Finalmente a bocce ferme è possibile fare un’analisi più precisa delle recenti elezioni in Italia.

Prima però, visto che diamo un punto di vista da un osservatorio di frontiera, ci sembra importante sottolineare per il Ticino, che dopo le follie Bilaterali è molto più vicino anche politicamente all’Italia, come il PLRT , ovvero il partito di maggioranza nel Cantone, abbia tifato in modo non solo aperto ma quasi militante contro il centro destra. Le Regione, che a meno di volersi nascondersi dietro a un dito, rappresenta i radicali, oggi assolutamente vincenti nel Cantone dopo la messa in quarantena del leader liberali Marina Masoni, ed esprime dunque gli umori del partito di maggioranza. E’ bene ricordarlo a futura memoria: gli articoli del quotidiano radicale ricalcavano per astio e aggressività quelli delle più sfegatate pubblicazioni di sinistra della penisola, da “La Repubblica a .l “L’Unità” . Chi legge gli articoli di tale Erminio Ferrari – che d’altronde è un ammiratore di Toni Negri, non troverà differenze ideologiche con il Manifesto e similari.

E persino una pubblicazione ufficiale come l’organo dei sindacati liberali “progresso sociale” arrivava a definire il governo di Berlusconi un branco di “avventurieri” che hanno disonorato l’Italia.


Ciò significa che il PLRT ormai ha al suo vertice mediatico non elementi di sinistra ma estremisti di sinistra: quelli per cui la delegittimazione dell’avversario in nome dell’etica, della “loro” etica, ovviamente, è pane quotidiano, materia base di lotta politica. I poveri masoniani, manovrieri ma incapaci come tutti i liberali di competere con le sinistre quando la guerra si fa dura, lo hanno capito a loro spese.

Detto questo torniamo all’Italia.

Quello che è uscito dalle elezioni è un governo a due facce.

Di sinistra-centro, per usare l’espressione che piace a Bertinotti, nella sua espressione demagogica, nella politica spicciola, nell’occupazione di sottopotere tipica delle sinistre.

Totalmente prono ai poteri forti internazionali nella stanza dei bottoni.

Prodi è l’uomo del potere bancario, come Ciampi, e si trova in sintonia con Draghi, governatore di Bankitalia, uomo di ferro della Goldman Sachs: lì si fa la politica finanziaria e sarà lacrime e sangue per gli allegri italiani. Le sanguisughe dell’usurocrazia non perdonano.

Facciamo due semplici conti. Prodi da sempre è a servizio della Goldman Sachs, della quale è un ex consulente. La banca d’affari statunitense è il vero centro di potere privato mondiale. Tra i suoi dipendenti e consulenti super pagati, oltre a Romano Prodi, vi sono Mario Draghi (ex vicepresidente di Goldman Sachs International ) e Mario Monti (ex-commissario europeo). Fino a poco tempo fa a capo della succursale europea vi era Claudio Costamagna (ex Montedison), la cui moglie – guarda caso- risulta essere una grande finanziatrice della campagna elettorale del professore... Cosa vuole ancora la Goldman Sachs dall’Italia? L’Eni. E quale fiducia possono riporre i cittadini italiani nell’affermazione di Prodi al Senato secondo cui è auspicabile un’Europa “forte” che non deve essere “l'Europa dei banchieri"? Nessuna.
Non a caso l’unico personaggio che il professore è riuscito a portare al governo si chiama Tommaso Padoa Schioppa, un ultraliberista al ministero dell’Economia, “ammanicatissimo” coi poteri forti, quello che comunemente viene considerato “l’inventore dell’Euro”. Aspettiamoci austerità, tagli, supertasse, finanziarie lacrime e sangue, vendite degli ultimi gioielli di famiglia agli speculatori perchè Prodi è l’Europa delle Banche. Da quel lato il “sinistra centro” Bertinotti e compagni se lo scordano. La sinistra, il bastone, va bene per le masse , cui verrà dato il panem et circenses. Daranno, o perlomeno ci proveranno, in pasto alla plebaglia la testa di Berlusconi, un povero ingenuo che credeva che facendo la corte ai sionisti e agli americani l’avrebbero tenuto in sella.

