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    Veritas liberabit vos
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    Cloaca della postmodernità

    Una delle teste di ponte della IV Rivoluzione o Rivoluzione culturale è costiuita dalla liberalizzazione sessuale. Ciò che fino a poco tempo fa (e che molissimi continuano a pensare, ma temono lo scherno di color che son ciechi, ma si credono duci, per dirla con Dante, e non si fanno avanti) era considerato sinonimo di Virtus e Probitas, oggi è sostituito dal vizio corrispondente, elevato a norma di vita morale "normale" (sì, secondo la legge di satana... ). Ogni giorno assistiamo ai miasmi della legittimazione di ogni turpitudine morale, a partire dalla sodomia. Come molti pensatori della ControRivoluzione avevano previsto, il descensus ad inferos prosegue con la lenta legittimazione della pedofilia e dell'incesto soft e giù giù fino all'antropofagia, la zoofilia e la necrofilia.
    Paura e disperazione? Neanche per sogno!!!!!!
    Non Praevalebunt!!!!!!! Nostro Signore ce l'ha promesso e lui le promesse le mantiene tutte.
    Qualche antidoto al suddetto sudiciume lo trovate qui:http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=251259
    ed anche qui: http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=260610


    Abbiamo, tuttavia, deciso di aprire un post su quella piaga sociale che è rappresentata dalla pornografia, l'abbasssamento dell'uomo al livello ferino e istitnivo, la cieca brama di coloro "che la ragion sommetono al talento" (Inferno, V 39), per dimostrare che l'amore e la sessualità vera non sono quelli ostentanti dalla vacua cultura dominante, gonfia della sua superbia e Hybris.
    Ci prenderanno in giro, ci scherniranno, ci daranno dei frustrati, tarati mentali, anacronisti cantori di un mondo irreversibilmente tramontato.
    Che ce ne frega!!!!!!!
    Non vogliamo il plauso del mondo, bensì quello di Dio. Alla fine della nostra vita, lunga o breve che sia stata, vogliamo che il Padre ci accolga tra gli eletti alla sua destra. Allora tutte le inguirie subite, le mortificazioni, le offese del Mondo ci sembreranno un giogo soave, perché avremmo guadagnato la palma della vittoria, quella della Vita Eterna. Non aspiriamo alla "dolce morte" come vuole satana, bensì alla "buona morte", ossia al transito da questa vita all'al di là in grazia di Dio.

    "L'uomo combatte, Dio concede la vittoria"

    Buona lettura.


    Pornografia.

    Di Vittorio Messori

    Tratto da: Antologia di “Vivaio”

    Quando cominciarono a diffondersi i videoregistratori, i soliti sociologi e tuttologi “illuminati” ne previdero impieghi dei quali si compiacevano: dissero che la possibilità di proiettarsi sullo schermo televisivo cassette di ogni tipo sarebbe stata utilizzata dalla gente per imparare e perfezionare le lingue straniere; per coltivare, in genere, quella che amano chiamare “l’educazione permanente”; per organizzarsi piccoli cineforum in famiglia, con la visione di classici della cinematografia e conseguente dibattito tra genitori, figli, nonni, cugini, vicini di casa; e, in genere, per scopi nobilmente culturali o, almeno, di intelligente intrattenimento.
    Naturalmente, è andata in modo assai diverso. Così, vedo ora il commento stupito di uno di quei sociologi “progressisti” che ha scoperto, amareggiato, come il boom dei videoregistratori sia stato provocato da ragioni un po’ meno commoventi di quelle previste. E cioè dal desiderio di molti di farsi la pornoteca personale, di crearsi in ca il cinemino cochon.
    Pettegolezzi da mala lingua? Sfogo da pessimista? No, semplice constatazione statistica, viste le dimensioni imponenti assunte dal mercato delle cassette pornografiche: si calcola che ce ne sia almeno una dozzina per ogni videoregistratore. Come succede per tutte le statistiche, alcuni non ne hanno, ma molti ne hanno molte di più e continuano a procurarsene: così, il bussines della pornografia, che già non scherzava quanto a giornali e a film da sala cinematografica, si è visto spalancare l’enorme mercato mondiale “a domicilio”. Pare che non ci siano affari che smuovano tanto denaro come quello della droga e quello, appunto, dell’oscenità organizzata, che coinvolge migliaia tra tecnici, “attori” e “attrici”, registi, distributori, negozianti.
    E’ un’offerta che, per quanto imponente, sembra stenti a soddisfare la domanda, sempre crescente. Così un’invenzione tecnologia la quale stando ai soliti cantori, avrebbe dovuto dischiudere possibilità nuove per la crescita dell’uomo si è trasformata in un ulteriore, potente incentivo non soltanto al degrado dell’uomo (e della donna) e alla loro mercificazione; ma ha significato anche un inquietante aumento di quella criminalità indotta dai capitali che gravano su questo tipo di attività. E’ una quota inquietante e crescente di quella massa di “denaro sporco” che circola per il mondo e ne condiziona l’economia.
    «A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si imbrocca» è una delle frasi di Giulio Andreotti più citate, a riprova di un suo “cinismo da vetrerocattolico”. In realtà, si tratta di un realismo che – almeno in una prospettiva cristiana – andrebbe persino spinto oltre: per chi crede nel dramma della caduta e della Redenzione, non solo non è “peccato”, ma è doveroso “pensar male”. Pensare cioè che tutti siamo accomunati, al fondo del cuore, da un groviglio oscuro per cui, alla cassetta televisiva con la professoressa che insegna l’inglese, preferiamo troppo spesso (se lasciati a noi stessi) la cassetta con magari la tessa professoressa che ci insegna il kamasutra e ci dà le lezioni, ma di anatomia…
    Certo, la fede assicura che «dove abbondò il peccato, sovrabbondò la Grazia»
    (Rm 5, 20): ma non ci può credere alla salvezza se non si crede alla necessità di essere salvati
    .
    Se cioè non si mette in preventivo quel peccato, ignorando il quale ogni previsione sui comportamenti umani – come le previsioni pseudo-sociologiche che dicevamo – sarà sempre motivo di amare sorprese e di rovesciamento delle aspettative.

