Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito I nostri timonieri stanno battendo ogni record. Conti pubblici allo sfascio.

    <body bgcolor=white text=black link=blue vlink=purple alink=red><TABLE width=100% border=0><TBODY><TR><TD align=left width=50%><IMG src=http://ilmessaggero.caltanet.it/hermes/20020608/01_NAZIONALE/PRIMO_PIANO/rubrica.gif></TD><TD align=right width=50%><FONT face=arial color=#006699 size=2><B>Sabato 8 Giugno 2002</B></FONT></TD></TR></TBODY></TABLE><FONT face=arial><!- BEGIN INFO-HEADER -><!- BEGIN TITLE -><!- m8 -><B><FONT face=Arial size=2>I DATI BANKITALIA <BR><BR></FONT><FONT face=Arial size=4>Debito pubblico record:<BR>25 mila per italiano</FONT></B><!- BEGIN ARTICLE -></FONT><P><FONT face=arial>ROMA — Nuovo record storico per il debito delle amministrazioni pubbliche che nel mese di marzo tocca quota 1.378 miliardi di euro, un valore pari a 2.668.191 miliardi di vecchie lire. Il dato è riportato nel supplemento «Finanza pubblica» al bollettino statistico della Banca d' Italia. <BR><span style="background-color:yellow;">Il debito pubblico è aumentato del 4,1% in un anno (era pari a 1.322,9 miliardi nel marzo 2001). E ora viaggia velocemente verso la soglia di 1.400 miliardi di euro: solo tra febbraio e marzo il debito è infatti lievitato di 18.902 euro, con un progresso dell'1,3% in un solo mes</span>e. L' ammontare del debito delle amministrazioni pubbliche - che però ha valore ai fini europei solo nel confronto con il Pil, cioè con la crescita economica - ammonta così a poco meno di 25.000 euro per ciascun cittadino, neonati compresi: in particolare, l' ammontare del debito è pari a 24.476 euro per ciascuno dei 56,3 milioni di italiani registrati dall' ultimo censimento, un valore che tradotto in vecchie lire sfiora i 47,4 milioni a testa. <BR>Sempre secondo la Banca d’Italia, inoltre, l<span style="background-color:yellow;">e entrate fiscali nei primi quattro mesi dell'anno registrano una flessione del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell' anno scorso</span>. Un dato calcolato con metodologia diversa dal ministero dell’Economia che, invece, con un lungo comunicato assicura che le entrate sono cresciute del 2,8% nel primo quadrimestre. <BR>Tra i dati forniti dal ministero dell' Economia ve ne sono alcuni interessanti. Il primo è la crescita delle ritenute sui dipendenti non statali, che segna un +11%, che il ministro dell' economia Giulio Tremonti aveva recentemente messo in collegamento con l'emersione dal sommerso (molte imprese starebbero sfruttando il credito d’imposta di 800 mila lire al mese, varato dal centrosinistra, per regolarizzare dipendenti in nero). Il secondo è la crescita dell'Iva sugli scambi interni (+6,8%), che segnala una ripresa dell' economia. Nel suo complesso l’Iva è cresciuta del 4,3% a causa del calo di quella sull’import.</FONT></P><p>&nbsp;</p><table cellspacing=0 border=1 bordercolordark=white bordercolorlight=black><tr><td width=976 colspan=2 valign=top><p align=center><b><font size="6">I TIMONIERI DELLA NOSTRA ECONOMIA</font></b></p><p align=center>&nbsp;</p></td></tr><tr><td width=485 valign=top><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i><IMG height=251 alt="Giulio Tremonti^Finance Minister, Italy^^^" src=http://businessweek.com/magazine/content/01_24/art01_24/bw24081.jpg width=187 align=top border=0></i></font><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>Il Superministro dell'Economia Giulio Tremonti.</i></font></p><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>E' stato l'uomo che ha sistemato le società Off-Shore di Berlusconi. Continua a dire che la sinistra creava buchi.</i></font></p><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>Nei primi 5 mesi ha fatto il buco più grosso degli ultimi 10 anni: 90.000 miliardi di vecchie lire. Finora ha sempre sbagliato tutte le previsioni economiche.
    Ama fare battute sarcastiche su quelli più bravi di lui.</i></font></p></td><td width=485 valign=top><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i><IMG src=http://www.lamescolanza.com/INTERVISTE/MICCICHE.jpg width=182 height=253></i></font><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>il Vice-Superministro dell'Economia Gianfranco Miccichè.</i></font></p><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>Bocciato due volte alle superiori, da quando ha conosciuto Dell'Utri è passato da impiegato di banca a vice-ministro in 15 anni. Non sa niente di economia, ma conosce tante persone che lo chiamano al cellulare &quot;Gianfrancuccio&quot;</i></font></p></td></tr></table></body>

  2. #2
    Ospite

    Predefinito Re: I nostri timonieri stanno battendo ogni record. Conti pubblici allo sfascio.

