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  1. #1
    Tremendo
    Ospite

    Predefinito aumento di stipendio per i parlamentari di 1.135 al mese

    Una lettrice giornalista, Giulia Premilli, richiama l’attenzione su un articoletto dell’Espresso in cui si cela una grossa notizia: il Parlamento ha votato all’unanimità (nessun astenuto) un aumento di stipendio per i parlamentari di 1.135 al mese.
    La mozione, dice la nostra informatrice, è stata camuffata in modo da non risultare nei verbali ufficiali.
    La gentile Giulia fa un po’ di conti in tasca ai nostri cosiddetti rappresentanti.
    Lo stipendio base è 9.980 euro al mese.
    A cui bisogna aggiungere il costo-portaborse (per lo più parente, amante o familiare) di 4.030 euro mensili.
    E un rimborso-spese affitto, 2.900 euro mensili.
    E l'indennità di carica, variabile da 335 a 6.455 euro mensili.
    In complesso, parliamo di un emolumento di 19.150 euro al mese: una cifra che la maggior parte degli italiani sarebbe felice di intascare in un anno.
    Tanto più che quel compenso è totalmente esente da imposte.
    Gli italiani che guadagnano quella cifra annua, subiscono un prelievo del 35-40%.

    Ma non basta ancora.
    I nostri eletti hanno il cellulare gratis (e Dio solo sa quanto telefonano, a spese del contribuente), gratis i francobolli, il treno, l'aereo e le autostrade, gratis l'assicurazione infortuni e in caso di morte.
    Ma in più, godono gratuitamente di: cinema e teatri, palestre, piscine e cliniche.
    E non dimentichiamo il ristorante, gratis anche quello.
    Secondo la nostra Giulia, nel '99 i parlamentari hanno mangiato e bevuto gratis - più precisamente, passando il conto a noi - per 1.472.000 euro, insomma quasi tre miliardi di vecchie lire.
    Padoa Schioppa, che annuncia inevitabile una finanziaria di lacrime e sangue per compiacere le agenzie di rating, tagli alle pensioni e sovrattasse «sulle rendite», potrebbe gettare un occhio a questi redditieri.
    Obbligarli a pagarsi i pasti, d'accordo, non risanerà le finanze.
    Ma già potrebbe dare un aiutino negare ai redditieri i rimborsi-spese elettorali, pari a 103.000 euro a persona (moltiplicate per mille parlamentari, e vedete quanto fa), che sono del tutto illegali perché violano la legge sul finanziamento ai partiti.

    O magari non coprire più d'oro tutti i numerosissimi che sono stati presidenti della repubblica, del Senato, della Camera, e senatori a vita.
    Perché pare che la signora Pivetti, oggi libera di seguire la sua vera vocazione - la Platinette dei poveri - continui ad avere a disposizione, gratis, un ufficio, una segretaria, una scorta sempre ai suoi ordini.
    Cossiga, Ciampi e compagni hanno anche di più, auto blu ed autisti.
    Forse possono farcela a comprarsi la macchinetta, senza il nostro aiuto.
    Potrebbero anche partecipare ai «sacrifici» sulle pensioni, che saranno richiesti - la patria è in pericolo - a pensionati che non arrivano a mille euro al mese.
    E' stata abolita la pensione di anzianità dopo 35 anni di lavoro.
    Ma i nostri deputati raggiungono il diritto alla pensione dopo 35 mesi.
    E godono già, fortunati loro, dei privilegi caldeggiati per le coppie di fatto.
    Per il momento sono solo loro ad avere diritto ai PAC: nel senso che la loro convivente (o il loro convivente) riceve, anche se non regolarmente coniugato, la pensione di reversibilità.

    La camera dei deputati, da sola, costa 2.215 euro al minuto.
    Magari si può risparmiare qualcosina?
    La classe politica ci costa annualmente quasi 3 mila miliardi: ad occhio e croce, è un decimo di una finanziaria lacrime-e-sangue, di quelle di cui i governi Prodi sono dispensatori storici.
    E qui, ancora, parliamo di persone che abbiamo votato e in teoria possiamo non votare più (molto in teoria: Napolitano è stato senatore per mezzo secolo, eletto meno dagli elettori che dal partito).
    Ci sarebbe da rivedere un pochino i costi dei grand commis, funzionari e anche dei semplici commessi - quelli delle camere guadagnano almeno 7 mila euro mensili.
    Ma qui, ci stiamo limitando alla gestione dello Stato centrale, che in fondo è un modello di trasparenza.
    Ma la gestione delle regioni, dei comuni, delle province, è molto meno al centro dell'attenzione del contribuente.
    Anche per la torbida opacità dei bilanci locali.
    Un giorno apprendiamo per caso che i consiglieri del Molise, 400 mila abitanti, si sono aumentati lo stipendio di 1.500 euro mensili, a compenso della loro eccezionale produttività.
    E' giusto, perché se no finisce che se li assumono i cinesi - sono tanto competitivi, richiestissimi sui mercati mondiali - e il Molise resta senza consiglieri.

    Un altro giorno, per caso, si apprende che il direttore della cosiddetta Agenzia Lavoro
    della regione Lombardia percepisce 175 mila euro annui: il direttore ha trovato un buon lavoro.
    Poi, apprendiamo che per la «formazione professionale» la medesima regione ha speso in cinque anni 3 mila miliardi di vecchie lire: un altro decimo di finanziaria di sangue.
    Ora, si dà il caso che avendo speso quella cifra - sparsa fra un migliaio di agenzie di formazione private nate come funghi per captare la pioggia d'oro, spesso collegate alla Compagnia delle Opere o alle Coop Rosse - la Lombardia dovrebbe essere composta da abitanti tutti «formati» e in riaddestramento permanente.
    Non sembra sia il caso.
    Forse si potrebbe rinunciare a questa finzione formativa, e risparmiare un po' per colmare il deficit. O magari, il Comune di Milano potrebbe non pagare più i presidenti dei consigli di zona, dopotutto solo dilettanti della politica: a Milano, un tale presidente - dicesi del consiglio di zona - già percepisce 2 mila euro al mese.
    Ma naturalmente, chi cerca di proporre questi quattro conti in tasca, si sente dare del qualunquista. Diversi ascoltatori, in varie trasmissioni radio mattutine, si sono già presi dei qualunquisti dai soliti giornalisti di regime per aver fatto notare che questa classe politica, e loro grand commis, consulenti ed amanti, costa un po' troppo.