    L’invasione pornografica mette in ulteriore difficoltà la già disastrata “cultura laica”.
    Prendiamo ad esempio, certa prospettiva più o meno femminista. Trovandosi come svuotato perché senza più obbiettivi di “lotta” dopo il trionfo delle legalizzazione dell’aborto (spacciato, come è noto, come “vittoria delle donne”, come “moderna conquista di progresso”), quel femminismo ha trovato un nuovo, provvidenziale motivo di aggregazione nella lotta contro la violenza sessuale.

    Impegno sacrosanto, ma finito in un groviglio di contraddizioni, come sempre avviene, quando, smarrite le istruzioni per l’uso dell’uomo (in senso filosofico, includendovi dunque maschi e femmine) si va a tentoni non sapendo – e, per giunta, non volendo sapere – chi siamo davvero, per quali scopi ci troviamo a vivere sulla terra.
    Come al solito, una cultura che dice di volersi basare solo sulla ragione è costretta a rinnegare la ragione, negando istericamente oltre che assurdamente, che tra l’erotismo sfacciatamente esibito che impregna ogni aspetto della nostra vita, che tra un’offerta pornografica che coinvolge ormai la grande maggioranza dei cittadini dell’Occidente opulento, che tra questo e l’aumento della violenza sessuale esista un diretto legame.
    E’, ovviamente, una negazione che sfida non soltanto la ragione, ma anche il semplice buon senso. Come questa stessa cultura ci ha ricordato e come non manca di ribadirci ad ogni momento, l’instinto sessuale è tra I più potenti, coinvolge di noi non solo la parte conscia, ma anche quella inconscia. E’, comunque, un istinto che (se non trattenuto da considerazioni morali, e solo se queste sono sostenute dalla Grazia potente di Dio stesso) cerca imperiosamente canali per realizzarsi in concreto.
    Non assistiamo, invece, alla demonizzazione della castità, della volontaria limitazione dell’attività sessuale, il cui dispiegamento totale e universale (degli adolescenti come dei vecchi, dei sani come degli handicappati, dei liberi come dei carcerati) è predicato come davvero indispensabile perché l’uomo e la donna siano davvero tali?
    Il sesso è visto oggi come possibilità preziosa e feconda, ma alla quale è possibile mettere norme in nome di ideali più alti; ma come destino ineluttabile, come dovere irrinunciabile, come onnipresente aspetto di una vita che voglia essere degna. Il sesso, dunque, non come istinto da padroneggiare e da gestire secondo un libero progetto, ma da utilizzare sempre e comunque, abbandonandovisi “con spontaneità”.
    Che da questo attizzare di continuo un fuoco già di per sé pericoloso finisca per derivare un aumento dell’aggressività sessuale (e, dunque, come inevitabile fall-out della violenza), dovrebbe essere pacifico e intuitivo per tutti. Per tutti, ma non per una certa cultura che subordina la realtà e il buon senso all’ideologia.

    L’ideologia, qui, comanda di dire che solo dei cattolici repressi possono condannare la pornografia; che solo la tartufesca bigotteria religiosa può ostinarsi a mettere in guardia dalle conseguenze dell’esibizione sessuale che martella giorno e notte da ogni sede. Non vorrete, per caso, che una cultura «libera e liberante» possa ritrovarsi a fianco di una Chiesa oscurantista, che per duemila anni ha impedito la felicità degli uomini, raccomandando loro una disciplina dell’istinto erotico!
    Dunque: virulenta crociata “progressista” non solo contro chiunque si limiti a sfiorare le natiche di una donna (fosse anche la propria moglie, ma che in quel momento stava pensando ad altro: perbacco, è “molestia sessuale”!), ma anche contro chi, avendo visto il terribile reato, non ha chiamato subito I carabinieri. E, al contempo, libertà totale, in nome della lotta contro ogni “medievale censura”, in nome della doverosa liberazione sessuale, per I mercanti di pornografia. Come le due cose possano convivere, non è chiaro. E, difatti, non convivono.
    Le conseguenze stanno sotto gli occhi di tutti; e soprattutto sotto gli occhi di chi sa come la violenza sessuale sia in continuo, inarrestabile aumento – malgrado le leggi sempre più istericamente draconiane – ovunque arrivi una certa predicazione, un certo tipo di “liberazione” dell’uomo. Ma guai a chi parlasse della necessità di intervenire su un clima che è come un brodo di coltura fatto apposta per lo sviluppo minaccioso di certi virus! Guai a chi, visto che l’istinto sessuale ha la forza di certi altri istinti primari come quello della fame della sete, osservasse che circondare l’affamato o l’assetato di vetrine colme di cibi o di bevande può indurre chi non abbia altro modo per soddisfarsi a fracassare le vetrine e ad allungare le mani sui “prodotti”! Non si può più: scatta, qui, la proibizione centrale di una certa prospettiva sull’uomo. Il divieto, cioè, poste certe premesse, di trarne certe conseguenze che la logica, la ragione, il buon senso, l’esperienza stessa imporrebbero di trarre. Ma che lo schema ideologico non accetta.

    Abbiamo aperto nel nostro blog: http://vandeano2005.splinder.com/ la sezione "pornografia-piaghe sociali" dove inseriremo anche documenti che ci sembra inopportuno, in quanto troppo forti, inserire in questa sede.

    Cor Jesu,adveniat Regnum Tuum, adveniat per Mariam!!!!

