Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Amnistia: Bocchino, Governo Vari Piano Edilizia Carceraria

    AMNISTIA: BOCCHINO, GOVERNO VARI PIANO EDILIZIA CARCERARIA


    Roma - “E’ da incoscienti pensare di risolvere il problema delle carceri attraverso un provvedimento di amnistia. Se il governo vuole avanzare una proposta seria per risolvere la questione del sovraffollamento, vari un piano di edilizia carceraria, ricorrendo eventualmente al project financing nel caso in cui lo Stato non avesse le necessarie risorse”.
    E’ quanto dichiara Italo Bocchino, deputato di Alleanza Nazionale.

    “A me sembra -. prosegue Bocchino – che, agitando la prospettiva di una amnistia, il Guardasigilli Mastella stia soltanto creando false aspettative nei detenuti, usurpando una prerogativa del Parlamento, cui spetta la competenza in materia, e, peggio ancora, tentando di risolvere, per vie poco ortodosse, i problemi giudiziari di qualche suo amico”.

  2. #2
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    LA RUSSA, CONTRARIO A GESTO CLEMENZA
    MOTIVAZIONE NON PUO' ESSERE AFFOLLAMENTO CARCERI


    Roma — «Preciso che la mia posizione è in questo momento sicuramente contraria all'introduzione dell'amnistia e dell'indulto». Lo dice il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa, intervistato dal quotidiano on line 'Affaritalian.it'. «Anche se concettualmente non sono contrario in ogni occasione e sempre, ritengo infatti che l'istituto dell'amnistia e dell'indulto non vada abolito, non credo che in questa situazione —spiega l'esponente di via della Scrofa— vi siano le condizioni per approvarla. Non è sicuramente un elemento di emergenza, mentre pare che per il governo la cosa più importante sia l'amnistia. Non è mai e ripeto mai condivisibile un'amnistia che abbia come ragione lo svuotamento delle carceri, perchè dopo tre mesi si riempirebbero nuovamente. Semmai a quel problema bisogna rispondere migliorando nettamente le condizioni dei detenuti. Certo non oggi si può immaginare un'amnistia e sono fermamente contrario. Si potrebbe ipotizzare solo in un quadro compiuto di riforme che rendano certa la sicurezza dei cittadini e che sia da contraltare a un cambiamento normativo che noi avevamo cominciato a fare ma che la sinistra addirittura vuole cancellare. Quindi ci vorrebbe un pacchetto ulteriore di riforme. Al contrario, in queste condizioni —ribadisce in conclusione La Russa— sono fortemente contrario».

  3. #3
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    "A mio avviso un intervento di clemenza va fatto".

    Lo ha dichiarato oggi l'ex ministro Gianni Alemanno, ospite a "Omnibus". "Sono piu' vicino alla posizione di Matteoli e non da oggi - ha detto Alemanno, riferendosi alle dichiarazioni del capogruppo al Senato - e fin dalla visita di Papa Giovanni Paolo II alle Camere mi sono sempre espresso in termini favorevoli ad un provvedimento di clemenza". Per quanto favorevole all'amnistia, l'esponente di An non risparmia una critica al ministro Mastella.

    "Sarebbe stato opportuno che il ministero convocasse un tavolo di rappresentanti dei partiti per vedere se c'e' la maggioranza dei due terzi, facendo questo dibattito meno sui giornali e molto di piu' all'interno dei partiti" perche', ha sottolineato, "l'effetto annuncio potrebbe essere disastroso".

    Alemanno ha annunciato che Alleanza Nazionale discutera' del provvedimento annunciato da Mastella nei prossimi giorni: "mi auguro che dall'esecutivo di mercoledi' venga fuori una posizione comune equilibrata".

  4. #4
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    Oggi in Italia
    Servizio speciale realizzato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri



    AMNISTIA: GASPARRI, POSIZIONE UFFICIALE AN E' PER IL NO
    (AGI) - Roma, 7 giu - "Sull'amnistia la posizione che Alleanza Nazionale ha piu' volte ufficialmente espresso in Parlamento, e' ovviamente quella del no" - ha dichiarato Maurizio Gasparri dell'Esecutivo di Alleanza Nazionale. "Tale giudizio negativo - spiega Gasparri - ha riguardato anche l'ipotesi di indulto.
    Indubbiamente in un grande e libero partito e' piu' che lecito registrare posizioni diverse. Ma Alleanza Nazionale in quanto tale, ha sempre assunto una posizione molto precisa a difesa dei principi di legge e di ordine. Anche la discussione che si e' riaperta - prosegue Gasparri - non potra' non vedere il nostro partito attestato su queste posizioni che sono quelle che i nostri militanti, il nostro elettorato e l'opinione pubblica si aspettano vengano interpretate e sostenute con determinazione e convinzione in Parlamento e nel Paese".(AGI) Red/Lam 071029 GIU 06 .

