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  1. #31
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  2. #32
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  3. #33
    giovanni.fgf
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    Citazione Originariamente Scritto da patrik.riondato
    Matteo Crestani

    Il Gazzettino
    Domenica, 11 Giugno 2006

    da tenere in memoria.

    con ossequi.

  4. #34
    www.noterdechedelada.net
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    Citazione Originariamente Scritto da patrik.riondato
    Ha salutato con la manina?
    Valtrumplino sicuramente

    Lombardo forse

    Padano..per quel che resta

    Italiano MAI!

  5. #35
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Mercoledì, 14 Giugno 2006




    CON NOBILI E AUTORITÀ
    «Qui, in Veneto ho tanti amici, ma i veneti non sono facili, mi contestano»


    L'intensa mattinata padovana di Emanuele Filiberto di Savoia siè conclusa a Palazzo Giusti, sede del Casino Pedrocchi. Poco pirma l'emozionante sosta alla Cappella di Giotto. «Un sogno»ha esclamato il principe, il naso all'insù mentre Franca Faccioli, la guida dei vip, scelta perché, come spiega lei stessa «sono la più vecchia del gruppo», illustrava i magnifici dipinti giotteschi. Accompagnato dal principe Carlo Giovannelli e dallo staff di fedelissimi: Filippo Bruno di Tornaforte, Fabrizio e Antonella Paganini, Alessandro Berlese, Simone De Checco, Emanuele Filiberto si è fatto guidare tra gli splendori del museo di Padova.
    «Padova è una bellissima città- ha detto, con il tono accattivante con cui si è fatto conoscere in questi tempi di fine esilio- in Veneto ho tanti amici ma i veneti non sono facili, spesso mi contestano. Io sono un giovane come tanti altri e verrò a vivere in Italia. A Roma andrà a scuola mia figlia Vittoria che l'anno prossimo farà l'asilo e in Umbria mia moglie partorirà a breve». Invitato dall'Ordine Cavalleresco dei Santi Maurizio e Lazzaro e dal delegato, conte Piero Fracanzani, Emanuele Filiberto ha presentato, durante la colazione a palazzo Giusti, il movimento "Valori e Futuro" che si occupa di cultura e beneficenza. «Se, con la mia persona, posso raccogliere fondi a favore di enti, persone, associazioni per portare avanti le loro finalità benefiche e filantropiche, mi presto volentieri. Perché non farlo? E' un modo per dire: non dimenticatevi di me, io ci sono» dice, sorridendo al ricordo che una delle sue prime immagini che circolavano in Italia pubblicizzava una casa di sottoaceti e poi una di scarpe. A Ginevra ha appena inaugurato una pizzeria che di nome fa "Il Quirinale": «Sì, anch'io ho il mio Quirinale, un tempio del prodotto italiano dove tutto, dal cibo all'arredamento porta la firma del made in Italy» spiega con bonario fair play. A Palazzo Giusti, Emanuele Filiberto ha incontrato i padovani: le autorità civili, nelle persone di Mivia Boselli e Ubaldo Lonardi, il mondo dell'università, dell'associazionismo come Flora Grassivaro per le "Donne per la pace" o Anna Panozzo in rappresentanza delle donne artigiane. Ben rappresentata l'aristocrazia cittadina e le antiche famiglie padovane con Alberto e Novella Papafava dei Carraresi, Manola Duse Masin, Federica, Giovannella e Alessadra Ferri de Lazzara, Manetti Scroffa, Stefano Dondi dall'Orologio, Orazio Lonigo, Mariannina e Paolo Cappello, Piero de Fassi, Jacopo degli Azzoni Avogadro con Annamaria Basile. Nel primo pomeriggio il Principe ha visitato la sede del Movimento Monarchico.

    Ines Thomas

    dal gazzettino del nord-est

  6. #36
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    mercoledì 14 giugno 2006 lettere pag. 47

    La visita a Vicenza e nel Veneto del principe Emanuele Filiberto. Non si placano le polemiche


    «I Savoia se ne restino a casa»