    •   Alt 

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  2. #2
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    Sulla pedofilia e i radicali

    Il processo all'Onu ha sollevato un inquietante interrogativo


    Il Partito Radicale "promuove"
    la libera pedofilia ?


    di Fabio Bernabei




    La messa sotto accusa del Partito radicale Transnazionale all'O.N.U. in seguito alla documentazione di gravissimi addebiti,tra cui quello di favorire la pedofilia, che ha portato al verdetto di sospensione, poi non più ratificato, del Partito dall'O.N.U., solleva inquietanti interrogativi ed esige un approfondimento e un inchiesta.
    A questo scopo l'Associazione Famiglia Domani (via G. Sacconi, 4 b - 00196 Roma) ha realizzato uno studio nella speranza che esso possa contribuire a far luce su un grave e delicato problema che non possiamo permetterci di accantonare.
    Sulla base della condanna da parte di un organismo dell'O.N.U. e della documentazione da noi apportata , è nostra convinzione che esistano tutti gli estremi per promuovere una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla filosofia generale e sul comportamento pubblico del Partito Radicale Transnazionale.
    A questo fine l'Associazione Famiglia Domani ha consegnato il 30 ottobre 2000 a tutti i senatori e deputati una copia dello studio, redatto da Fabio Bernabei, che riportiamo di seguito

    PARTE PRIMA

    Il Comitato per le Organizzazioni Non Governative dell’ONU, organismo competente a giudicare il Partito Radicale Transnazionale a seguito della denuncia dello Stato della Federazione Russa, ne ha deciso la sospensione dall’assise internazionale, verdetto poi non ratificato dal voto finale del Consiglio Economico e Sociale e quindi non reso esecutivo dall’ONU. Di seguito riassumiamo e commentiamo le tesi della accusa e della difesa esposte nel corso del processo.

    1. Il procedimento accusatorio del Comitato per le NGO dell’ONU contro il Partito Radicale Transnazionale

    La Commissione per le Organizzazioni Non Governative (NGO) dell’ONU aveva infatti decretato la sospensione dello status consultivo al Partito Radicale Transnazionale (Transnational Radical Party-TRP) per un periodo di tre anni affermando che esso ‘è una organizzazione politica i cui principi e le cui attività hanno ripetutamente contraddetto lo spirito della Carta delle Nazioni Unite".[i]
    Il 18 ottobre 2000 invece il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC), a cui spettava l’ultima ratifica in sede ONU, con 23 voti contro 20, ha ritenuto non esecutiva la decisione di sospensione emersa nella precedente fase dibattimentale[ii].
    La condanna, che per gravità è seconda solo alla espulsione, era stata presa a larga maggioranza, 12 voti contro 5, il 27 settembre 2000 dopo un’ampia istruttoria di numerose sessioni[iii] oltre che dall’esame di una ulteriore memoria difensiva che, data l’eccezionale gravità delle accuse, era stata concessa di produrre al Partito Radicale[iv].
    Lo status consultivo delle Organizzazioni non-governative presso il Consiglio Economico e Sociale, (recita l’art. 57 della Risoluzione del Consiglio Economico e Sociale 1996/31 del 25 luglio 1996 nei paragrafi A e B), può essere sospeso o ritirato solo nei seguenti casi: a) se una organizzazione chiaramente abusa del suo status con una serie di azioni contrarie alle finalità e ai principi della Carta delle Nazioni Unite; b) se esistono prove sostanziali di guadagni risultanti da attività criminali internazionalmente riconosciute come, ad esempio, il traffico di droga.
    Si legge nel Rapporto finale della Commissione che "il rappresentante della Federazione Russa ha messo in evidenza come il TRP, in violazione dei principi fondamentali della Convenzione dei Diritti del Bambino e di altre rilevanti convenzioni internazionali, ha portato avanti una campagna contro la prevenzione della pedofilia e della pornografia infantile su Internet"[v]. "E’ perciò nostra ferma convinzione che la filosofia generale di questa NGO e il suo comportamento pubblico abusano in maniera flagrante del suo status consultivo presso il Consiglio. Alla Commissione si richiede pertanto di ritirare lo status consultivo di cui gode il Partito"[vi].
    Nelle "infuocate discussioni"[vii] che ne sono seguite, i vari rappresentanti nazionali, come il delegato americano, hanno concentrato l’attenzione su questo punto e hanno sottoposto ad un fuoco di fila di domande la rappresentanza radicale chiedendo giustificazioni: "Qual’è il criterio usato dal Partito per aggiungere i link al proprio Web site? Si è mai opposto il TRP alla pedofilia? E’ vero che si è opposto alla censura su Internet? Il Partito è cosciente che (la sua azione) potrebbe incoraggiare delle persone ad iniziare una attività di questo tipo?"[viii].
    Altri capitoli di accusa riguardavano la filosofia generale ed il comportamento pubblico del Partito Radicale Transnazionale, in particolare:
    a) L’aver concesso "al rappresentante dei terroristi separatisti ceceni, A. Idigov", di poter parlare sotto l’egida della loro NGO alla Commissione dei Diritti Umani a Ginevra, il 20-27 aprile, offrendo così un palcoscenico internazionale ai "responsabili di un vasto numero di sequestri di persona, sfruttamento e traffico di persone ridotte in schiavitù, rapine, torture ed esecuzioni sommarie" .
    b) L’accusa che "l’organizzazione (TRP) promuove aggressivamente la legalizzazione della droga lanciando campagne di disobbedienza civile, distribuendo droga e denunciando la legislazione che combatte la droga. Leader e membri di questa NGO – prosegue la lettera – sono stati ripetutamente arrestati per questi fatti in differenti nazioni" [ix]. "I membri del TRP hanno partecipato a vaste distribuzioni di droga", accusa la Russia, ed il fatto che le diffusioni di droga siano state a titolo gratuito, non ne diminuisce la gravità in quanto, secondo il documento, i radicali "usano la tattica dei trafficanti di droga di fornire al consumatore, la prima volta, una dose gratis".
    c) la denuncia che il Partito Radicale gode immeritatamente dei privilegi relativi alla condizione di organizzazione non-governativa perchè," in realtà non è una organizzazione non-governativa ma una organizzazione politica"[x]