Taglieranno qualche testa “di destra” poi sarà lacrime sangue: basta la prima proposta di risanamento da questo drago a due teste che è il governo Prodi : più accertamenti fiscali, cioè più tasse, a costruttori e agricoltori. Sono i contadini evidentemente che fanno piangere le casse dello stato italiano. E’ una colossale infamia, oltre che una scemenza trasparente, ma non sorprende: la sinistra, nel suo DNA, ha un odio profondo per gli agricoltori che sono l’antitesi più totale alle utopie. Il ciclo delle stagioni non segue gli ordini di Stalin e Stalin ( e anche Mao) sterminò i kulaki, i piccoli contadini attaccati al concetto di proprietà del loro pezzo di terra. Da allora nell’URSS fu la fame.

Dunque daranno i contadini ( si spera solo fiscalmente ) in pasto ai compagni.

Ad alto livello sarà la più fetida politica oligarchica e antinazionale.









Per quanto concerne il “branco di avventurieri” che “hanno disonorato l’Italia”, pur non avendo mai avuto simpatie per Berlusconi e le sue orride televisioni, restiamo convinti che l’Italia l’onore l’abbia perso semmai con altri personaggi e in altre ben più gravi occasioni.

Lasciamo da parte gli avventurieri ed esaminiamo invece la banda Prodi, un’accozzaglia eterogenea che lascia senza fiato chiunque abbia un minimo di conoscenza politica.

Dalla pagliaccesca copia Pannella-Bonino, che con l’osceno partito radicale tenta di sostituirsi al defunto partito repubblicano come partito degli interessi sionisti ( senza alcuna speranza ma con qualche vantaggio mediatico) al re dei voltagabbana Mastella, all’Italia dei valori di Di Pietro ( ma quali valori? Non ci faccia ridere) alle margherite e altri fiori di sacrestia, si passa ai post comunisti, i DS che poi sono comunisti veri, come i Fassino e i D’Alema, più comunisti dello stesso Bertinotti ma cresciuti alla scuola del realismo socialista: ovvero con una sola fede, il Potere.

E’ un vero circo Barnum con Rosy Bondi e Vladimir Luxuria , la vergine cattolica e l’ermafrodita comunista, il guerrigliero Rizzo, il soviet Diliberto, il rottame socialista Borselli, il piacione Rutelli… Chi scommetterebbe un copeco su un simile consiglio di amministrazione?

Ricordiamo chi li ha sostenuti , ricordiamo il modo con cui è stato svillaneggiato e insultato Berlusconi e la sua coalizione. Poi faremo un paragone.

Come abbiamo scritto più volte la coalizione di centro destra non meritava di vincere. E non lo meritava Berlusconi, postosi senza dignità al servizio del potere americano e sionista e colpevole, gravemente colpevole , di aver contribuito alla vile aggressione dell’Iraq. Ma ciò non significa che la sinistra , quella di Prodi poi, meritasse di andare al governo. Sarà semplicemente una sciagura per l’Italia.

Prodi, lo abbiamo detto, si porrà al servizio degli burocrati, si batterà per l’immonda costituzione europea, strangolerà l’Italia perché così vogliono gli usurocrati di Goldman Sachs, Standart&Poor, Banca Mondiale , FMI eccetera. Coperto in questo sporco lavori anti nazionale dai soliti cani da guardia delle sinistre.

Ma il resto? Le sinistre hanno vinto con un miserabile scarto di 25.000 voti. Non è stato Berlusconi a dare ossigeno al centro destra , ma il terrore di quel che faranno le sinistre.

Terrore assolutamente giustificato cui si aggiunge però il terrore del caos governativo.

Perché qualcuno ci dovrà spiegare come si fa a mettere d’accordo il liberismo e il super sionismo di Pannella e Bonino, che plaudono ad ogni omicidio targato USA e Israele, e gli anti americani e anti sionisti Diliberto, Rizzo e il no global Caruso. Per non parlare dei cattolici baciapile della margherita e dei degli anti clericali DS, socialisti, radicali e compagnia cantante. Un marasma , un caos, l’assoluta ingovernabilità poiché con 25.000 voti di differenza ogni componente della coalizione. E’ il motivo per cui Prodi dopo aver ciarlatanato di rigore ha aumentato ministri e sottosegretari con costosi codazzi. Un circo Barnum, appunto.Ma costoso.









