La Suprema Corte conferma l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Cosentino non andrà in carcere in quanto la camera ha negato l'autorizzazione a procedere
Roma, 28-01-2010
La prima sezione penale della Corte di Cassazione conferma l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip di Napoli il 7 novembre scorso nei confronti del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa per presunti contatti con il clan dei Casalesi.
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dai difensori di Cosentino, per
il quale la Camera ha negato l'autorizzazione a procedere richiesta dai magistrati napoletani.
Cosentino, dunque, non finira' in carcere: questa è un'eventualità che potrebbe
accadere solo nel momento in cui dovesse lasciare il Parlamento.
"Speriamo che il giorno in cui non sarà più in Parlamento - hanno rilevato i legali del sottosegretario - sarà già stato assolto dalle accuse".
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