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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Il contributo italiano all'autodeterminazione a autodifesa del nuovo Iraq

    " Nassiriya, l’addestramento italiano alle forze irachene

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    Pagine di Difesa, 22 settembre 2005

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    L’impegno dei militari della task force Alfa, la cui ossatura è costituita dal 11° reggimento bersaglieri, continua a dare risultati positivi anche nel campo della formazione di quella che sarà la forza armata irachena. Con sede a camp Ur, a circa sette chilometri dalla capitale Nassiriya, vi è il centro per l’addestramento delle forze di polizia e dell’esercito dove si lavora per garantire alla regione di Dhi Qar, sotto la responsabilità del contingente italiano, l’acquisizione di una componente militare e di forze dell’ordine in grado di controllare il territorio.
    Nella provincia meridionale dell’Iraq ha sede la 3^ brigata del Iraqi Army, attualmente costituita da un Battaglione reso operativo grazie alle direttive addestrative unite alla guida della cellula Ssr (Security Sectori Reform) che coordina l’iter addestrativo e formativo delle forze di polizia e dell’esercito locali. E’ previsto il completamento del secondo battaglione a partire dal 14 gennaio 2006, questo significa che a decorrere da tale data la brigata del Iraqi Army addestrata dal contingente italiano sarà completa dal punto di vista organico e anche a un elevato livello di efficienza operativa.

    Il Battalion Training Center, che ha sede a camp Ur, è l’equivalente iracheno della Scuola di fanteria di Cesano e ha compiti addestrativi tesi a specializzare il personale nel controllo del territorio e conferirgli una approfondita formazione professionale. Sono molte le attività inserite nell’iter addestrativo di circa 12 settimane dalla cellula Ssr, comprese le azioni combinate tra elementi dell’esercito e della polizia nel contesto urbano.

    In particolare, i militari vengono addestrati al combattimento nei centri abitati, alla organizzazione e gestione di un check-point e di tutti i controlli che in tale contesto si rendono necessari, ivi compresi gli interventi del personale Eod (explosive ordnance disposal, bonifica ordigni esplosivi), branca che richiede una elevata preparazione professionale e competenza tecnica in materia di ordigni esplosivi, trappolamenti, cinturazioni e rastrellamenti.

    In questo contesto si inserisce l’apporto della componente operativa della Italian Joint Task Force (It-Jtf), attualmente garantita dalla task force Alfa, con la condotta di operazioni come il combattimento nei centri abitati, la pianificazione e condotta di posti di blocco e/o di controllo, e più in generale di tutte quelle operazioni di controllo del territorio tendenti al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza.

    Operazioni, queste, che in un primo momento venivano garantite nella regione di Dhi Qar esclusivamente dai militari italiani e che ora, nel quadro del graduale passaggio delle competenze sui compiti di sicurezza al governo iracheno, sempre in misura maggiore vengono passati ai componenti dell’Iraqi Army e della Local Police che terminano con successo il ciclo addestrativo di camp Ur.

    Le competenze dei militari italiani sono ora quelle di training, monitoring e mentoring, ossia di controllo e monitoraggio del modo di operare sul terreno degli iracheni una volta che vengono abilitati dal Battalion Training Center a svolgere l’attività operativa, ossia l’accertamento che tutti gli insegnamenti della fase training trovino riscontro in fase attuativa.

    A conferma di ciò, la dichiarazione del colonnello iracheno Kassim, comandante del centro di addestramento alle porte di Nasiriyah: “Grazie al grande aiuto del Ssr e dei bersaglieri italiani possiamo ora dire che la 3^ brigata dell’esercito iracheno si avvicina sempre più al raggiungimento di standard qualitativi che prima mai nessuno di noi avrebbe sperato di poter raggiungere. Questa esigenza è stata soddisfatta grazie alla serietà e competenza da voi messa in campo fin dall’inizio, unitamente, devo ammettere, a una infinita pazienza. Per questo vi saremo sempre grati, sperando di poterci dimostrare sempre all’altezza degli insegnamenti da voi ricevuti”.
    "
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    No agli zapateri panciafichisti prodinottisti della sinistruzza e dell'ultradestra.


