yao”. Secondo alcuni testimoni, alla sepoltura i fedeli hanno potuto anche inserire nella bara le insegne episcopali del vescovo. (…) Ai fedeli non risulta che dal Vaticano sia giunto un messaggio di condoglianze. Finora l’Osservatore romano non ha pubblicato alcun necrologio sul vescovo defunto.
(AsiaNews del 7 gennaio 2010)

Era solo un crocifisso, non una scritta in metallo degli anni ’30, quindi non fa notizia…
Hanoi (AsiaNews) - E’ stato distrutto con gli esplosivi il crocefisso del cimitero della parrocchia di Dong Chiem, a Hanoi. E i fedeli, richiamati sul posto dal boato sono stati caricati e picchiati dalla polizia. Due giovani, feriti, sono stati portati via, ma non è stato reso noto quanti altri siano stati lesi. E’ quasi un bollettino di guerra quello diffuso dall’arcidiocesi di Hanoi: “La polizia ha attaccato la parrocchia nella prima mattina di oggi, mentre il parroco e il suo aiuto erano all’annuale ritiro all’arcivescovado. Circa 500 agenti di polizia, in tenuta antisommossa e con un gran numero di cani sono stati spiegati nella zona per proteggere un gruppo di genieri dell’esercito, impegnati ad abbattere un grande crocefisso eretto su un masso all’interno del cimitero della parrocchia”. L’attacco è cominciato alle tre di notte, con l’esplosivo. “Udendo lo scoppio – ha raccontato il parroco, padre Joseph Nguyen Van Huu - i fedeli sono accorsi sul luogo per difendere il loro crocefisso, ma sono stati bloccati dalla polizia, che ha tentato di respingerli. Almeno due parrocchiani sono stati feriti e portati via”. I fedeli hanno riferito di essere stati oggetto di lanci a breve distanza di gas lacrimogeni, mentre erano inginocchiati in preghiera e chiedevano ai funzionari di polizia di fermare la distruzione. Alcuni sono stati bastonati. Non è stato riferito il numero di coloro che sono stati colpiti. Quanto avvenuto a Hanoi richiama alla mente ciò che è accaduto il 5 novembre nella parrocchia di Bau Sen, nella diocesi di Vinh , quando agenti antisommossa e bulldozer furono usati per rimuovere una statua della Vergine da un cimitero cattolico.
(AsiaNews del 7 gennaio 2010)

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