    2. La non-difesa del Partito Radicale

    Il Partito Radicale, che "nega tutte le accuse", il 18 luglio 2000 ha presentato una "Preliminary response"[xi], chiedendo il diritto ad una sorta di giudizio di "appello", contro la decisione di sospensione presa dalla Commissione il precedente 23 giugno. A questo fine ha presentato il 15 settembre una ulteriore difensiva scritta, che si aggiunge a quelle già esposte nel corso del procedimento inquisitivo della Commissione conclusasi con la provvisoria sospensione del TRP[xii].
    Presentata l’ulteriore memoria radicale "Il rappresentante della Federazione Russa, dopo un attento studio delle argomentazioni difensive, ritiene che non ci siano molte nuove informazioni. Nei fatti, la memoria difensiva ha confermato che il Partito Radicale Transnazionale è una organizzazione politica i cui principi e le cui attività hanno ripetutamente contraddetto lo spirito della Carta delle Nazioni Unite".[xiii] Parere condiviso dalla maggioranza dei delegati che hanno votato per la sospensione dei radicali.[xiv] Un esame obbiettivo delle argomentazioni prodotte, che esaminiamo di seguito, non può che portare a condividere il parere dell’alto consesso internazionale.
    a) Pedofilia. Nel documento presentato dai radicali alla Commissione il 15 settembre si ribadisce: "Il TRP non ha violato i principi della Convenzione dei Diritti del Bambino (…) si oppone fermamente a tutte le forme di abuso sessuale e sfruttamento di bambini ed è attivamente impegnata, e lo è stato per diverso tempo, in campagne tese alla prevenzione di tali abusi e per punirne i colpevoli"[xv].
    La campagna del Partito Radicale in corso in Italia sulla pedofilia e sulla lotta alla censura "non può essere in alcun modo presentata come un sostegno alla pedofilia o alla pornografia infantile, nè costituire una violazione ai principi della Convenzione per i Diritti del Bambino. Al contrario. Il TRP vuole convogliare due forti messaggi con questa campagna: il primo è il messaggio della libertà di parola (…) Il secondo messaggio è che l’abuso sessuale dei bambini è un crimine serio che dovrebbe essere contrastato all’origine"[xvi] .
    A sostegno dell’impegno che il TRP avrebbe condotto a difesa dell’infanzia lo stesso ricorda "l’intervento dell’organizzazione alla LII sessione alla Sotto-Commissione sulla Protezione e Promozione dei Diritti Umani dell’agosto 2000 (…) In più, il 15 agosto 2000, mettendo in evidenza il fatto che, secondo la Convezione dei Diritti del Bambino (1989), art. 24, sottosezione 3, gli stati membri sono legalmente obbligati contro la pratica dell’infibulazione, (…) il TRP ha mostrato un film sul soggetto ai Delegati". Inoltre il "TRP ha presentato una testimonianza alla LVI Commissione per i Diritti Umani, sotto la voce 13 (diritti del bambino) esposta da Regina Louf, una donna che, da bambina, fu vittima di abusi sessuali, richiamando l’attenzione all’inefficacia di alcuni sistemi legali in Europa inadeguati a risolvere il problema"[xvii].
    Osserviamo: L’impegno contro la pratica musulmana dell’infibulazione è lodevole, così come lo è la partecipazione del TRP alla sessione della "SottoCommissione sulla Protezione e Promozione dei Diritti Umani" (ma questo avviene nell’agosto 2000, quindi dopo le polemiche ed in attesa della votazione finale della Commissione). Ciò non basta però a confutare le gravi accuse riguardo alla pedofilia. Più utile sarebbe stata una chiara condanna verso ogni tipo di relazione sessuale tra gli adulti ed i bambini, anche quando si consideri il bambino "consenziente" e quando non avvenga per una attività di profitto.
    Svilupperemo comunque questo punto nella seconda parte del nostro studio.
    b) Cecenia. Riguardo all’appoggio propagandistico dato ai combattenti islamici il Partito Radicale nella sua memoria difensiva considera solo un aspetto, non sostanziale, dell’accusa sostenendo che "a conoscenza del TRP, Mr. Idigov non è nè un terrorista nè ha mai partecipato in attività simili"[xviii], "che il TRP non ha conoscenza di nessuna prova che Mr. Idigov è stato coinvolto in sequestro di ostaggi, traffico e lavoro forzato di schiavi, rapine, torture o sommarie esecuzioni"[xix]. Il TRP, precisa il documento, "è dedicato al principio Gandhiano della non-violenza e perciò sarebbe impensabile per l’organizzazione di accreditare consapevolmente un terrorista"[xx].
    Riguardo alle contestazioni per il contenuto violento del sito Web del Partito Radicale "subito dopo l’incontro con la Commissione in cui queste proteste sono state sollevate, il TRP ha immediatamente controllato il suo website per i collegamenti inappropriati. I collegamenti con gruppi che esaltavano l’uso della violenza sono stati rimossi".
    Osserviamo: Il partito Radicale vorrebbe eludere la gravità politica del sostegno al conflitto scatenato dai militanti islamici, dedicando pagine intere della memoria difensiva a garantire la rettitudine del signor A. Idigov.
    Ma il conflitto, senza esclusione di colpi da ambo le parti, inizia quando i separatisti, che ottennero de facto l’ indipendenza con la guerra del 1994-96, iniziarono raid nello stato russo del Dagestan oltre ad attentati terroristici in diverse città russe causando la morte di più di 300 civili. In termini strategici quindi la guerra della Russia è una guerra difensiva.
    Allora, come mai un Partito che si ostina a richiamarsi ai principi della non-violenza continua ad appoggiare la sanguinaria offensiva armata dei seguaci di Maometto, che vogliono annettere all’Islam quella regione russa del Caucaso così ricca di petrolio?
    c) Droga. Il Partito Radicale cerca di discolparsi dalle accuse affermando che: "Il TRP non ha mai ottenuto alcun fondo derivante dal traffico internazionale di droga, nè ha mai ottenuto fondi da organizzazioni coinvolte in tali traffici illeciti"[xxi]. "Contrariamente alle accuse formulate l’obiettivo delle campagne antiproibizioniste del TRP non è mai stato quello di promuovere la diffusione di queste sostanze. (…) Il TRP ha un approccio antiproibizionista sulle diverse questioni, non solo sulla droga. Il TRP, per esempio, crede nella libertà di parola e condanna attivamente la censura conducendo campagne contrarie ad essa"[xxii].
    Inoltre "Come dichiarato nella prima difesa scritta, datata 9 giugno 2000, non un singolo membro del TRP è stato arrestato ("held in custody" nel testo) per atti di disobbedienza civile"[xxiii]
    Il richiamo della Commissione ONU all’art. 57 della Risoluzione del Consiglio Economico e Sociale 1996/31 del 25 luglio 1996, si lamentano i radicali stessi, allude ad un sostegno economico che i radicali ricaverebbero dal narcotraffico internazionale forse in cambio della lotta alla proibizione dell’uso di droga vigente negli ordinamenti legali delle varie nazioni. [xxiv]