    Shalom

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    Li addestrano a lanciare molotov sui carriarmati inglesi e incarcerare i finti terroristi

  3. #3
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    L'addestramento delle forze di sicurezza irakene è, giustamente, una priorità. Non può non reggersi sulle proprie gambe anche militarmente uno Stato sovrano quale è l'Irak.

    Sarebbe interessante sapere anche quali siano state le tante operazioni di CIMIC (aiuto ai civili) eseguite dai militari italiani... qualcuno ha un elenco?

  4. #4
    SENATORE di POL
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    " Iraq, militari italiani distribuiscono materiali sanitari e scolastici

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    Pagine di Difesa, 23 maggio 2006

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    Nei giorni scorsi i militari della task force Recom (su base brigata Sassari) e della cellula J9 (preposta alla cooperazione civile-militare) dell’Italian Joint Task Force, sono stati impegnati in due distinte distribuzioni di aiuti umanitari. Al dipartimento della Sanità di Nassiriya sono stati consegnati arredi ospedalieri, ausili ortopedici (scarpe, stampelle, sedie a rotelle, trotter deambulatori) ed un ingente quantitativo di indumenti sanitari, materiale sanitario di consumo e materiali per l’igiene orale.
    Nella stessa giornata sono stati consegnati all’orfanotrofio di Al Chabayish, cittadina 95 chilometri a sud-est di Nassiriya, arredi, materiali e zainetti scolastici per quasi 400 studenti, nonché decine di scatoloni di vestiario e alcuni quintali di generi alimentari. Parte del materiale distribuito dai militari del Contingente italiano, per un valore di oltre cinquemila euro, è stato donato dall’associazione Onlus “Luisa Monti” di Bosa, un comune della provincia di Nuoro.

    Fonte: Stato Maggiore Difesa

    "

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    Saluti liberali

  5. #5
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    "Iraq, intervento umanitario italiano in un campo profughi sciita

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    Pagine di Difesa, 20 aprile 2006

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    Nei giorni scorsi i militari della cellula J9 (cooperazione civile-militare) e della task force Alfa del contingente italiano in Iraq, con il sostegno di un assetto della 68^ unità del Corpo militare della Croce Rossa, si sono recati ad Al Fajr, villaggio situato 114 chilometri a nord di Nassiriya, dove hanno compiuto una serie di interventi umanitari a favore di un campo profughi sciita.
    I militari italiani, dopo aver effettuato un sopralluogo per censire gli occupanti del campo (127 famiglie per un totale di circa 700 persone) e averne valutato le esigenze, hanno provveduto alla distribuzione di quattro tonnellate di farina, quattro tonnellate di riso, due tonnellate di zucchero, una tonnellata di sale, una tonnellata di tè e 15 cisterne della capacità di mille litri ciascuna per la distribuzione di acqua potabile. Allo stesso tempo, il personale medico e paramedico del Corpo militare della Croce Rossa Italiana ha svolto un’attività di “reception mobile”: 56 visite mediche agli sfollati del campo, affluiti numerosi per rappresentare le proprie esigenze di carattere sanitario.

    A questo primo intervento, che ha consentito di risolvere gli aspetti più urgenti inerenti l’alimentazione e il fabbisogno di acqua potabile, faranno seguito altre misure finalizzate al miglioramento delle condizioni di vivibilità nel campo, quali la consegna di tende, brande, bagni campali e l’installazione di un generatore elettrico da 32 kilowatt con relativo impianto di illuminazione.

    Al termine dell’attività il sindaco di Al Fajr, Zuhair Kamil Abass, unitamente al capo villaggio, Jasser Hussein Kudair, presenti le televisioni locali intervenute per documentare le fasi più salienti della distribuzione degli aiuti umanitari e ascoltare le testimonianze della gente e dei responsabili militari, hanno ringraziato i soldati italiani “per l’aiuto fornito e la sensibilità dimostrata a beneficio della popolazione”.