Su un solo punto hanno le idee chiare. L’assalto al potere. I cialtroni che parlavano di Berlusconi come potenziale tiranno ( si leggano le tirate dei vecchi tromboni Biagi e Bocca) ora tacciono: ma l’Italia si trova con un comunista alla presidenza della Camera e uno alla Presidenza della repubblica. E si lamentano per le ingerenze del Papa: vogliono nominare anche quello?

Il divertente che i giacobini ( come i radicosocialisti in Ticino) sono sempre pronti a inventare fascisti anche in chi non lo è, non si dichiara tale, non lo è mai stato.

Ma proclamarsi comunisti, cioè fautori ed estimatori di uno delle più criminali ideologie della storia, quello va benissimo. Anzi come comunisti si arriva alle massime cariche dello stato.

Napoletano per esempio è uno che approvò esplicitamente il massacro sovietico della rivolta ungherese. Uno cosi oggi è presidente della Repubblica italiana. Non che sia un fanatico e forse neppure sarà un cattivo presidente: ma è pur sempre un simbolo e soprattutto un vero comunista. Cioè uno che cambia idea se lo vuole il Partito, la sua patria è il partito-mamma. E’ la prova vivente che l’Italia non è solo spaccata in due ma che domina una fazione estrema, faziosa per principio e inaccettabile.

E’ vero che i democratici di sinistra, ex comunisti, faranno il possibile per fingersi moderati. Ma il DNA resta quello. Non si tratta di fare il processo alle intenzioni, di mettere all’indice, di vietare le opinioni: quello lo lasciamo fare a loro e ai loro cani da guardia. Ma è legittimo chiedersi se un uomo come D’Alema, come Fassino che sono stati comunisti per trent’anni possano farci credere che ora non lo sono più ma solo più “quasi”? Pagliacciate e anche poco dignitose. Gli opportunisti fanno sempre schifo, militino a destra o a sinistra.

D’Alema poi è un asso del contorsionismo, un grande circense.

Ma come Napoletano un cristallino comunista.

Le comunità ebraiche italiane, che rappresentano ( forse) 30.000 persone su 60 milioni avevano addirittura avuto il fegato di porre il veto a D’Alema ministro degli esteri, in quanto non filo israeliano. E’ pazzesco che che dei cittadini italiani pensino prima agli interessi di uno stato estero di quello in cui vivono ed ancora più pazzesco che super minoranza con enorme peso mediatico pretendano di condizionare la stragrande maggioranza.

Ma su D’Alema si sono sbagliati e i più furbi tra loro come Lerner e Ferrara lo hanno capito subito.

D’Alema nei DS è come Gianfranco Fini in Alleanza Nazionale: uno pronto alla circoncisione pur di compiacere i circoli sionisti.

Uno che mai darà fastidio agli israelo americani, uno che ha vigliaccamente mandato i bombardieri italiani sulla Serbia, violando tutte le regole internazionali per ubbidire agli ordini americani. Sapete cosa ha detto ai suoi critici sionisti appena nominato ministro? Sono filo israeliano,,,vado sempre allo stadio con Gol, l’ambasciatore dello stato ebraico noto per la tracotanza con cui esercita il suo potere di proconsole israeliano in Italia ( è arrivato anche in Ticino, quando ci fu la “notte dei cristalli” e uno squilibrato incendiò la Sinagoga: non vi furono vittime israeliani, ma Gol considera tutti gli ebrei israeliani e si permise di interferire in affari che non lo riguardavano). I sionisti possono stare tranquilli: D’Alema andrà al muro del pianto come Fini: i ministri degli esteri italiani non cambiano linea perché non la decidono loro. Al massimo piccole varianti,

La politica estera sarà dunque la peggiore, quella di Berlusconi.

Quella interna invece sarà molto peggiore.

GM