    Osserviamo: Non siamo legittimati a dare un giudizio su accuse riguardanti illeciti sanzionati penalmente la cui discussione all’ONU peraltro si è svolta, in alcune sessioni, a porte chiuse. Dobbiamo quindi dare credito ai radicali quando asseriscono che la loro macchina organizzativa, con sedi in tutto il mondo, e le loro numerose campagne internazionali "poggino principalmente sulle quote associative – oltre che su non meglio specificate "donazioni"[xxv] – e sui ricavi del subaffitto di uffici nei suoi edifici"[xxvi].
    Ciò che è invece acclarato è l’attività dei radicali in materia di droga definita un "sabotaggio" delle politiche ONU, dagli stessi responsabili delle istituzioni internazionali. Il Vicesegretario e Direttore dell’agenzia antidroghe delle Nazioni Unite (United Nation Drug Control Program-UNDCP) Pino Arlacchi ha liquidato le tesi della Bonino che accusa l’ONU di scarsi risultati o di connivenze con pericolosi estremisti islamici, come "una leggenda per sabotare il programma di punta dell’ONU"[xxvii]. Nella prospettiva antiproibizionista infatti la leader radicale Emma Bonino ha sempre attaccato l'impegno delle Nazioni Unite contro la droga, nella persona del suo Vicesegretario Arlacchi, accusandolo di essere, per la sua serietà, "un vero talebano"[xxviii], deridendo inoltre gli sforzi nella lotta alla tossicodipendenza e affermando con sicumera che ormai "i giorni del proibizionismo sono contati"[xxix].
    In occasione della diffusione del "Rapporto annuale dell’ONU sulla droga" del 1998 il Partito Radicale sostenne la tesi diametralmente opposta a quella dello studio e cioé che "la proibizione delle droghe – porterebbe – alla proibizione del diritto e della democrazia". I Radicali hanno poi intrapreso una campagna, tutt’ora in corso, contro l’azione del Vicesegretario Arlacchi e dell‘UNDCP, auspicando finanche "che vada incriminato per crimini contro l’umanità" [xxx].
    L’oggettivo ostacolo creato dalla propaganda antiproibizionista nel dibattito sulla tossicodipendenza ha giustificato, per la prima volta, un intero capitolo[xxxi] dell’annuale rapporto dell’ONU, anche se, puntualizza lo stesso documento, "le tesi legalizzatrici sono rifiutate dalla stragrande maggioranza"[xxxii] della opinione pubblica.
    In forte polemica con l’Assemblea Generale Straordinaria delle Nazioni Unite sulla droga (UNGASS) dell’8 giugno 1998 il Partito Radicale tentò, tra altre iniziative polemiche, di promuovere nello stesso giorno una iniziativa propagandistica in contrasto con l’importante riunione in corso, promuovendo una lettera aperta contro l’impegno ONU sui principali quotidiani americani rilanciando così la "Guerra alla guerra alla droga" con uno slogan "A Prohibition Free World"[xxxiii] (Un mondo libero dal Proibizionismo), esattamente contrario a quello auspicato dai governi all’ONU il "Drug-Free World" (Un mondo libero dalla Droga).
    Gli sforzi radicali furono tesi a contrastare un’assise che stabilì una svolta storica nella lotta alla droga: "A New York per la prima volta 155 nazioni e 32 tra capi di stato e di governo hanno raggiunto un con*senso globale senza precedenti su tutte le relative questioni politiche, basate su un piano d'azione con sca*denze precise", evidenziò Jonathan Lucas dell'UNDCP, "Per esempio (…) il fermo impegno da parte dei governi di rendere operanti le disposizioni della convenzione del 1988 contro il riciclaggio del denaro sporco entro i prossimi 5 anni"[xxxiv].
    Per quanto riguarda gli arresti ed i fermi di polizia effettuati dalle Forze dell’Ordine di Paesi democratici ed i procedimenti giudiziari guadagnati dai radicali, a cominciare dal primo arresto di Pannella nel 1975, sono così numerosi che è impossibile qui elencarli tutti[xxxv]. Lo stesso Marco Pannella si duole di questo: "Quattro giorni fa tutto il gruppo dirigente radicale, tranne Emma, era in tribunale per un ennesimo processo di droga. Ho sette processi davanti con decadimento da eletto"[xxxvi]. Ricordiamo solo i fermi di polizia di Emma Bonino e Marco Taradash, il 5 novembre 1990 ed il 15 aprile 1991, nella stessa città di New York, che ospita l’ONU.
    Osserviamo ancora che il Partito Radicale, nella sua lotta contro la censura, asserisce di voler esaltare la libertà di parola. Ma l’ONU ha più volte condannato questa estensione in senso libertario, ad esempio a proposito delle campagne per la liberalizzazione della droga. L'articolo 3 della Convenzione dell'ONU contro il traffico illecito delle droghe del 1988 fa riferimento al fatto che "incitare o istigare pubblicamente (...) a usare droghe (…) richieda alle parti "di considerare questi comportamenti come un reato criminale nella legislazione nazionale" (par. 8). Infatti: "La libertà di espressione non può rimanere illimitata quando è in conflitto con altri valori o diritti essenziali." L’ONU fa notare che "è stato possibile in molti Paesi prendere misure contro (...) la letteratura pornografica; spera che misure simili siano praticabili rispetto alla promozione dell'uso di droga" (par. 10). Invece,"in alcuni Paesi non vengono fatte restrizioni alla promozione dell'uso di droga perché la libertà di informazione e la libertà di pensiero sono considerate più importanti della limitazione della promozione delle droghe" (par. 22) e, lamenta il Rapporto, "persone eminenti si sono espresse pubblicamente per la droga e non sono state incriminate" (par. 27).
    d) NGO o forza politica? Nella memoria difensiva si afferma categoricamente che il Partito Radicale Transnazionale non svolge alcuna attività politica. "Il rappresentante della organizzazione ha risposto che nessun membro dell’organizzazione ha mai corso per un pubblico ufficio (sotto l’insegna del TRP). I singoli che hanno fatto parte dell’organizzazione non hanno mai usato la sua piattaforma per concorrere a pubblici uffici"[xxxvii]."Il rappresentante del Partito Radicale Transnazionale nega che la sua organizzazione sia un gruppo politico. Non ha mai partecipato a elezioni – nazionali o internazionali – e non ha mai appoggiato candidati politici"[xxxviii].
    Osserviamo: Il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU può decidere di consultare le Organizzazioni non-governative, riguardo a questioni di suo interesse. Le NGO a cui è concesso lo status di consulente, (che in nessun modo rappresentano l’ONU) attualmente sono 2012 e sono divise tra consulenti specializzati, come per esempio sulla droga, la "Fondazione San Patrignano", o di interesse generale come la "Croce Rossa". L’ONU richede però che, per godere dei privilegi dello "consultative status", queste entità non-governative, non-profit o di volontariato non siano funzionali a Partiti politici e non svolgano una attività politica di parte.
    Il rappresentante del Partito Radicale Transnazionale nega di essere un partito[xxxix], ma quale credito dargli quando anche il comunicato stampa del TRP in occasione del riconoscimento così titolava: "Il Partito Radicale, unico partito al mondo, conquista lo Status di Organizzazione Non Governativa"[xl]?

