di Gianfranco Montù
Giorni fa ho assistito a Milano ad una conferenza di un politologo e scrittore molto critico sul potere americano e sionista in Europa e nel mondo. Un partecipante al dibattito, brava persona senza alcuna preparazione specifica, accusò il relatore di “ teorie semplicistiche”. Il relatore non potè trattenersi dal rispondere “da che pulpito”. In effetti il conferenziere, giornalista, inviato speciale, autore di un gran numero di libri di geopolitica è solito documentare al millimetro le sue tesi. DE fronte aveva un signor nessun solito documentarsi con il TG o il suo quotidiano preferito che conferma va le sue quattro idee.
Eppure il contestatore poco prudente non era certo un’eccezione nella fauna degli esperti di politica da Bar Sport. Almeno andava a sentire conferenze.
Nella mia recente esperienza politica all’Udc Ticino ho incontrato un buon numero di personaggi che nella vita avevano fatto di tutto, dal cavadenti al tuttofare, dall’affarista al rappresentate, gente che non aveva mai letto un testo di teoria politica, mai un saggio specialistico, mai niente, eppure pretendeva di dare un autorevole parere al pari di chi aveva passato la vita a studiare quei temi.
Ho lasciato il giornale dell’Udc perché un insulso filo americano e filo sionista , cui però il cospicuo patrimonio faceva le veci del cervello, continuava a martellare l’urgenza di applaudire Bush e Sharon proclamando , in sintonia con l’attuale presidenza locale “l’America vincerà sempre."
Personaggi di questo tipo, esattamente come i comunisti dell’epoca sovietica, hanno un sovrano disprezzo per la realtà, totale indifferenza per i fatti, ma un’altissima opinione delle loro modeste convinzioni dettate da un solo fondamentale principio: la legge della forza e della convenienza.
Arrivano a convincersi che il loro stomachevole opportunismo sia dettato da ragioni superiori: la libertà, la democrazia, i buoni ( americano-ebrei) contro i cattivi, arabi e iraniani diventati “islamofascisti”: ma ormai anche Putin, domani i cinesi eccetera.
Purtroppo per loro, poveri ciechi, l’America non vincerà sempre. I loro paraocchi ideologici e la loro crassa ignoranza in materia gli impediscono di vedere che l’America, intesa ovviamente come Stati Uniti, non solo non vincerà sempre ma ha cominciato a perdere da decenni. E sta ora prendendo una sbarrata sui denti che le farà sputare sangue: non solo in Iraq, ma anche in Afghanistan e , semmai saranno così stupidi da attaccare, anche in Iran. In attesa che cominci il vero confronto tribolare USA, Russia e Cina con l’Europa a fare da corteggiata baldracca.
Intanto però, checché racconti il Corriere del Ticino con il patetico Morina, gli Stati Uniti e Israele stanno dando al mondo una lezione di politica criminale degna dei peggiori stato canaglia. Con la piccola differenza che loro si proclamano paladini dei diritti dell’uomo e in nome di quelli fanno guerre e massacrano innocenti. L’America sta perdendo e la sua sola speranza è di scaricare le spese della disfatta su di noi. Non solo finanziariamente ma come complici.
Il consigliere agli Stati Dick Marty denuncia:
la strategia del ragno
Il livello di complicità richiesto è ben dimostrato dall’orrendo affare dei voli della tortura.
Non siamo certo simpatizzanti dell’area radicale, ma ancora una volta dobbiamo ribadire l’apprezzamento per quanto Dick Marty sta facendo nella sua inchiesta sui voli CIA. Non fermerà la banda criminale dei Bush, dei Cheney , dei Rumsfeld e Condoleeza Rice, ma ci restituisce un po’ di dignità. All’Europa, non solo alla Svizzera.
Da parte degli americani si è ormai arrivati ad un tale livello di doppiezza che non fanno nemmeno più la fatica di mascherare le fandonie che raccontano.
Tutto il dossier presentato con accurata ricerca da Dick Marti è liquidato in quattro righe. Washington infatti ha risposto al rapporto Marty del Consiglio d'Europa minimizzandone la credibilita'
"Questo - ha commentato il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Sean McCormack parlandone con i giornalisti - sembra una riedizione della precedente iniziativa di questo gruppo (il consiglio d'Europa - n.d.r.). Pare che ci siano un sacco di illazioni, ma nessun fatto a sostenerle".
Divertente che il Consiglio d’Europa sia definito “un gruppo”, come si definirebbe il forum dei giovani o il club delle bocce. Un nulla, in pratica.
A tanto si eleva il rispetto che gli USA hanno per gli europei quando non sono servi.
Purtroppo l’Europa pullula di oligarchie rapaci e servili e lo stesso Dick Marty ne è ben cosciente: “ quanto ho denunciato non mi renderà popolare nel mio stesso paese” ha detto il senatore elvetico. Cui va ancora una volta il plauso di chi vuole difendere la libertà e la sovranità dal dispotismo, ormai dal volto disumano.
In effetti quel che Dick Marty denuncia è semplice spaventoso.
“ Per condurre la mia inchiesta” ha detto Dick Marty “disponevo di mezzi semplicemente derisori. Non potevo controllare i messaggi dei governi poiché per definizione i messaggi in codice devono restare segreti.” Impossibile quindi controllare tutto i voli e tutte le eventuali consegne di prigionieri.
Il rapporto si concentra dunque su 10 casi di trasferte illegali concernenti 17 detenuti.