    Fonte: Stato Maggiore Difesa

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    Saluti liberali

  6. #6
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    "Iraq, protocollo d’intesa tra contingente italiano e Provincia

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    Pagine di Difesa, 20 aprile 2006

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    Il 18 aprile, nella base che ospita i militari del contingente italiano in Iraq, presenti le principali testate televisive e giornalistiche irachene, si è svolta la riunione organizzata dal comando di Antica Babilonia 9 che ha coinvolto le massime autorità della provincia di Dhi Qar chiamate a stipulare un importante protocollo d’intesa nel quale, oltre a confermare le regole della collaborazione già esistenti nel campo della ricostruzione della provincia, si intende “rafforzare il vincolo di amicizia che in tutti questi anni è andato sempre più consolidandosi tra le istituzioni di Dhi Qar e l’Italia”, come sottolineato dal comandante del contingente italiano, il generale di brigata Natalino Madeddu.
    Al cospetto di tutti i comandanti delle varie task force, il generale Madeddu, il governatore di Dhi Qar Aziz Kadum Aluan al-Ogheli e il presidente del Consiglio provinciale Ihsan Taleb, hanno siglato il documento programmatico che rinnova l’impegno del contingente italiano a eseguire i lavori di ricostruzione in stretta collaborazione con le autorità locali le quali, sulla base del piano di sviluppo dell’area redatto dal Provincial Reconstruction Development Council (Prdc, Comitato provinciale per la ricostruzione e lo sviluppo), dovranno indicare le prioritarie modalità d’intervento nei vari settori d’interesse.

    L’aspetto saliente dell’accordo, che perfeziona quelli siglati in precedenza, consiste nel coinvolgimento del Prdc nelle attività di controllo della esecuzione di tutti i lavori, sia di quelli in corso d’opera sia di quelli già ultimati, nell’ottica di un affidamento degli stessi secondo precise modalità di scelta che vedano coinvolte le imprese di costruzione locali. Nel congedarsi, il governatore e il presidente hanno ringraziato il comandante dell’Italian Joint Task Force “per tutto quello che i militari italiani hanno realizzato in questi tre anni dall’inizio della missione e per essere riusciti a instaurare un rapporto di fiducia che getta le basi per un proficuo consolidamento delle relazioni tra l’Italia e la provincia di Dhi Qar in vista di una futura missione a preminente caratterizzazione civile”.

    Fonte: Stato Maggiore Difesa

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  7. #7
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    "Iraq, intervento umanitario della Msu

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    Pagine di Difesa, 15 marzo 2006

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    I carabinieri del contingente italiano appartenenti alla Msu (Multinational Specialized Unit) nei giorni scorsi si sono recati ad al-Hammar, villaggio 80 chilometri a sud-ovest di Nassiriya, per una distribuzione di aiuti umanitari. I militari, unitamente a personale militare della Croce Rossa Italiana, hanno raggiunto il locale presidio ospedaliero dove hanno provveduto alla distribuzione di 2.500 litri d’acqua, 200 camici ospedalieri, 100 paia di coperte e lenzuola, 100 paia di scarpe e 500 litri di prodotti per l’igiene. Il direttore sanitario, Jaber Khaleel Shabeeb al-Kharsan, ha ringraziato il colonnello Paolo Maria Ortolani, comandante del reggimento Msu, “per la generosità e la consueta vicinanza dei militari italiani alle reali esigenze della popolazione”.
    Fonte: Italfor Iraq "

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  8. #8
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    "Iraq, materiali per 23mila euro alle Forze di polizia del Dhi Qar

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    Pagine di Difesa, 10 marzo 2006

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    I militari del contingente italiano appartenenti al dipartimento Ssr (Security Sector Reform), si sono recati presso il Pjoc (Provincial Joint Operation Center) di Nassiriya - quartier generale integrato delle forze di sicurezza della provincia di Dhi Qar - per la consegna di materiale antisommossa comprensivo di 80 scudi, 80 caschi protettivi per ordine pubblico, 80 kit per la protezione individuale e 80 sfollagente, per un valore complessivo di circa 23.000 euro.
    Il generale Abdel Hussein Hassan Thames, comandante delle Forze di polizia per l’intera provincia di Dhi Qar, nel rivolgersi al responsabile del Ssr colonnello Renato Perrotti e al colonnello Paolo Maria Ortolani, comandante del reggimento carabinieri della Msu (Multinational Specialized Unit), ha sottolineato l’importanza della donazione e ribadito la volontà di “perseguire i comuni obiettivi per il supporto tecnico, addestrativo e logistico delle forze di sicurezza della provincia, al fine di una sempre maggiore e autonoma capacità di intervento nelle attività di prevenzione e controllo del territorio”.

