Che significherà?!
Raffaele
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Andrea's version (Il Foglio)
Vatti a fidare delle banche d’affari, dei circoli finanziari, delle agenzie di rating e di quei loro tecnici saputoni. E’ di qualche settimana fa lo smascheramento dell’inglese Fitch, indicata dall’onorevole Gianfranco Fini a Ballarò come un noto circoletto di faccendieri “schierato da sempre a favore del centrosinistra”. Fini allora ci fece un figurone. Però, per essere obiettivi, è di ieri un imbarazzante comunicato che lascia intravvedere come Standard&Poor’s stia lavorando invece per il centrodestra. Dice: e quando mai? Andate a leggere: “Le spese pubbliche potrebbero crescere al 24,3 per cento del pil nel 2050. Per quanto riguarda il rating a lungo termine, l’Italia potrebbe scendere da AAA ad A nel 2015, per arrivare a BBB nel 2030”. In poche parole, una catastrofe. Ma “potrebbero” in che senso? E a causa di cosa, il rating “scenderebbe”? Il comunicato non lascia scampo: la colpa “è dell’invecchiamento della popolazione italiana che preme sulle finanze”. E qui vediamo, nelle minacciose parole di Standard&Poor’s, un attacco inaccettabile ai sei senatori a vita, o al presidente Napolitano, o perfino, Dio non voglia, all’attesissimo rientro di Enzo Biagi.
06/06/2006




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