L’inchiesta si dipana attraverso le testimonianze di ex prigionieri, di giornalisti, delle ONG, di ufficiali americani stessi e dei piani di volo.
Una spaventosa tela di ragno con l’obbiettivo di catturare “sospetti” per il mondo e trasferirli nelle galere sotto controllo degli americani o dei loro amici.
Si noti: questo sistema criminale venne adottato ai tempi di Clinton e la guerra infinita al terrorismo non c’entrava niente, ammesso che oggi sia diverso. Semplicemente gli USA avevano deciso di adottare metodi Mossad. Fin dall’inizio molti governi europei avevano collaborato.
Dopo l’11 settembre tuttavia, nota Dick Marty, il sistema diventa totalmente fuori controllo: sono potenziali prigionieri tutti i mussulmani o arabi in qualche modo sospetti.
In una simile tela di ragno, ha dichiarato il C.agli Stati, è impossibile che i governi europei non fossero in qualche modo complici.
Le gravi complicità elvetiche
La “neutrale” Svizzera è sempre stata al guinzaglio degli americani ( già nel 1942 Foster Dulles aveva installato con il consenso di Berna una rete di spionaggio CIA in Svizzera, un favore di cui gli americani non sono affatto stati grati alla Svizzera) e anche stavolta non ha fatto eccezione.
I paesi europei, dice Dick Marty, dovrebbero manifestare un minimo di zelo e buona volontà nella ricerca della verità, specie quando gravi indizi dimostrano che il loro territorio e il loro spazio areeo sono stati utilizzati – quand’anche a loro insaputa – per operazioni illegali.
Con grande determinazione e indubbio coraggio che potrebbe costargli caro anche nel suo partito, dove in genere di è molto più radicali sugli interessi di fazione che sulla difesa della sovranità nazionale, Dick Marty non risparmia la Svizzera. Le sue parole sono anzi molte dure. Marty denuncia senza mezzi termini il conformismo di Berna e l’ “obbedienza servile” agli Stati Uniti.
Ben che i voli americani fossero più che sospetti, il Consiglio federale si è accontentato delle garanzie di Washington “sulla parola” : come se il governo ameriacano dopo tante comprovate menzogne avesse ancora una tale credibilità.
Il Consiglio federale, deplora Dick Marty, aveva una gran voglia di venire incontro a tutti desideri di Washington e non si è permesso di fare domande. Oggi Tell lustrerebbe le scarpe ai balivi, se fosse nella pelle di certi Consiglieri federali.
Vi sono stati 76 sorvoli e 6 scali in Svizzera. Naturalmente sarà molto difficile provare che si trattava di voli della tortura e comunque gli USA negheranno. Secondo loro l’Iraq aveva l’atomica, Israele no. Non sono neanche più spudorati, mentire ormai è una seconda natura per il governo americano.
Ma secondo Dick Marti siamo ben al di là degli indizi.
Abu Omar: forse è già morto sotto tortura
La giustizia italiana aveva già ampiamente stabilito che nel caso dell’imam egiziano Abu Omar, rapito dalla CIA a Milano nel febbraio 2003, era stato trasferito verso la Germania attraverso la Svizzera prima di essere portato in Medio Oriente per esservi torturato. Il capo dell’operazione CIA ha soggiornato in Svizzera. Il ministero pubblico della Confederazione ha finalmente aperto un’inchiesta preliminare sul caso.
Il compenso Dick Marty deplora che le autorità svizzere abbiamo deliberatamente rinunciato ad eseguire un manadato di arresto contro il capo dell’operazione della CIA Robert Lady mentre si trovava in Svizzera
In compenso sono stati perseguitati i giornalisti che avevano svelato i gravissimi fatti. L'ineffabile Samuele Schmid alla testa del Dipartimento militare che dovrebbe difendere la sovranità svizzera trova scandaloso che degli svizzeri denuncino l’incredibile comportamente del Consiglio federale.
Samuel Schimid notoriamente detesta i “provocatori nazionalisti”, li vuole fuori dall’esercito, poi offre ingaggi a pagamento perché manca di ufficiali da spedire in Kossovo al servizo della NATO.
Purtroppo Schmid è l’immagine di un’Udc che assomiglia all’Unione dei caimani del Ticino. Un partito degli affari e dell’arrivismo che finge anche di fare gli interessi della nazione.
Per fortuna c’è ancora un Blocher, sempre che non passi anche lui sotto bandiera americana. Ma se l’Svp non saprà liberarsi della destra economica, degli Schmid e dei Wicht ( ci si scusi comunque l’accostamento tra un personaggio politicamente discutibile e un vuoto pneumatico, ma purtroppo è quel che offre l’Udc Ticino) allora gli elettori dovranno essere così intelligenti dal cacciarli loro. Votando altri partiti.
Non è infatti decente parlare di sovranità e accettare che il peggior nemico mondiale della sovranità altrui, gli Stati Uniti, organizzino voli della tortura in violazione di qualsiasi legge e facendosi beffa in casa d’altri con dimostrazioni di banditismo politico.
Un partito nazionalista oggi non può essere filo americano: a parte Wicht e Siccardi dovrebbero averlo capito anche i sassi. E’ vero che quei signori non sanno neanche cosa sia un partito nazionalista. La loro bandiera è quella degli affari.
E purtroppo tocca alla sinistra, anti nazionale per DNA, difendere quel che resta della dignità nazionale.
Un errore che una certa destra pagherà carissimo.




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