    Non bisogna lasciarsi intimidire: il pubblico più avvertito ha ragione, è questo il primo problema politico d'Italia.
    I Cresi di Stato, i miliardari pubblici.
    Che non producono niente, e gravano su un Paese che fatica a competere, a produrre e ad esportare, e perciò a pagare i loro lussi.
    Bisogna ricordare loro che questo livello di emolumenti - decine di volte più grossi dei normali buoni stipendi del settore privato - non è solo corruttore in sé.
    E' anche il segno che la democrazia è marcita, che la casta politica non ha più alcun rapporto con la realtà del resto del Paese, e che non ha altra mira e scopo che vivere profumatamente della politica come mestiere.
    Bisogna dire che questo è il solo ceto che in Italia davvero vive di rendite, non guadagnate e non meritate, a cui non corrisponde nessun dovere di dare risultati, nessun controllo di utilità.
    Bisogna anche dire a quei giornalisti-servi che i qualunquisti sono loro.
    Che la democrazia è nata propria dalle rivolte dei contribuenti contro i costosi privilegi delle corti: niente tassazione senza rappresentanza, fu il grido.

    Ora, i nostri rappresentanti sono diventati quei monarchi irresponsabili, fannulloni e dissipatori: allora bisogna che torni la rivolta, per salvare la democrazia caduta in quelle mani.
    Ma bisogna che noi, noi prima di loro, ci convinciamo che sottilizzare su come viene speso il nostro denaro non è meschinità: è un dovere civico.
    Bisogna insegnare a questi parassiti che il denaro del contribuente è sacro, perché è sudato da gente che lavora e rischia infinitamente più di loro, e senza tessere autostradali gratis né auto blu; bisogna insegnargli di nuovo a spendere un singolo euro - euro dei pensionati, delle vecchiette, dei lavoratori - con rispetto, oculatezza e tremore.
    Ciò vale per i cittadini di destra come per quelli di sinistra.
    Questi ultimi non si facciano ingannare dalle prime decisioni - così ideologhe - del nuovo governo, come l'immediata amnistia a un assassino di poliziotti, la nomina ad una commissione importante data ad un terrorista di Prima Linea che è stato in galera, le nozze gay, le fecondazioni e le clonazioni, le sanatorie enormi agli immigrati, l'abolizione della parata militare… tutte queste sono cose a costo zero per loro.
    Così, lorsignori hanno fatto «qualcosa di sinistra» che non costa loro nessun sacrificio; e faranno ora le solite, tipiche cose della sinistra oligarchica, spietata e parassitaria che rappresentano: vi tasseranno il bilocale, vi taglieranno la pensione, vi aumenteranno l'IVA sui sempre più magri consumi.
    Giulia Premilli cerca di promuovere un referendum per l’abolizione dei privilegi suddetti.
    Mi pare valga la pena di unirsi a lei.

    Maurizio Blondet

    •   Alt 

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  2. #2
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    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Shaytan
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    La classica bufala di internet che gira da 10 anni. Viene aggiornata ogni tanto, cambiando euro/lire o Espresso/Panorama.

    A pubblicare notizie simili si perde solo di credibilita' quando si denunciano fatti e cifre vere. A meno che di credibilita' uno non ne abbia gia' in partenza, come Blondet

    Comunque non preoccupatevi, sicuramente La Pappagonia ci fara' su un articolo dicendo che l'ulivo ha aumentato gli stipendi, ecc ecc.

    Tremendo, di gia' che sei al computer, non dimenticare di mandare la letterina a Craig per guarirlo dal cancro. E ricordati di ritagliare i codici a barre per le carrozzine degli handicappati.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke
    A meno che di credibilita' uno non ne abbia gia' in partenza, come Blondet
    A me piace molto...

  5. #5
    PADANIA LIBERA!
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    Ma c'è ancora sta mail che gira??????????????

  6. #6
    Tremendo
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Shaytan
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    Stipendi e pensioni dei parlamentari

    Sfogliando il libro di Mario Guarino "L'Italia della vergogna" LASER edizioni, pubblicato nel settembre 1995, alle pagine 163-165 scopriamo quali sono e a quanto ammontano i privilegi dei nostri parlamentari; abbiamo:

    1. "Indennità" di £ 16.000.000 al mese lordi;

    2. £ 3.950.000 al mese per l'assistente;

    3. £ 3.750.000 al mese per diaria;

    4. £ 4.000.000 l'anno per viaggi all'estero;

    5. £ 1.000.000 al mese per l'affitto di un ufficio a Roma;

    6. Telefono gratis;

    7. Tribuna d'onore gratis negli stadi;

    8. Tessera per il cinema gratis;

    9. Voli aerei nazionali gratuiti;

    10. Viaggi in treno e carrozza letto gratuiti;

    11. Tessera di libera circolazione sulle autostrade;

    12. Polizza assicurativa per morte e infortuni;

    13. Permesso per l'automobile nel centro storico di Roma;

    14. Possibilità di usare i ristoranti di Camera e Senato;

    15. Conto corrente presso il Banco di Napoli con lo scoperto di 20 milioni;

    16. Rimborso del 90% delle spese mediche e dentistiche;

    17. Corso di lingua straniera gratuito;

    18. Assistenza medica 24 ore su 24;

    19. Iscrizione al circolo sportivo Acquacetosa;



    A tutti questi il Presidente della Camera aggiunge:

    20. £ 4.500.000 d'indennità di presidenza;

    21. Appartamento di rappresentanza di 350 metri quadrati a Montecitorio;

    22. Uso di macchina, autista e scorta, anche a mandato concluso;

    23. Uso di un vagone di rappresentanza delle ferrovie della Stato;

    24. Uso dell'aereo di Stato;

    25. Uso delle prefetture e delle ambasciate in occasione dei viaggi.



    Alcune osservazioni: in qualche modo si comprende che alcuni di questi privilegi sono direttamente collegati alla funzione di "rappresentanti del Popolo", ma proprio non si comprende la necessità di avere la tribuna gratis agli stadi, o la tessera gratis per il cinema o il corso di lingua straniera (con le evidenti difficoltà di molti a parlare correttamente la nostra lingua…); così come è amaro constatare che, mentre si affannano a risolvere quello che chiamano "il dramma della disoccupazione", i nostri rappresentanti non disdegnano una partitella a tennis, sempre a spese dei disoccupati. Visto il funzionamento del pronto soccorso, non ci stupisce l'assistenza medica 24 ore su 24, anche se riteniamo che tanti casi di malasanità non si sarebbero verificati se nostri politici fossero finiti d'urgenza in ospedale (possibilmente a Ferragosto).

    Ancora più sorprendente è lo scoprire che molti di questi privilegi proseguono anche a mandato concluso, quando cioè, il consenso degli elettori non è più quello di un tempo; nelle stesse pagine del libro citato troviamo un elenco dei privilegi degli ex:

    1. Assegno di fine mandato;

    2. Pensione di parlamentare;

    3. Tessera di libera circolazione sulle autostrade;

    4. Viaggi in treno gratuiti;

    5. 18 biglietti aerei l'anno gratuiti;

    6. Utilizzo dei servizi parlamentari e dei ristoranti;

    7. Conto corrente presso il Banco di Napoli con scoperto di 20 milioni;

    8. Rimborso del 90% delle spese mediche e dentistiche;

    Ammirevole l'attenzione che i nostri pongono nella cura dei propri denti (con quello che mangiano!), ed il perenne legame verso il Banco di Napoli, (e su questo evitiamo i fin troppo facili commenti, ricordando che il Banco di Napoli è stato salvato dal fallimento dallo Stato!).

    A fronte di tanti e tali privilegi, ci si aspetterebbe un notevole rendimento di Camera e Senato, con parlamentari consapevoli del loro compito di rappresentanti del Popolo; ed invece apprendiamo (fonte: L'Espresso) che su 439 votazioni effettuate dalla Camera dal 5 maggio 1994 al 19 ottobre 1994, le percentuali delle assenze per alcuni big della politica sono:

    1. Silvio Berlusconi: 100%

    2. Giulio Tremonti: 100%

    3. Gianfranco Fini: 97.72%

    4. Giuseppe Tatarella: 97.49%

    5. Rocco Buttiglione: 97.49%

    6. Fausto Bertinotti: 96.35%

    7. Clemente Mastella: 94.98%

    8. Adriana Poli Bortone: 94.53%

    9. Franco Marini: 91.34%

    10. Vittorio Sgarbi: 89.97%

    11. Umberto Bossi: 89.97%

    12. Massimo D'Alema: 87.69%

    13. Walter Veltroni: 87.47%

    14. Antonio Martino 86.35%

    15. Oliviero Diliberto 86.10%

    16. Armando Cossutta: 83.82%

    17. Beniamino Andreatta: 78.81%

    18. Enrico Boselli: 77.44%

    19. Giovanni Pilo: 76.08%

    20. Miriam Mafai: 74.94%

    21. Ottaviano Del Turco: 74.03%

    22. Roberto Formigoni: 73.12%

    23. Luciano Violante: 71.52%

    24. Francesco D'Onofrio: 70.84%

    25. Luigi Berlinguer: 68.56%

    26. Alfredo Biondi: 68.33%

    27. Vincenzo Visco: 67.42%

    28. Rosa Russo Jervolino: 66.28%

    Onorevoli, senatori, boiardi, uscieri e segretarie

    Si dice che chi sta vicino al fuoco si scalda: è certamente vero se si leggono gli articoli pubblicati dal "Corriere della Sera" nella primavera del 1997 a firma d'Ivo Caizzi: scorrendo le interessanti tabelle che accompagnano l'inchiesta, si scopre ad esempio che:

    * (CdS del 7/4/97, Supplemento Corriere Economia, anno IX/Numero12, pag. 20) a proposito di pensioni, i politici della "Prima Repubblica" incassano vitalizi fino a 200 milioni. Non sono da meno i loro colleghi della "Seconda": inquisiti, miliardari, sindacalisti tutti retribuiti (e bene) a carico dei contribuenti; in tutto si contano, alla Camera, 1.188 onorevoli pensionati. Tra i casi più eclatanti citiamo quello di Bettino Craxi che, nonostante il volontario esilio, continua ad incassare come ex deputato della Camera la pensione di 200 milioni annui. Non è minore il vitalizio di Arnaldo Forlani e Vincenzo Scotti; di poco inferiore quello di Gianni Prandini, Cirino Pomicino, Gianni De Michelis, Rino Formica e Claudio Martelli. Sempre a carico dei contribuenti sono galantuomini del calibro dell'ex ministro della sanità De Lorenzo e di Massimo Abbatangelo, condannato quest'ultimo per l'attentato dell'84 al treno Napoli-Milano, per non parlare di Salvo Andò e Calogero Mannino, coinvolti in inchieste di mafia.

