http://www.romarcobaleno.org/article...id_article=246
27 maggio 2006
Siamo arrivati alla fine della campagna elettorale. Che bilancio ne fai?
Per come è andata noi abbiamo già vinto. Si è attivata una grande quantità
di persone intorno alla lista RomArcobaleno che costituisce un patrimonio
importantissimo per il futuro. La sfida di andare oltre noi stessi, di
superare steccati e diffidenze, l'abbiamo superata alla grande. Oggi ci
sentiamo addosso una grande responsabilità che è quella di saper rispondere
alle tante aspettative suscitate, di tradurle in una forma di relazione
stabile, articolata sul territorio e capace di concretizzare le tante idee
che abbiamo messo in circolazione. A prescindere dal risultato elettorale
siamo comunque un passo più avanti.
Stai per caso mettendo le mani avanti sul risultato?
Lo sapevo che me lo dicevi, ma non è così. Anche se dobbiamo essere tutti
scaramantici non ti nascondo che i segnali che abbiamo sono incoraggianti.
Mi sembra che siamo riusciti a far sapere che in queste elezioni c'è una
novità che si chiama RomArcobaleno, la lista dei movimenti e che questa non
ha un atteggiamento rassegnato ma sfida tutti sul governo della città a
partire da un'altra idea della politica. Mi pare che questo messaggio sia
arrivato a tanti, anche grazie allo sforzo incredibile che hanno fatto
centinaia di compagni e compagne, magari in modo caotico, con una
organizzazione tutt'altro che perfetta, ma con un grandissimo entusiasmo.
Sarei ipocrita se ti dicessi che il risultato non conta, ma non ti direi la
verità se tacessi del fatto che per davvero già si sta pensando al dopo, a
come dare seguito all'Arcobaleno, ecc.
Parliamo dei candidati sindaco. Cominciamo con Alemanno?
Questa destra fa veramente pena. Una campagna elettorale insignificante. Al
di là di ogni giudizio politico penso che Alemanno sia soprattutto un
incapace, uno che di Roma non sa niente. La sua personalità aggressiva
nasconde il nulla. Guarda come hanno riempito i muri della città di
manifesti con il mio nome, o contro i centri sociali o contro Action! Poi
hanno parlato di buche, dell'Ara Pacis e hanno sparato di case a 100 euro al
mese. Non sono riusciti a spiegare perché la gente dovrebbe votarli. E' come
se sapessero in partenza di aver perso e fossero costretti dalla situazione
a recitare un copione inutile.
E Veltroni?
Il modello Roma come lo chiama Veltroni è candidato a diventare modello di
governo del paese. E questo rappresenta per noi una sfida molto complessa
poiché è chiaro che il sindaco ha governato finora con il pieno sostegno dei
poteri forti della città, con i quali condivide la visione strategica del
futuro di Roma. La sfida con Alemanno l'hanno fatta in casa dell'ACER mica
davanti all'Atesia o all'Università o in una piazza. A noi il compito di
incrinare questa alleanza facendo irrompere la forza dei movimenti dentro
l'agenda politica della città. La coalizione di centrosinistra per fortuna
non è monolitica, ci sono tante contraddizioni. Ma la sfida vera non si
gioca nel rapporto con la coalizione ma costruendo forme stabili di
autorganizzazione sociale, istituzioni di movimento, che rispondono ad una
logica completamente diversa da quella dei palazzi.
Ma la campagma elettorale di Veltroni come l'hai vista?
Piuttosto reticente sui temi sociali. S'è dato tanto spazio al tema della
sicurezza, ci si è posti il problema di conquistare il centro come dicono
loro, quando per noi il problema resta quello di affrontare le questioni
concrete non di essere rassicuranti. Anche perché quell'atteggiamento
nasconde l'idea che non si voglia cambiare niente. Guarda la sentenza che ha
riconosciuto a Medici la legittimità di requisire le case sfitte: non hanno
detto niente, né il sindaco né la coalizione. Un brutto segnale davvero.
Se verrai rieletto hai già qualche idea in mente?
Continuare a fare la mia parte insieme a tutti i compagni e alle compagne
che partecipano a questa avventura. Le idee hanno un futuro se camminano
sulle gambe di tanti, altrimenti.....
E qualche speranza?
Che il vento della Francia arrivi in fretta anche da noi.




Rispondi Citando
Guarda, io non sono proprio un estimatore di D'Erme (figuriamoci!) e vedo in lui pregi (alcuni) e difetti (troppi). Una cosa è certa: non mi sembra per nulla rivoluzionario!
