
Originariamente Scritto da
Der Wehrwolf
ROMA
Anche l'Italia non sfugge al problema della tubercolosi, dove tra il 1995 e il 2002 si sono registrati 4.215 decessi: secondo Antonio Cassone, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, "la situazione della tubercolosi nel nostro Paese è caratterizzata da una bassa incidenza nella popolazione generale, dalla concentrazione della maggior parte dei casi in alcuni gruppi a rischio e in alcune classi di età e dall' emergere di ceppi di TBC resistenti ai farmaci".
Cassone sottolinea inoltre l'importanza di riconoscere che "la storia naturale di questa malattia è cambiata negli ultimi anni, passando da malattia cronica o di riattivazione nell'anziano a problema del giovane adulto, molto spesso immigrato e infetto da HIV".
Nello specifico, l'Italia conta circa 7 nuovi casi ogni 100 mila abitanti ogni anno (dati relativi al 2004), cifra che gli esperti considerano un trend "sostanzialmente stabile negli ultimi anni". Nel periodo 1995-2004 la classe di età che presenta l'incidenza di tbc più elevata è quella degli over 65, dove si contano tra i 10 e i 17 casi ogni 100 mila abitanti; nei giovani tra i 15 e i 24 anni, invece, "l'incidenza è in leggero seppur costante aumento", mentre resta stabile anche nei bambini tra gli 0 e i 14 anni.
Inoltre, dal 1999 al 2004 i casi di tbc registrati negli immigrati hanno rappresentato nel complesso il 30% di tutti i casi notificati nel nostro Paese, fotografando un aumento soprattutto nelle classi di età giovani e adulte.
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 08/06/2006 16

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