    Vi sono poi miliardari che hanno preteso la pensione da ex deputato con appena due anni di mandato parlamentare, come Franco Miroglio, ed altri del calibro di Eugenio Scalfari e Claudio Signorile.

    Per i nostri parlamentari, inoltre, è possibile sommare la pensione con altri redditi: usufruiscono di questo privilegio, ad esempio, Giorgio Napolitano, Marco Formentini, Giuliano Amato, Marco Pannella ed Emma Bonino, Stefano Rodotà, Luigi Spaventa, Pino Rauti, Mariotto Segni, Adelaide Aglietta e Pino Leccisi (consigliere personale di Silvio Berlusconi).

    Vi piacerebbe essere un ricco pensionato a 50 anni? Sicuramente la cosa non dispiace a Roberto Formigoni, baby pensionato pur restando in attività. Come lui, pensionati a 50 anni sono La Ganga, Franco Piro, Vizzini, Mario Raffaelli, Giulio Di Donato.

    Sul CdS del 14/4/97, Supplemento Corriere Economia, anno IX/Numero13, pag. 17, compare poi un altro lungo elenco di ex deputati, vecchi e nuovi, le cui pensioni variano da un minimo di 50 milioni ad un massimo di 200 milioni.

    Ma come funziona la pensione dei parlamentari? La base è l'indennità parlamentare di £16.933.339, non soggetta a ritenute previdenziali; si segue poi la seguente tabella.

    Legislatura


    Vitalizio Mensile Lordo

    Prima = 25% dell'indennità parlamentare


    4.233.350

    Seconda = 38%


    6.434.692

    Terza = 53%


    8.974.701

    Quarta = 68%


    11.514.711

    Quinta = 75.5%


    12.784.716

    Sesta = 80.5%


    13.631.386

    Settima = 85.5%


    14.478.056

    Complimenti!

    Nello stesso articolo di Caizzi del 7/4/97 troviamo altri dati circa le indennità dei parlamentari; secondo il giornalista esse ammontano:

    1. £ 16.933.399 per l'indennità parlamentare base;

    2. £ 4.125.000 per diaria di vitto e alloggio;

    3. £ 6.500.000 per i "portaborse"

    4. Da £ 648.841 per il segretario di una commissione a £ 12.089092 per il presidente della Camera;

    5. Liquidazione (esente da imposte) a fine mandato pari all'80% dell'indennità parlamentare per ogni anno di "servizio";

    6. Rimborso di £ 200.000 al giorno per le missioni;

    7. Contributo di £ 1.137.000 mensili per l'ufficio a Roma;

    ed altri ancora già citati.

    Passiamo ora ad esaminare gli stipendi dei dipendenti di Montecitorio; un commesso, ad esempio, con una ventina d'anni di anzianità, guadagna circa 5 milioni netti per 15 mensilità senza contare altre indennità; un operaio specializzato o una segretaria raggiungono circa 125 milioni annui, senza parlare poi dei quadri e dei dirigenti. Inoltre, il personale di Montecitorio non è toccato dai tagli e dalle riforme imposte dal governo ai pensionati dell'INPS e degli altri enti previdenziali pubblici. Più dettagliatamente abbiamo i seguenti importi mensili lordi:

    Anni


    Commesso/Operaio


    Operaio Specializ.


    Segretario


    Quadro


    Dirigente

    1


    2.067.000


    2.319.000


    2.319.000


    2.726.000


    4.908.000

    5


    2.699.000


    3.166.000


    3.166.000


    4.320.000


    7.155.000

    10


    3.365.000


    4.592.000


    4.592.000


    6.243.000


    10.666.000

    15


    4.592.000


    5.689.000


    6.113.000


    8.931.000


    13.556.000

    20


    5.689.000


    6.565.000


    7.629.000


    10.452.000


    15.808.000

    23


    6.565.000


    7.629.000


    8.362.000


    12.241.000


    18.609.000

    25


    7.284.000


    8.362.000





    13.247.000


    20.117.000

    Ancora complimenti!

    * (CdS del 21/4/97, pag. 19) Un discorso del tutto analogo si potrebbe rifare per i pensionati del Senato; senza riportare le stesse tabelle viste precedentemente, ci limitiamo a qualche nome famoso: pensionati del Senato sono ad esempio Severino Citaristi, Antonio Gava (con quasi 200 milioni annui), Carlo Bernini, Claudio Vitalone, Giulio Andreotti il quale non ha negato di aver sommato la pensione da ex ministro con l'indennità da senatore a vita e con la liquidazione anticipata di una parte del vitalizio da ex deputato, "richiesta perché altrimenti non avrebbe potuto cumulare gli introiti di Montecitorio con quelli di palazzo Madama".

    Nessun ex senatore ha rinunciato al vitalizio, e lo ricevono pure miliardari come Susanna Agnelli, Umberto Agnelli, Luciano Benetton, Guido Rossi, Francesco Merloni ed altri ancora.

    Anche al Senato non mancano i cumulatori di pensioni, come magistrati, generali, professori universitari ed altri ancora. In tutto il Senato paga circa 752 pensioni d'oro a cui vanno aggiunti 391 eredi di defunti (perché anche loro godono di privilegi per diritto ereditario).

    Da segnalare anche la presenza di un'associazione di ex parlamentari, presieduta da Paolo Cavezzali, che si impegna a difendere proprio i privilegi degli onorevoli pensionati.

