Ex di Prima Linea segretario della Camera - di G.Adinolfi
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Chi erano gli impresentabili?Caso D'Elia: qualcosa non torna
È presto scesa la cortina del silenzio sullo scandalo di questo fine
settimana. Alcuni esponenti della CdL si sono indignati per il fatto che un
ex di Prima Linea, condannato per concorso in omicidio, si trovi oggi alla
segreteria della presidenza della camera.
La cosa, in sé, non è nuova. In passato abbiamo avuto dei terroristi degli
anni Quaranta assurti alle massime cariche istituzionali. Persone un po' più
significative e degne del D'Elia hanno raggiunto all'estero cariche
apparentemente incompatibili con il loro passato. Si pensi a Régis Debray
che, dopo essere stato arrestato in Bolivia per la partecipazione, invero
non troppo gloriosa, alla spedizione del Che e ivi condannato a trent'anni
era stato quasi subito graziato per l'intervento del generale De Gaulle.
Ebbene Debray fu nominato quindici anni dopo da Mitterrand alla presidenza
del Consiglio di Stato che in Francia funge anche da CSM.
Di "terroristi" istituzionalizzati ne abbiamo avuti parecchi, non è una
novità e nemmeno un motivo di scandalo.
Forse la cosa che più ci dovrebbe indignare del D'Elia è la sua presa di
distanza, durante la detenzione, dagli atti commessi; il che è un vero e
proprio mortificare la vittima, ucciderla una seconda volta per ottenere uno
sconto di pena. Ma questo discorso, che è un discorso etico, ci porterebbe
lontano e in Italia Edmondo De Amicis non va di moda da tempo.
Sicché una riflessione etica ci sembra, anch'essa, del tutto improponibile,
vista la cultura che impera.
Quello che dovrebbe comunque indurci a riflettere è che prima delle
politiche i poli hanno stilato la lista di proscrizione dei candidati
"impresentabili". Tra costoro c'erano persone condannate per reati
associativi, ovvero Roberto Fiore e Adriano Tilgher (allora Alternativa
Sociale) o per le affermazioni politicamente scorrette espresse sull'Iraq,
ovvero Marco Ferrando (allora Rifondazione Comunista) o sul revisionismo
storico, ovvero Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore) che però se n'è
infischiato della censura postagli e si è comunque candidato (ma ha potuto
farlo anche perché era il solo segretario di partito messo nella colonna dei
"cattivi").
Si noti come nessuno degli impresentabili era stato condannato per reati di
sangue; invece uno dei condannati per concorso in un reato di sangue siede
oggi come segretario della presidenza della camera. Qualcosa non torna. O
forse, invece, torna davvero tutto.
Gabriele Adinolfi www.noreporter.org




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