    NOTE PRIMA PARTE

    [i] Press release NGO/381, 27 settembre 2000.
    [ii] "Con un voto di 20 a favore e 23 contro, con 9 astensioni, rigetta la decisione che avrebbe sospeso lo status consultivo del TRP". I votanti a favore del TRP hanno giustificato la loro decisione "sostenendo che all’organizzazione non è stata data la possibilità di rispondere a tutte le accuse fatta contro esso". Nella seduta è stato però ricordato che "la Commissione ha preso la sua decisione dopo un attenta e delicata considerazione del caso, incluse le risposte del Partito e dei suoi rappresentanti". Cfr. Press release ECOSOC/5934, 18 ottobre 2000.
    [iii] Le sessioni n. 736 e la 743 del 15 e del 18 maggio e la 759, la 760 e la 763 rispettivamente del 21, 22 e 23 giugno 2000.
    [iv] "Comprehensive response by the transnational radical party to the decision of the committee on non-governmental organisations regarding its consultative status", TRP, 15 settembre 2000, New York. Il testo integrale su http://radicalparty.org/onucase/second response.htm.
    [v] U.N. Economic and Social Council, "Report of the Committee on Non-Governmental Organizations on the first and second parts of its 2000 session (New York, 15-19 May and 12-23 June 2000)", E/2000/88 (part.II), pag. 22.
    [vi] Press release NGO/364, 21 giugno 2000.
    [vii] Press release ECOSOC/5931, 28 luglio 2000.
    [viii] Press release NGO/365, 22 giugno 2000.
    [ix] Press release NGO/364, 21 giugno 2000.
    [x] U.N. Economic and Social Council, cit., pag. 22.
    [xi] "Preliminary response by the transnational radical party to the report of the committee on non-governmental organisations (part II), 18 luglio 2000".
    [xii] "La Commissione delle Organizzazioni Non-Governative (NGOs), in accordo con il paragrafo 56 della risoluzione 1996/31 del Consiglio Economico e Sociale, ha deciso di invitare il Partito Radicale Transnazionale a presentare, entro il 16 settembre, una risposta esaustiva alle raccomandazioni del Comitato per la sospensione dello status consultativo", Press release NGO/370, 27 luglio 2000.
    [xiii] Press release NGO/381, 27 settembre 2000.
    [xiv] "Pannella e Bonino parlano di ‘metodi da Kgb’" ("Corriere della sera", 2 ottobre 2000). Ma la votazione della Commissione è stata democratica e l’esito di sospensione dall’ONU, non esecutivo, deciso a larga maggioranza.
    [xv] "Comprehensive response", cit., al punto 2.4.1.1 e 2.
    [xvi] Ibidem, 2.4.1.7.
    [xvii] Ibidem, 2.4.1.3 e 4.
    [xviii] Ibidem, 2.1.3.4.
    [xix] Ibidem, 2.2.2.3.
    [xx] Ibidem, 2.1.3.5.
    [xxi] Ibidem, 2.2.5.2.
    [xxii] Ibidem, 2.2.5.3 e 4.
    [xxiii] Ibidem, 2.2.5.6.
    [xxiv] Accuse analoghe sono state già formulate in passato sulla stampa estera. Secondo il più diffuso quotidiano svedese del pomeriggio "Aftonbladet" (9 gennaio 1998), la "lobby della droga", av*rebbe il suo quar*tier gene*rale "nel cuore del parlamento europeo". "Potenti forze appoggiano il CO.R.A.", scrive il quotidiano svedese. "Asso nella manica dell'organizzazione - secondo l’"Aftonbladet" - è la eurocommissaria ita*liana Emma Bonino. Lei ha parlato al congresso del CO.R.A. a Bruxelles l'anno scorso ed è una fautrice della depena*lizzazione dei narcotici". In sostanza il quotidiano, in un dossier dedicato alle attività antiproibizioniste ha addirittura accusato 17 europarlamentari (tra cui i radicali Gianfranco dell'Alba e Olivier Dupuis), di fare pendant con i narcotrafficanti internazionali. (cfr. "Il Messaggero", 16 gennaio 1998; "Corrispondenza romana", 14 febbraio 1998). Il Co.r.a., ricordiamo, è federato con il Transnational Radical Party.
    [xxv] "I soldi sono un elemento essenziale dell’attuale politica radicale" ("L"Unità", 2 agosto 1999), il Partito Radicale infatti dopo l’era del volontarismo degli anni ‘70 è ora diventato "una struttura manageriale ben organizzata" ("L’Unità", cit.). Solo per l’ultima campagna referendaria, considerato il perpetuarsi della crisi della militanza radicale, la Bonino ha arruolato 3000 (tremila) dipendenti con contratto di lavoro interinale ("L’Espresso", 12 agosto 1999).
