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IL CASO IN DUE ACCUSATI DI RAPINA: LA STRAPPARONO DALLE MANI DELLA SALTI
Rischiano grosso Chiara e Michele: una condanna per rapina, per cui il codice penale prevede la reclusione da tre a dieci anni. Seduti in aula 45, ieri mattina, c’erano due giovani che potrebbero finire in galera per una bandiera. Il fatto risale al 2004, più precisamente al primo maggio di due anni fa: al corteo che si sta formando in piazza Vittorio, per poi sfilare in via Po e via Roma, vogliono partecipare anche alcuni consiglieri e simpatizzanti di Forza Italia
(anche perchè il primo maggio e la festa dei lavoratori e non una festa monocolore di marca comunista, oltre ad essere un loro diritto n.d.r.) . Il gesto viene vissuto come una provocazione politica e al gruppo viene «consigliato» con fermezza di lasciar perdere e andarsene (ecco qual'è il loro concetto di libertà e democrazia n.d.r) . Loro insistono, decidono di partecipare ugualmente e si infilano in mezzo al corteo. Vogliono sfilare, e lo vogliono fare sventolando le loro bandiere bianche e azzurre tra la massa di quelle rosse (vogliono giustamente esercitare un loro diritto n.d.r.) . È questione di secondi: la decina di «azzurri» viene circondata, e Tiziana Salti, consigliere comunale Fi, viene spintonata e strattonata mentre le viene strappata la bandiera dalle mani. Rapina, ma non solo, anche lesioni personali (sono dieci i giorni di prognosi per la Salti) e violenza privata. Ora, a rispondere dei tre capi d’imputazione, ci sono Chiara e Michele, indicati come i principali colpevoli dell’aggressione e autori della rapina. Chiara, 29 anni, laureata in storia del cinema e lavoratrice «precaria» in alcune case editrici. Michele, 27 anni, laureato al Dams in letteratura teatrale e tecnico di scena. Entrambi potrebbero trasformarsi, nel giro di qualche udienza, in rapinatori, con un bel macigno a pesare sulla fedina penale e sul futuro. Del resto, sporta la denuncia, la legge non può fare differenze: se con minacce o violenza alla persona ci si impossessa di beni mobili altrui, sottraendoli a chi li detiene, il reato è quello della rapina. Che siano milioni o bandiere. Nel corso delle udienze, di fronte al collegio presieduto dal giudice Giovanni Cotillo, si dovrà verificare, anzitutto, se a spintonare il consigliere comunale e a strappare la bandiera siano stati effettivamente Chiara e Michele. Se fosse così, la difesa dei giovani, rappresentati dagli avvocati Roberto Lamacchia e Stefano Cavallito, cercherà per lo meno di far cadere il reato di rapina. Chiara e Michele continuano a essere fiduciosi e sono convinti che riusciranno a spiegarsi e ad aprire un dialogo con la controparte, per una conciliazione benevola della vicenda. ( io fossi il giudice applicherei lo stesso concetto di giustizia che li ha spinti ad aggredire un militante di opposta fazione n.d.r.)
Salti a picchiarmi furono in 40
continuerà in autunno il processo a due giovani accusati di rapina (una bandiera di F.I) e lesioni
nei confronti del consigliere comunale azzurro, Tiziana Salti. L'agressione avvenne al corteo del 1° maggio 2004 e non sarebbero stati solo, Chiara e Michele, i due giovani imputati ad aggredire la donna, ma un gruppo di 30-40 persone col viso nascosto da passamontagna.
(come al solito le merde non si smentiscono mai salvo poi lavarsi la bocca dando del fascista a chi non la pensa come loro o non si piega alla loro logica n.d.r.)
<<Sono stata picchiata, spintonata, ingiuriata, offesa - scrive Tiziana Salti, in una lettera - Al termine del "servizio", questi signori mi hanno strappato le bandiere di forza italia che tenevo arrotolate sotto il braccio. Ho preso pugni, calci, mentre qualcuno mi teneva ferma cingendomi da dietro. Poi hanno cercato di trascinarmi dentro il centro del corteo, presumibilmente per potermi picchiare ancora, ma sono stata salvata dal pronto intervento della Digos. Perchè un tale accanimento nei miei confronti? Uno dei signori col passamontagna, evidentemente, mi ha riconosciuto quale consigliere comunale di F.I.e infatti mi ha gridato:" Salti, bastarda, tu non dovresti essere qui">>. (Magari la merda in questione non sa nemmeno cosa voglia dire andare a lavorare n.d.r.)
Per l'aggressione, spiega il consigliere di F.I., <<sono stati rinviati a giudizio soltanto due degli assalitori, perchè gli unici riconoscibili in quanto gli altri erano a volto coperto>>.Tiziana Salti aggiunge che << la violenza maggiore è stata quella di dover subire una limitazione nell'esercizio della democrazia>>. Ieri a seguito dell'articolo apparso sulle pagine de La Stampa, racconta il consigliere, <<sul mio citofono è stata disegnata una falce e martello e ho ricevuto una lettera piuttosto minacciosa in cui mi si consigliava di conciliare, cioè di raggiungere un accordo con gli imputati>> (era questo particolare cherendeva fiduciosi i due imputati per una soluzione conciliatoria tra le parti? n.d.r.)
Foto d'archivio
(I pacifici picchiatori, vanno alle manifestazioni con le bandiere della pace, parlano di pace, si fanno le canne (forse in cerca di quella pace che non si capisce bene che cazzo di fine abbia fatto), parlano di amore libero ma è solo libero sesso, più che per libera scelta per scelta obbligata, essendo privi di valori morali si costruiscono dei valori materiali , parlano di libertà ma solo per loro e per chi la pensa come loro, parlano di democrazia pensando ai soviet, il loro motto è peace & love, mentre spaccano le vetrine di un Mc Donald e poco importa se dentro ci sono mamme e bambini, incendiano cassonetti dell'immondizia, auto e poco importa se quella è l'auto di un operaio che ha appena firmato 60 rate per pagarla, picchiano gli oppositori l'insulto è oramai una prassi, li minacciano e poi candidamente confidano nella giustizia, tanto sanno che con un governo rosso, Magistratura Democratica li giudicherà con gli occhi di un padre buono e facile al perdono, in fondo sono dei ragazzi anche se un po' figli di puttana............)
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le note tra parentesi e marcate in rosso sono del webmaster gli articoli sono stati presi su La Stampa Web






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