    Originally posted by brunik
    <body bgcolor=white text=black link=blue vlink=purple alink=red><TABLE width=100% border=0><TBODY><TR><TD align=left width=50%><IMG src=http://ilmessaggero.caltanet.it/hermes/20020608/01_NAZIONALE/PRIMO_PIANO/rubrica.gif></TD><TD align=right width=50%><FONT face=arial color=#006699 size=2><B>Sabato 8 Giugno 2002</B></FONT></TD></TR></TBODY></TABLE><FONT face=arial><!- BEGIN INFO-HEADER -><!- BEGIN TITLE -><!- m8 -><B><FONT face=Arial size=2>I DATI BANKITALIA <BR><BR></FONT><FONT face=Arial size=4>Debito pubblico record:<BR>25 mila per italiano</FONT></B><!- BEGIN ARTICLE -></FONT><P><FONT face=arial>ROMA — Nuovo record storico per il debito delle amministrazioni pubbliche che nel mese di marzo tocca quota 1.378 miliardi di euro, un valore pari a 2.668.191 miliardi di vecchie lire. Il dato è riportato nel supplemento «Finanza pubblica» al bollettino statistico della Banca d' Italia. <BR><span style="background-color:red;">Il debito pubblico è aumentato del 4,1% in un anno (era pari a 1.322,9 miliardi nel marzo 2001). E ora viaggia velocemente verso la soglia di 1.400 miliardi di euro: solo tra febbraio e marzo il debito è infatti lievitato di 18.902 euro, con un progresso dell'1,3% in un solo mes</span>e. L' ammontare del debito delle amministrazioni pubbliche - che però ha valore ai fini europei solo nel confronto con il Pil, cioè con la crescita economica - ammonta così a poco meno di 25.000 euro per ciascun cittadino, neonati compresi: in particolare, l' ammontare del debito è pari a 24.476 euro per ciascuno dei 56,3 milioni di italiani registrati dall' ultimo censimento, un valore che tradotto in vecchie lire sfiora i 47,4 milioni a testa. <BR>Sempre secondo la Banca d’Italia, inoltre, l<span style="background-color:red;">e entrate fiscali nei primi quattro mesi dell'anno registrano una flessione del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell' anno scorso</span>. Un dato calcolato con metodologia diversa dal ministero dell’Economia che, invece, con un lungo comunicato assicura che le entrate sono cresciute del 2,8% nel primo quadrimestre. <BR>Tra i dati forniti dal ministero dell' Economia ve ne sono alcuni interessanti. Il primo è la crescita delle ritenute sui dipendenti non statali, che segna un +11%, che il ministro dell' economia Giulio Tremonti aveva recentemente messo in collegamento con l'emersione dal sommerso (molte imprese starebbero sfruttando il credito d’imposta di 800 mila lire al mese, varato dal centrosinistra, per regolarizzare dipendenti in nero). Il secondo è la crescita dell'Iva sugli scambi interni (+6,8%), che segnala una ripresa dell' economia. Nel suo complesso l’Iva è cresciuta del 4,3% a causa del calo di quella sull’import.</FONT></P><p>&nbsp;</p><table cellspacing=0 border=1 bordercolordark=white bordercolorlight=black><tr><td width=976 colspan=2 valign=top><p align=center><b><font size="6">I TIMONIERI DELLA NOSTRA ECONOMIA</font></b></p><p align=center>&nbsp;</p></td></tr><tr><td width=485 valign=top><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i><IMG height=251 alt="Giulio Tremonti^Finance Minister, Italy^^^" src=http://businessweek.com/magazine/content/01_24/art01_24/bw24081.jpg width=187 align=top border=0></i></font><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>Il Superministro dell'Economia Giulio Tremonti.</i></font></p><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>E' stato l'uomo che ha sistemato le società Off-Shore di Berlusconi. Continua a dire che la sinistra creava buchi.</i></font></p><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>Nei primi 5 mesi ha fatto il buco più grosso degli ultimi 10 anni: 90.000 miliardi di vecchie lire. Finora ha sempre sbagliato tutte le previsioni economiche.
    Ama fare battute sarcastiche su quelli più bravi di lui.</i></font></p></td><td width=485 valign=top><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i><IMG src=http://www.lamescolanza.com/INTERVISTE/MICCICHE.jpg width=182 height=253></i></font><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>il Vice-Superministro dell'Economia Gianfranco Miccichè.</i></font></p><p align=center><font size="2" face="Verdana"><i>Bocciato due volte alle superiori, da quando ha conosciuto Dell'Utri è passato da impiegato di banca a vice-ministro in 15 anni. Non sa niente di economia, ma conosce tante persone che lo chiamano al cellulare &quot;Gianfrancuccio&quot;</i></font></p></td></tr></table></body>
    Egregio signor Brunik, lei che è sempre ben documentato, potrebbe gentilmente postare una tabella (che mi pare d'aver letto in passato) con tutti i debiti dello Stato, ripartiti per anno e con l'indicazione delle relative coalizioni di governo?