    La trasparenza dei bilanci, ora nell’ordine di miliardi per ogni singola iniziativa ("Panorama", 24 giugno 1999), è ostentata, ma solo per specifiche campagne. "Resta un dubbio" - nota "l’Avvenire" (25 giugno 1999) - su chi finanzia la dispendiosa macchina del Partito; nei rendiconti pubblicati infatti, nota "Avvenire", "restano fuori le altre spese del Partito Radicale, coperte, sempre parole loro, da ‘contributi volontari’. Di chi?".
    D’altronde per i finanziamenti i radicali non si fanno illusioni sul consenso popolare. Spiega Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale, che nella raccolta fondi "non puntiamo molto sull’azionariato popolare, piuttosto speriamo in qualche imprenditore ...". ("L’Unità", 2 agosto 1999). Per il nome dell’imprenditore una risposta forse la dà "Panorama" (24 giugno 1999) con una inchiesta dal titolo "La vera storia dell’irresistibile ascesa di Emma" in cui si ipotizza come diverse "campagne libertarie" del Partito Radicale siano state possibili grazie al denaro del potente finanziere statunitense George Soros.
    [xxvi] Press release NGO/365, 22 giugno 2000.
    [xxvii] "Il Giornale", 27 settembre 2000.
    [xxviii] "Panorama", 22 gennaio 1998.
    [xxix] Ibidem.
    [xxx] Comunicato del Co.r.a. (Coordinamento Radicale Antiproibizionista), 25 febbraio 1998.
    [xxxi] "The Regulation-Legalization Debate" in "World Drug Report", UNDCP, Oxford University Press, New York 1997, pp. 184-199.
    [xxxii] Ibidem, p. 199.
    [xxxiii] "A Prohibition Free World: We can do it". Paper by the Transnational Radical Party on the UNGASS, 8 giugno 1998 New York. http://www.radicalparty.org/antiprohibition/paperby.htm.
    [xxxiv] V° Congresso annuale di European Cities Against Drugs (ECAD), Lugano, 26 - 27 giugno 1998.
    [xxxv] Tra le inchieste ricordiamo solo la clamorosa espulsione del Co.r.a. dal Parlamento Europeo. Infatti il Collegio dei Questori del Parlamento Europeo, dopo aver preso in esame una nota (PE 269.543/Quest) del sig. Thomann, capo del servizio di sicurezza a Bruxelles, contenente i risultati di una ispezione effettuata nei locali occupati dall'organizzazione Co.r.a., ha incaricato i servizi competenti "di fare il necessario per garantire che le attività dell'organizzazione Co.r.a. nei locali del Parlamento Europeo siano immediatamente interrotte". (cfr. Processi verbali del Collegio dei Questori del P.E. del 13 maggio 1998 n. 7.4.).
    La decisione del Parlamento Europeo ebbe origine da una interrogazione dell'europarlamentare sve*dese on. Jan Andersson, che denunciò l'attività quivi condotta dai radicali, che sfruttavano il Parlamento Europeo come proprio recapito e base d'appoggio per la propaganda in favore della legalizzazione delle droghe.
    [xxxvi] "l’Unità", 22 febbraio 2000.
    [xxxvii] Ibidem, 2.4.2.4.
    [xxxviii] Press release NGO/365, 22 giugno 2000.
    [xxxix] Il Transnational Radical Party, nel suo Consiglio generale del 1993 a Sofia, elesse Presidente, con 136 voti su 145, Marco Pannella, non proprio un "estraneo" alle competizioni elettorali. ("Il Messaggero", 18 luglio 1993).
    [xl] Comunicato Stampa del Partito Radicale del 20 giugno 1996. Anche nel CD-Rom con la cronologia del Partito Radicale o in :http///www.emmaforeurope.it/cd-rom/immagini/cron_inte/1995_it.htm

  3. #3
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    Le accuse di questo genere fatte da ridicoli burocrati russi per vendetta nei confronti dei pochi soggetti che si battono per i diritti dell'uomo in Cecnia sono confortanti.........vuol dire che il PRT sta agendo bene e lo fa in maniera meritoria ed il fatto che queste accuse ridicole siano riprese da gente come te me le fa gustare ancora di più!!
    preferendo infischiarsene completamente ............
    Avanti cosi su questa strada !!!