    Per ciò che riguarda i dipendenti del Senato, oltre a poter andare in pensione (fino al 1995) con solo 20 anni di servizio (ora ne occorrono almeno altri sei, anche se versati con altri datori di lavoro: aggiungendoci i quattro anni che da sempre vengono regalati ai commessi come ai dirigenti, si arriva al minimo di 30 anni, che prevede una penalizzazione del 3%), rileviamo la seguente tabella, a cui vanno aggiunte le indennità di funzione e vari fringe benefit:





    Scatti


    Commesso


    Coadiutore


    Segretario


    Stenografo


    Dirigente

    Iniziale


    3.254.000


    3.584.000


    3.992.000


    5.040.000


    6.397.000




    3.649.000








    6.330.000


    8.119.000




    3.960.000


    4.330.000


    5.080.000










    4.297.000













    Assistente/capo


    5.434.000


    6.165.000


    7.515.000


    9.130.000


    11.172.000




    6.425.000


    7.411.000


    10.143.000


    11.191.000


    13.746.000




    7.695.000



















    9.608.000


    13.541.000


    15.017.000


    18.537.000




    8.980.000













    10°














    23.286.000

    A questo punto viene da chiedersi quanto ci costano le due Camere; senza riportare le dettagliate tabelle pubblicate nell'articolo, vediamo che i totali sono: 638 miliardi di lire per il Senato per l'anno 1996, e 1.259 per la Camera dei Deputati per l'anno 1997, che nel '98 diventano 658 per il Senato e 1.414 per la Camera (tratto da "Sette", supplemento del Corriere della Sera, N°24-1998)

    * (CdS del 5/5/97, pag. 21) Passiamo ora ai dipendenti della Banca d'Italia: possono contare su 17 stipendi l'anno, ricche liquidazioni, e tanti altri fringe benefit che Ciampi o Dini non hanno mai proposto nemmeno per gli italiani più poveri.

    Senza entrare nei dettagli riportiamo solo qualche esempio:

    * le spese di Via Nazionale relative al 1995 ammontano a 2.146 miliardi di lire per circa 9.500 dipendenti in servizio, 7500 tra pensionati e loro eredi ed un migliaio dell'Ufficio italiano cambi;

    * un operaio neo assunto incassa circa 50 milioni annui, cioè quasi 3 milioni netti al mese, che con il progredire della carriera possono diventare anche 5 milioni al mese, (se rapportati a 12 mensilità);

    * nella carriera direttiva, si parte da uno stipendio iniziale di 4,5 milioni netti al mese, fino ad arrivare a circa 10 milioni netti mensili, senza contare la gratifica annuale (alcune decine di milioni) ed altri privilegi ancora, quali ad esempio la casa concessa dalla banca (una volta ad equo canone, creando casi analoghi a quello dello scandalo "Affittopoli", ora con i patti in deroga, ma sempre a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato), un mutuo a tasso agevolato, l'asilo nido privato a prezzi modici, più contributi per i figli per lo studio, il tempo libero, le attività sportive, i regali della Befana, e una diaria per 15 giorni di vacanza l'anno per ciascun figlio a carico; inoltre, controllo medico generale ogni anno (con 40.000 lire di ticket) e mutua integrativa. Come se non bastasse, i dipendenti possono accedere a prestiti a tassi minimi e assicurazione sulla vita a favore degli eredi. Per andare in pensione, una volta bastavano 20 anni di anzianità, riscattando gli anni della laurea e usufruendo del fondo pensionistico interno; oggi sono state introdotte penalizzazioni sul massimo e sui tempi di ritiro, mantenendo però ampie possibilità di cumulare con altri introiti.

    * Non si conoscono le retribuzioni del vertice della banca: gli ultimi dati riguardano la retribuzione di Fazio (che chiede maggiore flessibilità per gli operai, in pratica stipendi più bassi e licenziamenti più facili), il quale dichiarava nel lontano 1993 quasi un miliardo annuo;

    * pensionati d'oro e cumulatori sono ad esempio Dini, Masera, Padoa Schioppa, Mario Sarcinelli, e altri ancora. Anche Ciampi è un pensionato (con 927 milioni annui) della Banca d'Italia, di cui è stato Governatore, ma (come riportato in seguito) ha rinunciato allo stipendio di ministro.

    * Solo a titolo di esempio riportiamo gli stipendi lordi annui del 1997 riguardanti la carriera operaia secondo lo sviluppo funzionale (personale con veloce avanzamento per merito) e lo sviluppo professionale (personale con avanzamento per sola anzianità)

    Anni Serv.


    Grado


    Sviluppo Funzionale


    Grado


    Sviluppo Professionale

    1


    Operaio di III


    49.753.000


    Operaio di III


    49.753.000

    15


    Operaio di I


    76.778.000


    Operaio di II


    67.954.000

    30


    Capo Reparto


    111.987.000


    Operaio di I


    79.005.000



    * (CdS del 19/5/97, pag 18) Un capitolo a parte merita Giulio Andreotti; riportiamo la parte dell'articolo che lo riguarda: "Eletto alla Camera nel '46, ha maturato il vitalizio massimo degli ex parlamentari (si ottiene con almeno sette legislature), che è di 9.229.178 lire nette al mese (…). I suoi 45 anni da onorevole valgono una liquidazione pari a 45 volte l'80% netto dell'indennità parlamentare lorda. In più Andreotti nel '91 è stato nominato senatore a vita dal suo collega DC ed allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Per cui da quell'anno gode dell'intera indennità parlamentare, più 5.250.000 lire mensili nette come diaria, più 6.500.000 lire nette come contributo per il "portaborse", più i ricchi fringe benefit in denaro e servizi che i legislatori italiani si sono autoassegnati". Occhio e croce, l'ex DC dovrebbe ricevere circa 400 milioni annui, solo in parte pignorabili. Tra gli altri big che godono della pensione da ex ministro citiamo: Emilio Colombo, Remo Gaspari, Paolo Emilio Taviani che dopo 21 anni da ministro è stato nominato senatore a vita e dovrebbe cumulare anche con la pensione da ex professore. Professore è anche Prodi, che tra gli introiti di Palazzo Chigi e di deputato dell'Ulivo incamera circa 500 milioni annui.