    Fonte: Italfor Iraq

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  9. #9
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    "Nassiriya, il contingente italiano intensifica gli aiuti umanitari

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    Pagine di Difesa, 22 febbraio 2006

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    I militari del contingente militare italiano si sono recati in questi giorni presso la raffineria della provincia del Dhi Qar, a sud di Nassiriya. Scopo del sopralluogo, la consegna di un gruppo elettrogeno automatico, di ultima generazione, capace di erogare fino ad un megawatt di potenza. Il progetto, avviato nel novembre dello scorso anno su richiesta del direttore dello stabilimento, si è concluso con la consegna e la messa in opera dall’apparato che sarà in grado di assicurare la continuità della alimentazione elettrica necessaria a supportare, senza soluzione di continuità, le attività di raffinazione del greggio.
    Il sistema finora utilizzato, meno potente e di vecchia concezione, non era in grado di garantire l’immediata erogazione di energia elettrica che, nei periodi di “fermo macchina” conseguenti ai ripetuti black-out, costringeva il personale tecnico specializzato a drastiche riduzioni nella produzione giornaliera, in taluni casi fino al 40 per cento della capacità produttiva totale. Alla consegna del generatore, finanziato completamente con fondi italiani per un valore complessivo di oltre 150mila euro, era presente il direttore della raffineria, ingegnere Abdul Hasan Elewi e alcuni militari della cellula J9 dell’Italian Joint Task Force. Il direttore, affiancato dal proprio personale tecnico, ha molto apprezzato le potenzialità tecniche del generatore e si è detto particolarmente entusiasta e grato “per questo eccezionale contributo del popolo italiano”.

    I militari dell’IJTF-Iraq, comandati dal generale di brigata Natalino Madeddu, si sono anche recati in località di al-Islah - 30 chilometri a est di Nassiriya – per una distribuzione di aiuti umanitari. Gli uomini della cellula J9 (preposta alla cooperazione civile-militare), unitamente a quelli del Corpo militare della Croce Rossa, hanno consegnato, oltre a un ingente quantitativo di coperte e lenzuola, 80 scatoloni di vestiario, 2.000 chilogrammi di riso, 1.000 di zucchero e 650 di farina. Durante la distribuzione, avvenuta presso il City Council di al-Islah (che è anche sede della polizia locale), il presidente del Consiglio comunale, lo sceicco Khalid Hassan ha espresso sentimenti di gratitudine e soddisfazione ai militari del contingente italiano, a nome dell’intera comunità e sua personale, per il concreto aiuto fornito al popolo iracheno.

    E ancora, presso il dipartimento per l’Educazione di Nassiriya, si è svolta una donazione di viveri da parte dei militari del contingente italiano in Iraq. La delegazione militare, rappresentata dal Colonnello Giulio cacciatore, comandante del 6° Roa (Reparto operativo autonomo dell’Aeronautica militare), sempre con il coordinamento della cellula J9 dell’Italian Joint Task Force, ha donato circa ottomila chilogrammi di alimenti di vario genere, tra cui legumi, carne bovina in scatola, bibite e dolciumi. Ad accogliere gli uomini del contingente italiano alcune autorità locali e il direttore del dipartimento, professore Kheeralla Zahi, il quale, nell’esprimere la propria soddisfazione, ha avuto parole di profonda gratitudine: “Questo dono – ha detto il professore - così come gli altri finora ricevuti da parte dell’Italia, è importante e ben gradito. Auspico vivamente che il popolo italiano continui a supportarci nella via della ricostruzione”.