  4. #4
    Veritas liberabit vos
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    Talking Toc toc...

    Citazione Originariamente Scritto da bohemiankiller
    Le accuse di questo genere fatte da ridicoli burocrati russi per vendetta nei confronti dei pochi soggetti che si battono per i diritti dell'uomo in Cecnia sono confortanti.........vuol dire che il PRT sta agendo bene e lo fa in maniera meritoria ed il fatto che queste accuse ridicole siano riprese da gente come te me le fa gustare ancora di più!!
    vedo invece che la diplomazia vaticana non fa della Cecenia uno dei suoi cavalli di Troia preferendo infischiarsene completamente ............
    Avanti cosi su questa strada !!!
    Poi che queste accuse di pedofilia vengano da te fiero sostenitore di un organizzazione in cui i pedofili si contano non esattamente sulle dita di una mano e che per dirla tutta li protegge .........
    Abbiamo fatto toc toc sul culeto a qualche radil-chic che vomita accuse a dismisura sulla Chiesa Cattolica, baluardo di Civiltà, ma si risente non appena di pungola qualcosa in casa propria.

    Esempio classico di tollereanza alla Voltaire!!!!!

  5. #5
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    Caro Vandeano, sono sicurissima che hai le migliori intenzioni di questo mondo ma sei vivamente pregato di evitare accuse così disgustose a carico di partiti politici.
    Se vuoi discettare di politica, c'è il principale.

    Grazie.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Vandeano05
    Abbiamo fatto toc toc sul culeto a qualche radil-chic che vomita accuse a dismisura sulla Chiesa Cattolica, baluardo di Civiltà, ma si risente non appena di pungola qualcosa in casa propria.

    Esempio classico di tollereanza alla Voltaire!!!!!
    ma che ho detto ?? ho ribattuto molto semplicemente allo squallore russo .... che vomita accuse per screditare chi si batte per i diritti umani
    di cui noto con una vena di dispiacere non te ne frega niente

  7. #7
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    Mi pare che Vandeano abbia solo riportato un articolo che sottolinea i rapporti tra partito radicale transnazionale e la pedofilia.
    Mi pare che quando altrove si siano portati articoli per accusare il card.Siri di aver protetto i nazisti, nessuno ha detto niente. Nemmeno quando qui due volte si accusa la Chiesa di essere covo e protezione di pedofili...

    però, si richiama l'autore del thread a non fare "accuse disgustose"... mah...
    «Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».

    Dom Prosper Guéranger

  8. #8
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    I post di Vandeano sono calunnie inqualificabili.
    Scusi, non per difendere Vandeano, ma i post del forum laico come possono essere definiti? Dire che il Papa è un nazista, tutto il clero è pedofilo, i cardinali aiutano i nazisti ed i pedofili, ladri e truffatori, i cattolici sono dei poveri imbecilli, pazzi, criminali, stragisti che credono alle favole, insulti gratuiti a Madre Teresa di Calcutta perché da vera cattolica aiutava i poveri, padre Pio impostore, matto, seminari come prigioni per preti stupratori, ecc.. cosa sono dei complimenti? A mio avviso queste sono calunnie, non c'è bisogno di girarci intorno.
    Prima di vedere la pagliuzza....

    CIAO

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Patrizia
    Mi pare che Vandeano abbia solo riportato un articolo che sottolinea i rapporti tra partito radicale transnazionale e la pedofilia.
    Mi pare che quando altrove si siano portati articoli per accusare il card.Siri di aver protetto i nazisti, nessuno ha detto niente. Nemmeno quando qui due volte si accusa la Chiesa di essere covo e protezione di pedofili...

    però, si richiama l'autore del thread a non fare "accuse disgustose"... mah...


    mah qua si citano articoli di 6 anni fa che poi alla prova dei fatti che cosa hanno prodotto oltre che una bolla di sapone .......in cui si citano accuse russe mentre il PRT è da sempre impegnato per la causa cecena il nome di Antonio Russo non vi dice niente??
    io espongo le mie considerazioni su articoli che ritengo incompleti xkè non siete venuti a fare la stessa cosa sui 3d riguardanti il cardinale Siri???

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Eugenius
    Scusi, non per difendere Vandeano, ma i post del forum laico come possono essere definiti? Dire che il Papa è un nazista, tutto il clero è pedofilo, i cardinali aiutano i nazisti ed i pedofili, ladri e truffatori, i cattolici sono dei poveri imbecilli, pazzi, criminali, stragisti che credono alle favole, insulti gratuiti a Madre Teresa di Calcutta perché da vera cattolica aiutava i poveri, padre Pio impostore, matto, seminari come prigioni per preti stupratori, ecc.. cosa sono dei complimenti? A mio avviso queste sono calunnie, non c'è bisogno di girarci intorno.
    Prima di vedere la pagliuzza....

    CIAO
    xkè non intervenite?? allora ...intervenite nessuno vi caccia mica dal forum laico

 

 
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