    Sarà così facile a tutti verificare in che occasioni si siano avuti gli incrementi di debito più vistosi.

    Cordialità

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: I nostri timonieri stanno battendo ogni record. Conti pubblici allo sfascio.

    Originally posted by Osservatore


    Egregio signor Brunik, lei che è sempre ben documentato, potrebbe gentilmente postare una tabella (che mi pare d'aver letto in passato) con tutti i debiti dello Stato, ripartiti per anno e con l'indicazione delle relative coalizioni di governo?

    Sarà così facile a tutti verificare in che occasioni si siano avuti gli incrementi di debito più vistosi.

    Cordialità
    <body bgcolor=white text=black link=blue vlink=purple alink=red><p align=center><IMG class=grafico src=http://www.ilsole24ore.com/Migrazione/osservatorio/finanza/23.gif?codid=22.0.36382750 align=top units=pixels><table><TR><TD><SPAN class=articolo><SPAN class=titolazione><SPAN class=occhiello><SPAN class=ln><b>CONTI PUBBLICI / IL COMMENTO</b></SPAN><b><IMG class=logo height=1 src=http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine2/foto_fisse/dotara.gif?codid=22.0.678178186 width=100% align=top units=pixels></b></SPAN><SPAN class=titolo><SPAN class=ln><b>Deficit e debito, risultati a rischio</b></SPAN></SPAN><SPAN class=sommario><SPAN class=ln><b>Il 2002 procede fuori linea nei dati del fabbisogno statale a tutto maggio. La seconda parte dell'anno sarà decisiva, ma bisogna fare i conti con un debito che non scende. </b></SPAN></SPAN></SPAN><SPAN class=firma><b>di </b><SPAN class=autore><SPAN class=nome><b>Michele De Gaspari</b></SPAN></SPAN></SPAN></SPAN></TD></TR><TR><TD><P class=p><SPAN class=articolo><SPAN class=testo>L'appuntamento con il Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) 2003-2006 è ormai imminente, se verrà rispettata la tradizionale scadenza di fine giugno, ma i dati che via via si susseguono sui conti pubblici continuano a essere peggiori delle attese. Il <A class=a href="/art.jhtml?codid=22.0.22231272" shape=rect>fabbisogno di cassa del settore statale</A> ha, infatti, raggiunto nei primi cinque mesi del 2002 i 41,4 miliardi di euro, circa 3 miliardi in più nei confronti dello stesso periodo dell'anno precedente (ma che salgono a 7 miliardi, se si considera l'operazione straordinaria di contenimento effettuata in aprile).<BR>Per registrare una svolta nei conti di cassa occorrerà, quindi, attendere il trimestre giugno-agosto, previsto in largo avanzo, che potrà essere molto consistente se l'apporto delle entrate complessive non deluderà, tenendo anche conto della prossima cartolarizzazione degli immobili. <BR>L'obiettivo di fabbisogno del settore statale indicato per quest'anno non dovrebbe scostarsi, in particolare, dai 26 miliardi di euro, una cifra già superata nel solo primo quadrimestre dal disavanzo di cassa, che dovrà essere compatibile, nel consuntivo annuo, con i 7 miliardi fissati per l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, il dato rilevante ai fini del <A class=a href="/SoleOnLine/Economia/Congiuntura/Previsioni/programma_stabilita_italia.doc?codid=22.0.55340591 9" target=_blank shape=rect>Programma di stabilità</A> europeo (corrispondente allo 0,5% del Pil). <BR>La forbice tra fabbisogno e indebitamento tende, peraltro, ad allargarsi negli ultimi anni, sollevando non poche preoccupazioni - a cominciare da quelle della <A class=a href="/SoleOnLine/Economia/Politica%20economica/Politica%20monetaria/cf01_considerazioni_finali.pdf?codid=22.0.75392729 9" target=_blank shape=rect>Banca d'Italia</A>, espresse nelle Considerazioni finali del Governatore (pag. 22-26) lo scorso 31 maggio - circa la sostenibilità di tale divergenza, senza creare ostacoli al percorso di definitivo risanamento finanziario.