    Marx, un tempo, aveva definito la religione “oppio dei popoli”, perché questa garantiva ai governanti la stabilità ed il controllo sul popolo. Oggi, dopo 200 anni, Marx è dimenticato e la religione è pratica assidua di assai pochi fedeli, i “cattolici” normali in chiesa ci vanno al massimo tre volte l’anno. Dunque l’influenza ipnotica sul popolo ormai è assai scarsa. Ma il “sistema”, l’immane ciclope miope e cattivo dello stato centralista, ha trovato una forma molto più potente per soggiogare il popolo sfruttato.
    Le potenti lobby che controllano lo “stato” dispongono dei “media”: televisione, giornali e in misura inferiore le radio. Un potentissimo apparato mediatico che sperpera letteralmente il tempo libero del popolo in futilità: un profluvio di notizie inutili, di gossip, di telenovele, di pseudo-cultura, di calcio. Tutto gratis perché offre la pubblicità! Una meravigliosa patina di plastica colorata che nasconde le brutture e la durezza della vita reale.
    Tutto bello, luccicante, attraente, quanto inutile perché tiene il povero cittadino all’oscuro sulla situazione del mondo reale. L’importante è che il cittadino non pensi o, meglio, tenga occupato il cervello con idiozie: calcio, fotomodelle, attori, pseudo-politica. “Tutto fa spettacolo”. In questo modo i vari Tanzi, Moggi, Poggiolini, De Mita, Berlusconi, Fiorani, Fazio e centinaia di altri nomi più o meno noti possono mandare avanti i loro affari, speculare, arricchirsi in modo osceno, sulle spalle dei cittadini ignavi e cretini che ritengono di non perdere il proprio tempo per far crescere la consapevolezza della vita reale e per impegnarsi a difendere i propri interessi reali.
    In questo periodo però, lo stato italiano sta scricchiolando pericolosamente, il marciume che lo sta corrodendo dall’interno periodicamente esce allo scoperto praticamente ad ogni scandalo che si scopre: i buchi dei Banchi di Napoli e di Sicilia, la Cirio, la Parmalat, la Fideuram, la Banca Popolare Italiana. Buon ultimo il calcio: “Moggiopoli” ha fatto schiantare un altro mito della fede nello stato centralista.
    Ormai il cittadino non ha più sicurezze, sta perdendo la fiducia, comincia a farsi domande e potrebbe tra un po’ pretendere risposte. I padroni del sistema non possono permetterselo. E allora, ecco magicamente uscire dal cilindro magico della massoneria che manovra il sistema-stato, il prossimo Re d’Italia. Spagna, Inghilterra, Belgio, Svezia sono tutti paesi che hanno il loro bel re e la sua famiglia di reale. Tutti belli, eleganti, educati, che sanno parlare bene, buoni per inaugurare asili, scuole, ospedali, ospizi. Adatti a far uscire il buonismo del popolino e a tenerne occupato il cervello.
    Visto che ormai i media italiani non hanno più argomentazioni (o fiabe) per tenere buono il cittadino-bambino, perché tutti i giocattoli sono sfasciati, allora viene buona la storiella del re d’Italia. Adesso si potranno riempire intere pagine di giornale scrivendo scemenze sulle vicissitudini del re e della sua famiglia.
    Illustrissimo sindaco Hüllweck, non mi interessa se ha ricevuto l’ordine di invitare il Savoja dai potentati massonici o meno. Noi veneti non dobbiamo avere niente a che fare con questa gente. La loro venuta qui 140 anni fa è stata una piaga peggiore del passaggio delle cavallette! È talmente tanto e profondo il male che i Savoja e gli italiani hanno causato con l’invasione delle Venezie che solo merito del coraggio e della forza morale dei nostri antenati che il nostro popolo ha potuto continuare ad esistere.
    La storia millenaria delle Venezie ha visto immigrazioni ed invasioni in tutti i tempi. Ma mai è stata registrata una emigrazione di tale portata come quella causata dall’arrivo degli italiani comandati dai Savoia nel 1866: nei 25 anni seguenti 700 mila veneti hanno dovuto andarsene via per il mondo per non morire di fame! E che dire poi della Prima guerra mondiale, combattuta esclusivamente sul suolo patrio delle Venezie? Milioni di foresti di tanti paesi europei e italiani sono stati condotti con la forza e con l’inganno sulla nostra terra, come bestiame al macello, e sono stati mandati ad ammazzarsi l’un l’altro, anche tra fratelli o parenti.
    E per cosa? Chi ci ha guadagnato con questa immane e sconsiderata guerra? Forse i contadini veneti mandati al macello o sfollati lontano da casa? O gli operai delle fabbriche del nord? No gli unici ad arricchirsi vergognosamente sono stati i signori della guerra, i pochi padroni delle grandi fabbriche, amici e sostenitori dei Savoja.
    La prego, illustrissimo sindaco Hüllweck, annulli questa visita inopportuna. Vicenza e i veneti non hanno bisogno di Re e regine. Sono un popolo maturo da secoli e da millenni, perché da sempre il regime repubblicano e democratico è la forma di governo preferita e difesa. Quando nella nostra storia abbiamo avuto re, erano solo foresti, occupanti, invasori e predatori. Gli ultimi sono stati i Savoja e i più rapaci.
    Lei può accompagnare chiunque in visita a Vicenza, anche i Savoja, purché in forma privata senza clamori. Ma non può accogliere qui i Savoja in pompa magna tributando gli onori che si conviene ad un capo di stato. Il signor Filiberto è solo un cittadino italiano, di lingua madre francese peraltro. E la sua famiglia si è macchiata del sangue di milioni di innocenti. La sua famiglia ha accumulato ricchezze inestimabili col sudore dei nostri antenati. Il signor Filiberto venga qui con umiltà a chiedere scusa per i misfatti della sua famiglia, venga qui per rendere la ricchezza rubata dalla sua famiglia. Venga qui a prendere l’impegno a riconoscere la dovuta sovranità delle Venezie, unica negata nel congresso di Vienna del 1815!
    Allora anche noi veneti, coscienti della nostra identità millenaria e del nostro intangibile diritto ad esistere e ad essere riconosciuti come popolo nei consessi internazionali, potremo accoglierlo con i dovuti onori. Altrimenti se ne stia a casa sua, dove vuole, ma non nella Venezia! Qui non è gradito e se ne renderà conto lunedì, glielo promettiamo! La Venezia non ha bisogno di re ha solo bisogno di sovranità e riconoscimento del diritto internazionale all’autoderminazione.
    Dott. Giorgio Roncolato

    Consigliere Comunale Lega Nord Liga Veneta Arzignano
    * * *

  7. #37
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    i ragazzi di Vicenza hanno deciso di ribadire un concetto che i giornali hanno toccato solo marginalmente: i Savoia sono stati una rovina per i Veneti.
    per questo domenica mattina dalle ore 9 in avanti ci si ritrova a Monte Berico per una cerimonia per rendere onore ai morti veneti nelle due guerre mondiali provocati dall'italia.
    Vi aspettiamo.

 

 
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