    * L'inchiesta di Caizzi prosegue analizzando gli stipendi e le pensioni d'oro dei magistrati (CdS del 26/5/97 pag.22), dei magistrati amministrativi (CdS del 9/6/97, pag.18), dei giornalisti di radio e tv di stato (CdS del 16/6/97, pag.23), dei manager statali (CdS del 30/6/97, pag.26).

    * Sul CdS del 13/8/97, pag.15 compare una tabella sugli stipendi dei manager delle Ferrovie di Stato: prendiamo atto che, ad esempio, l'amministratore delegato Cimoli incassa un assegno di circa un miliardo annuo, seguito da vari amministratori, come Buaron, Conti e Rossi, che si fermano a 500 milioni.

    * Da "Il Messaggero" del 31/8/97, pag.7 riportiamo i compensi di alcuni manager e giornalisti RAI nel 1996:

    Antonio Perricone


    622.223.000

    Giovanni Minoli


    530.371.000

    Marino Bartoletti


    563.076.000

    Luca Giurato


    496.947.000

    Bruno Vespa


    468.678.000

    Michele Lubrano


    433.655.000

    Michele Santoro (35 settimane)


    393.632.000

    * Da Sette, supplemento del CdS (n°24, del 18/6/98, pag.42-48) apprendiamo che il costo complessivo di Camera e Senato per il 1998 supera i 2.000 miliardi, di cui 28,5 miliardi per affitti (?), 8 miliardi per "pulizia e igiene" (e pensiamo a certi ospedali), ed un altro miliardo per cure termali. Inoltre ad ogni deputato e senatore è stato fornito un personal computer portatile. Sempre a carico dei contribuenti.

    * Un articolo di Marco Dal Fior pubblicato sul Corriere della Sera del 26/8/1997 (Corriere di Milano, pag.42) ci informa sugli stipendi dei manager delle aziende municipalizzate di Milano; scopriamo così che il Direttore Generale della SEA ha dichiarato nel 1993 un reddito di 630 milioni lordi: comprendiamo ora l'amarezza del sindaco Albertini che considera la sua busta paga, di soli 91 milioni netti annui, inadeguata al prestigio del Primo Cittadino di Milano.

    * Su "Il Messaggero" del 12/10/97 pag.9, è indicato l'aumento di stipendio dei ministri e sottosegretari tecnici (cioè non eletti dal popolo): con la legge 334 del 2/10/97 a firma di Romano Prodi, lo stipendio annuo di un ministro tecnico passa da circa 98.000.000 annui lordi a circa 200.000.000 lordi l'anno (che bel salto, quasi come gli aumenti delle pensioni minime!), che è l'indennità parlamentare dei ministri eletti. Gli interessati del governo Prodi erano circa 20, tra cui Giovanni Maria Flick e Paolo Costa; non ne ha beneficiato invece Carlo Azeglio Ciampi che, pensionato della Banca d'Italia, ha fatto sapere di aver rinunciato anche allo stipendio di ministro. (Finalmente una bella notizia!)

    Che questa leggina abbia comportato un "leggero" aumento della spesa pubblica, se n'è accorta anche la Corte dei Conti (CdS del 5/8/98, pag.2) che segnala nel 1997 un aumento di spesa per il personale dell'Amministrazione dello Stato del 15,75% rispetto l'anno precedente; da notare che nel 1996 la spesa era cresciuta rispetto il 1995 del 30,11%!

    * (CdS del 30/9/99, pag.3, di Giuseppe Sarcina) Dopo questa scorpacciata di dati e tabelle, torniamo ai nostri rappresentanti: le sorprese non finiscono mai! Il 1999 sembra regalarci una rilevante svolta nella moralizzazione della vita politica: il Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, promette che nella finanziaria ci saranno sgravi fiscali e, finalmente, quello che viene definito con grande enfasi un contributo di solidarietà: è una tassa del 2% per tutte le pensioni superiori ai 138.000.000 annui, per la quota eccedente tale cifra! A conti fatti non è proprio gran che, ma è il gesto che conta: per dirla con Moretti, "finalmente qualcosa di sinistra!". Vediamo un esempio concreto: chi ha una pensione di £ 150.000.000 annui, subirà un prelievo del 2% su £ 12.000.000, ovvero £ 240.000; è un prelievo praticamente indolore: su un mensile di £ 12.500.000 si perdono ben 20.000 lire! E' come togliere 2.560 lire da un stipendio di 1.600.000 lire. Ma questa proposta sembra scatenare un putiferio: Dini sostiene "che è incostituzionale modificare retroattivamente i trattamenti previdenziali" (ma evidentemente non c'è alcun problema per chi in pensione sta per andarci!); anche i magistrati sembrano non gradire il contributo di solidarietà, e trovano il sostegno del ministro Diliberto. Ma ecco che i nostri politici tirano fuori il coniglio dal cilindro: con un colpo di scena degno del miglior romanzo giallo, scopriamo (CdS del 7/10/99, pag.41), grazie ad una lettera inviata dal Sig. Guido Hassan a "La stanza di Montanelli", che il contributo di solidarietà non verrà applicato a magistrati e politici! Se la notizia verrà confermata (e speriamo in una rapida smentita!) ci verrà il mal di pancia per le risate!

    * (Panorama del 11/2/1999, pag. 48, di Giancarlo Perna) Nella nostra semplicità ed ingenuità, ritenevamo che i dipendenti delle due Camere fossero ben soddisfatti degli emolumenti percepiti: ed invece non è per nulla così! Il personale amministrativo di Palazzo Madama (900 e passa dipendenti), rappresentato da ben nove sindacati (!?), è entrato in sciopero lunedì 8 febbraio, perché si sente trascurato rispetto ai dipendenti di Montecitorio.