    Inoltre, gli uomini del generale Madeddu si sono recati in località di Alshgil Kifiga - 70 chilometri a sud di Nassiriya - per un’altra distribuzione di aiuti umanitari. Gli uomini della task force Alfa (su base 152° reggimento fanteria “Sassari”), hanno consegnato oltre 700 chilogrammi di viveri di vario genere (tra cui pasta, farina e zucchero), 100 banchi scolastici e un ingente quantitativo di cancelleria e vestiario. Durante la distribuzione, avvenuta presso la scuola del villaggio, personale medico e paramedico appartenente al Corpo militare della Croce Rossa Italiana in organico al contingente, ha effettuato numerose visite mediche a favore degli abitanti della piccola località. Il capo villaggio, Jibar Alì, ha espresso sentimenti di gratitudine e soddisfazione ai militari del contingente italiano, a nome dell’intera comunità e sua personale, per il concreto aiuto fornito al popolo iracheno.

    Infine, i carabinieri della Msu (Multinational Specialized Unit), unitamente a personale specializzato del Corpo militare della Croce Rossa, si sono recati in località an-Nasr - 60 chilometri a nord di Nassiriya - dove hanno provveduto alla distribuzione di 1.500 litri d’acqua, 300 coperte di lana, 300 lenzuola, 200 chilogrammi di pasta, farina e riso e una sedia a rotelle destinata al locale presidio ospedaliero. “Voglio ringraziare tutti voi per il concreto aiuto fornito alla nostra comunità”. Con queste parole, Basir Abid al-Hussein, vice presidente del City Council, ha espresso la propria gratitudine a tutti i militari del contingente italiano.

    Fonte: Italfor Nassiriya

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    "Iraq, la task force italiana punta su università e giustizia

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    Pagine di Difesa, 18 febbraio 2006

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    Si è conclusa il 16 febbraio, con una breve cerimonia, la fornitura da parte dei militari della cellula J9 (cooperazione civile-militare) del contingente italiano in Iraq di un ingente quantitativo di materiale didattico e di supporto scientifico a favore della università del Dhi Qar di Nassiriya.
    Il materiale (200 personal computer, 55 stampanti laser, 50 microscopi elettronici, 50 microscopi laser, 25 apparecchi per la videosorveglianza, 20 videoproiettori, dieci tavoli da disegno, dieci scissometri, cinque teodoliti, cinque distanziometri laser, cinque radiotrasmittenti, due plotter, due stazioni integrali e oltre mille supporti informatici per un valore complessivo di oltre 400mila euro) è stato donato dalla task force Iraq del ministero degli Affari Esteri italiano.

    L’iniziativa completa l’opera di ampliamento e ammodernamento delle potenzialità didattiche a favore del massimo istituto di formazione della provincia di Dhi Qar, che può vantare, tra i suoi iscritti, 6.500 tra uomini e donne per sei differenti corsi di laurea. All’evento, oltre ad alcune autorità locali, hanno presenziato il professore Riyadh Shental, rettore dell’Ateneo e, per conto del ministero degli Affari Esteri, l’ingegnere Paolo Ruffini.

    Nel quadro delle iniziative finalizzate al consolidamento delle istituzioni irachene, nello stesso giorno si è concluso un seminario rivolto a 12 magistrati inquirenti (paragonabili ai pubblici ministeri italiani) della provincia di Dhi Qar. L’attività è stata concepita, organizzata e condotta, in stretta collaborazione con la Courte House (Corte d’Appello) di Nassiriya, dal reggimento carabinieri della Msu (Multinational Specialized Unit) dell’Italian Joint Task Force Iraq.

    Durante il seminario, dal titolo “Tecniche investigative e gestione delle indagini complesse”, particolare interesse ha suscitato il confronto tra le tecniche di indagine e procedurali previste dal sistema giuridico iracheno e quelle in vigore nell’ordinamento italiano in cui la gestione delle indagini complesse attiene alla sfera di quella tipologia di reati comunemente assimilabili a quelli di natura associativa.

    All’apertura dei lavori i 12 magistrati sono stati ricevuti dal comandante della Forza, generale di brigata Natalino Madeddu e dal comandante del reggimento Msu, colonnello Paolo Maria Ortolani, i quali, nel congratularsi per la riuscita dell’iniziativa, hanno rievocato le antiche origini dell’ordinamento giuridico iracheno (risalente ai tempi della codificazione di Hammurabi) e di quello italiano (derivato dal diritto romano).

    Fonte: Italfor Iraq

    "

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