Il ministro delle Comunicazioni spiega l'intervento anti-concentrazione
alle capacità trasmissive e il progetto di un censimento con l'Agcom
Tv, l'annuncio di Gentiloni
"Limiti antitrust a frequenze"
Introdurre limiti anti-concentrazione alla capacità trasmissiva degli operatori tv: sarà questo uno dei principi ispiratori dell'attività del governo, ha annunciato oggi il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, a margine della presentazione di un progetto di database delle frequenze televisive nazionali.

Forme e modi dell'intervento legislativo, ha spiegato il ministro, saranno decisi dal governo nella sua collegialità, ma è possibile che un provvedimento venga varato anche prima della realizzazione di un unico database delle frequenze televisive utilizzate in Italia, che ministro e Autorità per le comunicazioni realizzeranno entro gennaio 2007. Un lavoro congiunto con l'Agcom che Gentiloni ha definito una "operazione trasparenza" per sanare "un ritardo, ormai storico, accumulato negli anni".

"Valuteremo - ha detto Gentiloni - forme e tempi dell'intervento sul sistema radiotelevisivo nell'ambito di iniziative che prenderanno corpo nelle prossime settimane, con l'obiettivo di contribuire a una maggiore apertura del mercato anche attraverso norme antitrust".


Tra i principi ispiratori dell'azione del governo sul settore ci sarà appunto "l'introduzione di limiti alla concentrazione della capacità trasmissiva", ha aggiunto il ministro, spiegando che "interventi legislativi di questo tipo possono essere varati prima che si completi il quadro delle frequenze attraverso il database. E' possibile infatti stabilire soglie antitrust e poi definirne l'applicazione alla fine del completamento del censimento".

"Questo censimento - ha detto Gentiloni - sarà il primo passo indispensabile per le future azioni del governo e dell'Autorità. In base a questa 'operazione trasparenza' saremo in grado di intervenire per modificare una realtà che ha visto, negli anni, l'accumulo di situazioni di fatto, per razionalizzare lo spettro elettromagnetico, per intervenire sulle frequenze ridondanti e ridurre le posizioni dominanti anche nella capacità trasmissiva".

L'intenzione è "ricostruire la verità, senza nessuna finalità punitiva", ha sottolineato ancora Gentiloni, spiegando che la situazione attuale è frutto "di un'evoluzione complessa che non può essere iscritta automaticamente alla categoria dell'illegalità". Nell'iniziativa, dunque, "non c'è niente di politico - ha detto ancora il ministro - inteso come intenzione 'di parte', ma c'è moltissimo di politico nel senso che due organi dello Stato intendono colmare un buco informativo che va a danno del nostro Paese".

Realizzare il database delle frequenze nei tempi previsti, cioè in sette-otto mesi, "è una sfida per l'amministrazione", ha sottolineato ancora il ministro, insistendo sulla "collaborazione totale" con l'organismo di garanzia, pur "nella differenza delle competenze previste dalla legge".