    Lo stesso articolo ci fa conoscere altri privilegi (ma quando finiscono?) dei parlamentari: pare che ogni senatore sia stato dotato di un personal computer da 8 milioni (e sembra che molti lo usino solo come stereo), ed inoltre ogni eletto a Palazzo Madama può chiedere il rimborso di sei paia di occhiali l'anno!

    * (Panorama del 10/6/1999, pag. 24) In questa nostra rassegna sembrano essere sfuggite altre due categorie di privilegiati: i consiglieri regionali e gli europarlamentari. Iniziamo dai deputati di Strasburgo: percepiscono lo stipendio più alto tra tutti i rappresentanti europei, oltre a diverse altre voci:

    * 18.400.000 lire mensili;

    * 447.000 lire per ogni giorno di partecipazione ai lavori;

    * 6.300.000 lire per spese di segreteria;

    * un extra mensile di 24.400.000 lire per gli assistenti personali e le relative spese viaggio.

    In tutto, all'incirca 60.000.000 di lire al mese! Siamo senza parole!

    * (Il Giorno del 4 8/1999, pag. 4, di Alessandro Farruggia) Non se la passano male neppure i consiglieri regionali; ecco un piccolo elenco di agevolazioni:

    * nella maggior parte dei casi bastano 5 anni di mandato per aver diritto alla pensione (10 anni per il Trentino): ma questi limiti devono sembrare troppo rigorosi per gli eletti del Molise e della Campania, per i quali sono sufficienti appena 30 mesi.

    * L'età pensionabile è fissata a 60 anni, ma per vari motivi può essere anticipata a 55 anni per Piemonte, Liguria, Abruzzo, Friuli, Campania, Basilicata e Puglia.

    * Vi è per tutti una quota di reversibilità, e non solo alla moglie o ai figli: in Friuli anche alla convivente. In Toscana, Umbria, Piemonte ed Abruzzo ne possono beneficiare anche i genitori over 65 o a carico! In Umbria e Abruzzo la presenza di più figli fa raddoppiare l'assegno.

    * Le pensioni sono cumulabili senza limite con qualsiasi reddito, da lavoro dipendente o autonomo, con pensioni INPS, da deputato, da parlamentare europeo, da commissario europeo, da giudice costituzionale.

    * Non contenti di tutto ciò, in estate (perché queste cose per tradizione si fanno in agosto, possibilmente vicino al 15) la giunta dell'Umbria guidata dal diessino Bracalente, ha gratificato i manager della regione con un aumento medio di 15.000.000 di lire annue circa, aumento reso possibile dalla mancata sostituzione dei pensionati: cioè, chi già lavora guadagna di più, chi è disoccupato ci rimane! Insomma, è la politica di chi toglie al povero per dare al ricco: proprio la politica che ci si aspetta da una giunta di sinistra. (Il Giorno del 13/8/1999, pag. 2, di Pier Paolo Ciuffi)

    * Una segnalazione particolare merita a nostro avviso il libro di Gian Antonio Stella "Lo Spreco" Baldini&Castoldi: in 349 pagine sono riportati sprechi, privilegi anacronistici, truffe grandi e piccole che hanno caratterizzato gli ultimi 40 anni d'Italia. La lettura è coinvolgente e scorre via veloce; sono talmente tanti i dati, i fatti e le cifre riportate che è arduo tentarne una sintesi. Solo per stuzzicare, citiamo il caso di Arturo Guatelli, che è riuscito a prendere la pensione di senatore (poco più di 39 milioni netti l'anno) senza mai mettere piede a Palazzo Madama: come ha fatto? Se avete fretta, procuratevi il libro! Addolorano un po' i casi umani di coloro che, pur avendo rendite di tutto rispetto, non rinunciano neppure a pensioni piccine piccine (con le briciole si fanno le pagnotte!): come Carlo Ripa di Meana che riceve dall'INPS ben 462 mila lire (mensili?), o Eolo Parodi che cumula le indennità con ben 272 mila lire dell'Ente nazionale di previdenza dei medici.

    Analoghi sono i casi degli "irriducibili del cumulo", di coloro cioè, che non si rassegnano al divieto introdotto nel 1993, di sommare all'indennità del parlamentare in attività, lo stipendio da pubblico dipendente (cosa che avveniva regolarmente fino a quella data): e così diversi parlamentari hanno tentato la strada del ricorso al TAR; tra essi vi sono insospettabili come Sergio Mattarella (che dopo il TAR siciliano si è appellato al locale consiglio di giustizia amministrativa), Vincenzo Visco e Mario Condorelli; riportiamo il commento del deputato-questore di Montecitorio, Ugo Martinat: "Trovo vergognoso che esponenti di primo piano del governo vadano contro una legge dello Stato; stiamo combattendo tanto per eliminare i privilegi, ma vedo che c'è ancora chi in Parlamento vorrebbe incassare stipendi senza aver nemmeno lavorato". Buon lavoro, onorevole Martinat. (L'Espresso del 7/10/1999, pag. 52, di Primo Di Nicola).









    FONTI

    Elenchiamo i testi e gli articoli dai quali abbiamo tratto le notizie sopra riportate: spesso sono molto lunghi e dettagliati, corredati da un gran numero di tabelle e cifre; non potendo riportare integralmente gli articoli esaminati, abbiamo operato una scelta dei dati che ci sono parsi più interessanti, cercando tuttavia di rimanere il più possibile fedeli al testo degli Autori; riportiamo l'elenco degli articoli, invitando ad una consultazione diretta degli stessi.

