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ANKARA - Il cognato l'aveva violentata, il marito, che ha sposato in moschea l'altro giorno, l'ha subito ripudiata "perché non più vergine" ed il fratello maggiore l'ha uccisa con un colpo alla testa perché "aveva sporcato l'onore della famiglia". E' stato questo l'epilogo della giovane vita di Yasemin Cetin, di 18 anni, una figlia di immigrati ad Ankara da Erzurum, una città orientale molto tradizionalista ai confini con l'Armenia, e deceduta oggi nonostante un intervento chirurgico.
L'ennesima tragedia dell''onore' in Turchia non è finita lì: il cognato, che avrebbe violentato la ragazza ha tentato questo pomeriggio di suicidarsi ad Erzurum dove vive ed è ora ricoverato in gravi condizioni nell'ospedale della città.
Ancora: il fratello omicida, Gokhan Cetin, che prestava servizio militare di leva a Sanli Urfa e si trovava ad Ankara per una breve licenza ottenuta in occasione del matrimonio della sorella, dopo avere sparato a quest'ultima, ferendola mortalmente, è scappato ed ora viene ricercato in tutta la Turchia, sia per l'omicidio, sia per il reato militare di diserzione.
Yasemin era stata ieri riportata a casa dei genitori dal neo marito che i genitori avevano spinto a sposare in moschea (con il rito solo religioso detto dell'imam nikahi).
"Non è vergine. Riprendetevela", aveva gridato il novello sposo, prima di "ripudiare con disonore" la ragazza in presenza dei genitori e del fratello di lei. Aveva subito dopo gridato per tre volte la rituale frase: "sei libera", come prescrive la semplicissima procedura islamica per ottenere lo scioglimento immediato (ed extragiudiziale) dei matrimoni religiosi, che in Turchia non hanno valore civile.
Quello di Yasemin era stato un matrimonio combinato dalle famiglie, come ancora spesso avviene in Turchia, soprattutto nelle sue regioni orientali. Dopo il ripudio "disonorevole", la ragazza aveva cercato di difendersi dalle accuse e dal disprezzo gridatole in faccia dai genitori e dal fratello. Aveva raccontato che, durante un suo soggiorno ad Erzurum, circa 9 mesi fa, per visitare la sorella, il cognato aveva approfittato di lei, contro la sua volontà.
Il fratello maggiore della ragazza, Gokhan, non ha voluto sentire ragioni. "Hai comunque sporcato l'onore della famiglia. Devi morire" - ha urlato. Dopo di che, ha preso la sua pistola ed ha sparato un colpo alla testa della ragazza. Poi è scappato.
Il cognato, marito della sorella di Yasemin e Gokhan, a Erzurum, che, interpellato dai parenti aveva negato di avere avuto rapporti con Yasemin, nel pomeriggio, si è sparato un colpo di pistola. Non si sa se per la vergogna o per il peso di un'accusa infamante, ormai impossibile da confutare, data la morte dell'accusatrice. Non ha potuto essere interrogato dalla polizia. I poliziotti di Erzurum che erano andati a casa sua per interrogarlo, non hanno potuto che chiamare un'ambulanza. L'uomo é ora privo di coscienza nel reparto rianimazione dell'Ospedale di Erzurum.




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