Ogni volta che decido di vedere quel rito televisivo di nome "porta a porta" finisco col domandarmi per quale motivo mi sia sottoposto a tale scempio mentale. Ma tant'è: incuriosito dal tema, mi sono sottoposto alla tortura culturale mediatica offerta da mamma Rai. E ne ho viste e sentite di cotte e di crude. Per esempio l'ideona del conduttore: togliere 4 squadre da tutti i tornei riconosciuti e farle giocare per un anno da sole. Ipotesi che si commenta da sola.
Un tal Giglietti, dal ricciolo d'oro ed il sorriso bello quanto ebete, forse a causa dell'ora tarda alza la voce e sostiene che "qui stiamo parlando senza conoscere il capo d'imputazione!". Eh già, chissà mai su quale ipotesi sta lavorando il procuratore Borrelli... Gli consigliamo di leggersi solo l'articolo 1 dello statuto che regola le norme calcistiche.
Il Bisteccone nazionale, già eroe delle telecronache degli Abbagnale, avanza una ipotesi interessante: restino tutte in serie A, le squadre coinvolte, ma con penalizzazioni. A questo punto uno scatto di serietà arriva addirittura dall'ex cantante "Pupo": "Se nessuna squadra finirà almeno in serie B, non metto più piede in uno stadio".
La sola Morace riesce a dargli ragione: subito e pienamente. Gli altri, nel marasma logorroico totale, non ce la fanno a dar ragione a questa semplicissima affermazione.
Da ciò deduco che lo scandalo del Calcio (l'ennesimo), è sintomo di un profondo disagio della nostra società, che è passata dal trionfo dell'ipocrisia cattolica a quello della pù spudorata accettazione della violazione delle regole. Relegata da pensieri assurdi ("tutti colpevoli, dunque nessun colpevole") che trovano terreno fertile in una mentalità inquinata e corrotta, la nostra comunità oramai imbarbarita necessiterebbe non di nuove regole, non di nuove persone, ma almeno dell'editto di un novello Rotary.

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