    * Mario Guarino "L'Italia della vergogna" LASER edizioni, 1995

    * "Corriere della Sera" del 7 aprile 1997, pag.20
    * "Corriere della Sera" del 14 aprile 1997, pag.17
    * "Corriere della Sera" del 21 aprile 1997, pag.19
    * "Corriere della Sera" del 5 maggio 1997, pag.21
    * "Corriere della Sera" del 19 maggio 1997, pag.18
    * "Corriere della Sera" del 26 maggio 1997, pag.22
    * "Corriere della Sera" del 9 giugno 1997, pag.18
    * "Corriere della Sera" del 16 giugno 1997, pag.23
    * "Corriere della Sera" del 30 giugno 1997, pag.26
    * "Corriere della Sera" del 13 agosto 1997, pag.15
    * "Corriere della Sera" del 26 agosto 1997, pag.42
    * "Il Messaggero" del 31 agosto 1997, pag.7
    * "Il Messaggero" del 12 ottobre 1997, pag.9
    * "Sette", Supplemento del Corriere della Sera, n°24, del 18 giugno 1998
    * "Panorama" del 11 febbraio 1999, pag. 48
    * "Panorama" del 10 giugno 1999, pag. 24
    * "Il Giorno" del 4 agosto 1999, pag. 4
    * "Il Giorno" del 13 agosto1999, pag. 2
    * "Corriere della Sera" del 30 settembre 1999, pag.3
    * "Corriere della Sera" del 7 ottobre 1999, pag.41
    * Gian Antonio Stella, "Lo Spreco" Baldini & Castoldi, 2a edizione, 1998



    Segnaliamo ora altri articoli che riteniamo interessanti, ma che non abbiamo ancora utilizzato per questa rassegna:

    * "La Repubblica" del 11 gennaio 1999, pag. 8: "Mille miliardi in arrivo ai partiti"
    * "Il Borghese" del 17 febbraio 1999, pag. 8 "Il gigante mangiasoldi"
    * "Panorama" del 25 febbraio 1999, pag. 19 "Prodi a Palazzo, costo 120 milioni"
    * "Sette" supplemento del CdS n°21/99 del 27 maggio 1999, pag.3 "Quegli onorevoli pianisti"
    * "Panorama" del 24 giugno 1999, pag. 18 "Parcelle d'oro ai furbi"
    * "Liberazione" del 26 giugno 1999, pag. 4 "$alari $alatissimi"
    * "Panorama" del 1 luglio 1999, pag. 32 "Quanto guadagna il tuo capo. I conti in tasca ai top manager d'Italia"
    * "Il Giornale" del 4 luglio 1999, pag.6: "Doppia pensione al pm Violante, ma non all'avvocato Mancino"
    * "Il Giorno" del 13 agosto 1999, pag. 2 "I big dei partiti? Onorevoli fantasmi"
    * "L'Espresso" del 19 agosto 1999, pag. 24 "Giungle di stato/ Le pensioni eccellenti"
    * "L'Espresso" del 16 settembre 1999, pag. 51 "Diliberto alle Seychelles e Pantalone paga"
    * "L'Espresso" del 23 settembre 1999, pag. 40 "Pensioni d'oro/ i conti in tasca ai parlamentari"
    * "L'Espresso" del 7 ottobre 1999, pag.52 "Il palazzo di Bengodi"
    * "Corriere della Sera" del 21 ottobre 1999, pag.15: "L'indennità di Craxi. Gli ex azionisti dell'Ambrosiano denunciano la Camera"







    LINKS

    Proponiamo un elenco di links a siti che affrontano in qualche misura le tematiche presentate su "La Cuccagna":

    1. http://www.freeweb.org/associazioni/ANTIFISCO/

    ...oggi constatiamo che siamo in piena emergenza fiscale e quindi lanciamo l'S.O.S.. La crescita insostenibile della pressione fiscale determina interventi consistenti nella lotta manifestata, con il preciso fine di stabilire una consuetudine fiscale che non ha nulla a che fare con i principi costituzionale attualmente in vigore…..

    2. http://www.freeweb.org/associazioni/fiscoetico/

    …….PERCHÈ PAGARE LE IMPOSTE È UN DOVERE DI TUTTI I CITTADINI, A PATTO CHE QUESTE SIANO GIUSTE, EQUE, STABILITE DA POCHE REGOLE CHIARE E UGUALI PER TUTTI E CHE SERVANO EFFETTIVAMENTE A RESTITUIRE POI UN SERVIZIO AL CONTRIBUENTE!….

    3. http://www.goldnet.it/lafederazione/

    Tra le varie iniziative segnaliamo: Proposta di Referendum per togliere pensione stipendio e privilegi ai Deputati e Senatori della Repubblica Italiana.

  7. #7
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    Non facevi prima a dare il link, invece di copiare tutta 'sta pappardella che intasa il 3d?! Ci vuole un'ora e mezza a leggerselo tutto... e 10 minuti a far scorrere la pagina fino al fondo!

  8. #8
    Hanno assassinato Calipari
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    Bastaaaaaaaaaaa è Una Bufalaaaaaaaaaa

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77
    Non facevi prima a dare il link, invece di copiare tutta 'sta pappardella che intasa il 3d?! Ci vuole un'ora e mezza a leggerselo tutto... e 10 minuti a far scorrere la pagina fino al fondo!
    Nessuno ti obbliga a leggerlo,.0 minuti per scorrere la pagina? hai discendenze napuletane?

  10. #10
    Veneta sempre itagliana mai
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    Citazione Originariamente Scritto da Wyatt Earp
    Ma c'è ancora sta mail che gira??????????????

    infatti è vecchia na vita, era quello di Vicenza Gerolimetto che la faceva girare una volta...uno che è sempre stato trombato...cmq per la metà di quello che c'è scritto non è vero

 

 
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