<BR>Ciò che conta è, naturalmente, il risultato di fine anno che, secondo il <A class=a href="http://www.tesoro.it/app/comunicati/view/view.asp?file=documentazione/comunicati-stampa/2002/html/1523362002.htm" target=_blank shape=rect>ministero dell'Economia</A>, non appare affatto compromesso, non potendosi considerare l'evoluzione nel corso dei primi mesi del 2002 fuori linea con l'obiettivo programmatico. L'andamento del fabbisogno nella prima parte di quest'anno si rivela, infatti, sostanzialmente erratico.<BR>Il peggioramento è riconducibile, da un lato, alla <A class=a href="/art.jhtml?codid=22.0.22266137" shape=rect>debole crescita economica</A>, che frena la dinamica delle entrate tributarie; dall'altro, ci sono da considerare gli sfasamenti temporali di incassi e pagamenti di bilancio, legati sia alla forte stagionalità, sia alle novità introdotte in ogni esercizio contabile e alla realizzazione di operazioni straordinarie, come la vendita degli immobili pubblici.</SPAN></SPAN></P><P class=p><SPAN class=articolo><SPAN class=testo><B class=strong>Tra obiettivi e realtà delle cifre</B><BR>E' importante, comunque, osservare con grande attenzione i dati del fabbisogno statale, considerando però che l'andamento dei primi cinque mesi non è granché indicativo ai fini del risultato dell'intero anno. Nonostante lo sfavorevole bilancio parziale, gli obiettivi programmatici di finanza pubblica per il 2002 restano sostanzialmente invariati.<BR>La <A class=a href="/art.jhtml?codid=22.0.725620036" shape=rect>Relazione trimestrale di cassa</A> presentata in aprile - il documento governativo che fa il punto sugli scenari macroeconomici e le prospettive dei conti pubblici per l'anno in corso - apporta alcune correzioni obbligate rispetto all'ultimo <A class=a href="/art.jhtml?codid=22.0.323824948" shape=rect>Dpef 2002-2006</A>: la previsione di crescita del Pil si attesta poco sopra il 2%, con la speranza di mettere a segno un tasso di sviluppo in uscita dal 2002 vicino al 3% in ragione d'anno. Ma il quadro della congiuntura delineato nella Trimestrale appare ormai scarsamente realistico, se si guarda all'evoluzione in atto nella prima metà dell'anno, che si conferma sempre piuttosto debole.<BR>Per quanto concerne il <A class=a href="/art.jhtml?codid=22.0.22231495" shape=rect>rapporto deficit/Pil</A>, allontanandosi l'iniziale obiettivo del 2,3% di crescita, occorrerà di conseguenza ritoccare la previsione dello 0,5% ad almeno lo 0,9%, che può rappresentare lo scostamento tollerabile in sede di Unione europea, considerata l'eventuale azione degli stabilizzatori automatici nel caso di un aumento del Pil inferiore al previsto.<BR>Rimane, tuttavia, l'impegno politico a centrare, per quanto possibile, l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2003. Qualora, poi, la tendenza allo sforamento nelle cifre del fabbisogno dovesse continuare, potrebbe rivelarsi necessaria una manovra correttiva - finora esclusa con decisione dal Governo - per restare in linea con i vincoli europei.<BR>Continua a incombere, infine, sul difficile equilibrio dei conti pubblici la zavorra del debito, che riduce sensibilmente i gradi di libertà delle manovre di bilancio. Dal 2000 infatti, dopo il sorpasso in discesa del Belgio, il <A class=a href="/art.jhtml?codid=22.0.22313432" shape=rect>debito pubblico</A> italiano è il più elevato fra i paesi di Eurolandia e dell'Unione europea, essendo ancora vicino al 110% del Pil, a fronte di una media dell'area Ue di poco superiore al 60%, con un <A class=a href="/art.jhtml?codid=22.0.22378500" shape=rect>percorso di rientro</A> in notevole frenata negli ultimi due anni.<BR>L'Italia è, inoltre, il solo paese ad alto debito che mantiene un deficit di bilancio e continua, pertanto, ad accrescere il debito pubblico nei valori assoluti, a causa del sempre elevato fabbisogno di cassa, che è ben lontano dall'annullarsi.</SPAN></SPAN></P><SPAN class=articolo><SPAN class=testo><SPAN class=data>5 giugno 2002</SPAN></SPAN></SPAN></TD></TR></table><p align=center><IMG class=grafico src=http://www.ilsole24ore.com/Migrazione/osservatorio/finanza/24.gif?codid=22.0.36382771 align=top units=pixels></body>

  4. #4
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    Fmi, pronta la pagella su Tremonti "Necessario un colpo di forbici"



    La ricetta degli economisti di Washington: per rispettare gli impegni Ue meno spese correnti e riforma previdenziale

    ELENA POLIDORI

    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - Fra tre giorni, martedì prossimo, il Fondo monetario Internazionale farà l´esame al governo. Niente voti, ma giudizi e raccomandazioni. La «pagella» - in gergo, final statement - che sarà consegnata al ministro Tremonti, rappresenta il succo di dieci giorni di lavoro spesi a spulciare conti, bilanci, leggi, progetti ed è ancora top secret. Si è saputo però che l´attenzione degli esperti internazionali, guidati dall´economista Carlo Cottarelli, si concentrerà su due questioni fondamentali, tra loro collegate: l´Italia spende troppo e l´economia cresce poco.
    E allora: bisogna che il governo riduca le spese correnti; che si occupi di mettere un freno alla sanità come raccomanda pure la Corte dei Conti; che faccia la riforma delle pensioni e, in ultima analisi, che spenda meno per tutta la pubblica amministrazione, dipendenti compresi. Le sforbiciate sono indispensabili se davvero Berlusconi vuole ridurre le tasse, come promesso durante la campagna elettorale, senza venire meno agli impegni europei. E sono ancora più basilari ora, che la congiuntura annaspa, che l´economia è fiacca. Il Fmi non è mai stato troppo ottimista sulle prospettive di crescita. Già ad aprile aveva contestato le stime del governo, inchiodando la performance economica nazionale ad uno striminzito 1,4% cui corrispondeva un deficit dell´1,2. Da allora la situazione non è migliorata: i numeri della pagella saranno grosso modo gli stessi anche perché nel frattempo il Tesoro medesimo sta pensando di ritoccare al ribasso le sue iniziali previsioni (2,3% con un disavanzo dello 0,5) e perfino il governatore Fazio, che solo un anno fa pronosticava un nuovo miracolo economico, ora sostiene che solo con opere pubbliche per 5 miliardi di euro si arriverà all´1,5%.
    Gli esperti del Fmi redigeranno il loro statement durante il fine settimana, chiusi in un albergo di Roma. Ma ormai il grosso del lavoro di ricerca è fatto, le interviste con chi conta sono concluse. In dieci giorni l´equipe ha incontrato praticamente tutti: i ministri Tremonti, Sirchia e Marzano; gli esperti del Lavoro, della Banca d´Italia, della Confindustria, della Consob, dell´Antitrust; i sindacalisti Pezzotta, Cofferati e Musi; le principali banche, il governatore Fazio. La scelta degli interlocutori, il loro profilo, fa capire dove il Fondo vuole andare a parare. Per esempio: ha voluto risposte sulle prospettive dei salari nel pubblico impiego; notizie sull´articolo 18 e le misure per rendere più flessibile il mercato del lavoro. Ha raccolto dati precisi e aggiornati sulla reale situazione del Mezzogiorno. Ha voluto veder chiaro sulla politica di liberalizzazioni e privatizzazioni. Ha posto domande sullo scudo fiscale, sulla Tremonti-bis, sul destino del Tfr, sugli ammortizzatori sociali, sull´indennità di disoccupazione, sulla cassa integrazione. Adesso si tratta di tradurre cifre e previsioni in valutazioni politiche. In una pagella, appunto.

  5. #5
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    Siore e Siori, mi voglio rovinare!!!
    Tremonti: «Ai privati anche treni e poste ma le prime dismissioni riguarderanno Telecom, Ente tabacchi, Tirrenia ed Enel».

    Il Giornale, 9 giugno 2002, pagina 1

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles
    Fmi, pronta la pagella su Tremonti "Necessario un colpo di forbici"



    La ricetta degli economisti di Washington: per rispettare gli impegni Ue meno spese correnti e riforma previdenziale

    ELENA POLIDORI


    a distanza di quattro anni ecco il risultato delle forbici di Tremonti: spese correnti + 122 miliardi di euro l'anno.




 

 

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