  5. #5
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    intervista con il segretario del Libero sindacato di polizia
    di Vincenzo Nardiello


    «Il partito dei buonisti è da tempo all’opera per tentare di far passare l’amnistia. Ora che il terreno è più fertile e che il Guardasigilli si è detto favorevole davanti ai detenuti... Ma tra i poliziotti c’è molto malcontento». Antonio De Lieto, segretario nazionale del Lisipo (il Libero sindacato di polizia), è amareggiato: «Hanno concesso la grazia a tempo record a Bompressi, la daranno a Sofri e tutto lascia pensare che proseguiranno su questa strada».


    I sostenitori dell’amnistia però affermano che il provvedimento è necessario per risolvere il sovraffollamento delle carceri.
    «L’amnistia non servirà a risolvere questo problema se non solo temporaneamente. Siccome ci troviamo davanti a criminali incalliti, una volta usciti torneranno a delinquere. Il risultato sarà duplice: da un lato dopo un certo periodo di tempo torneranno dentro e saremo punto e a capo; dall’altro i cittadini onesti, che pagano le tasse per avere sicurezza dallo Stato, riceveranno l’ennesimo schiaffo e saranno meno sicuri».


    Ma il problema del sovraffollamento resta. Come si risolve?
    «Costruendo nuove carceri».

    Bella forza, il Governo risponde che non ci sono i soldi. Come la mettiamo?
    «E siccome non ci sono i soldi noi che facciamo?
    Spalanchiamo le porte delle carceri per rimettere in circolazione i delinquenti?».

    Cosa dovrebbe fare il Governo?
    «Ha cinque anni di tempo per darsi delle priorità, durante i quali può accantonare risorse per risolvere in maniera stabile e duratura il problema del sovraffollamento. I detenuti sono esseri umani e hanno diritto a vivere dignitosamente negli istituti di pena, ma la soluzione non è metterli fuori».

    Insomma, quest’amnistia non vi piace proprio...
    «Per nulla, e tra i poliziotti c’è grande malcontento per le parole che i nostri politici come Andreotti e Mastella hanno pronunciato a Regina Coeli. In questo momento, con la criminalità che alza il tiro, lo Stato dovrebbe usare il pugno di ferro, non mostrare debolezze».

    Lei diceva che per una decisione del genere il momento «è ora più fertile»: a cosa si riferiva?
    «Al clima politico generale. Non è un mistero per nessuno che la sinistra più estrema sia favorevole all’amnistia. Hanno dato la grazia a Bompressi a tempo di record».

    E tra poco arriverà anche quella a Sofri.
    «Sì, e tutto lascia pensare che andranno avanti. Però il Presidente deve ricordare che nelle carceri ci sono anche poliziotti detenuti per fatti attinenti al servizio. L’impressione è che i delinquenti vengono messi fuori e gli agenti restano dentro».

  6. #6
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    MASTELLA TROVA LA PEZZA. MA E' PEGGIO DEL BUCO
    Non è così che si risolve il problema dell'affollamento delle carceri
    di Dario Denni

    Il ministro Mastella ha trovato la soluzione per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Aprire le sbarre ai detenuti attraverso un piccolo stratagemma giuridico meglio noto con il nome di amnistia. Anche se molti non capiscono bene quale sia la differenza tra amnistia ed indulto è sufficiente un seme di curiosità umana che dovrebbe spingere ciascuno di noi a fare una ricerca e a documentarsi (Art 79 Cost). Qualora ciò fosse impossibile è bene tenere conto del fatto che questi provvedimenti di clemenza possono essere anzitutto interpretati come una rinuncia dello Stato a perseguire determinati reati. E non ha senso spiegare oggi quale vuol essere il significato di questi provvedimenti se politicamente è già chiaro che vengono adottati sotto la spinta di emergenze sociali che riflettono una sostanziale incapacità di gestire il problema dei luoghi di restrizione. C'è da dire che spesso lo Stato ha abusato di questi strumenti che la Costituzione mette a disposizione con finalità assai diverse da quelle che muovono oggi la maggioranza che le ha determinate.

    Tutto sommato può essere un beneficio alleggerire i penitenziari ma a fronte di questo immediato vantaggio ci sono ben altri inconvenienti. A cominciare dal fatto che laddove si va a svilire il senso e la funzione sociale della sanzione penale è evidente che questo atto va a incidere sull'efficacia deterrente della pena. Questo significa che da un lato si perde la funzione rieducativa del carcere per il reo. E dall'altro si lascia intendere una sostanziale inefficacia punitiva dell'intero apparato penalistico statuale.

    Io non credo di essere l'unico a rimanere interdetto di fronte alla cancellazione completa di intere fattispecie di reato ma se così sarà possiamo ampiamente prevedere un forte innalzamento della criminalità nel nostro paese. È vero: l'ordinamento funziona bene quando non ha bisogno di misure repressive per essere rispettato. Ma questo riguarda l'ordinamento ideale, cioè quello dove tutti i consociati rispettano le leggi e non commettono reati. Ovviamente la realtà è ben diversa e offre un quadro tale per cui di fronte a un comportamento deviante è necessario che segua un forte segnale di censura che ripristini la pacifica convivenza tra i cittadini.

    Le strategie per poter concorrere al medesimo risultato possono agire in due modi: sia colpendo il fatto di reato sia agendo direttamente sulla pena. Quindi seguendo questa logica, accade che quello che prima era un reato, per effetto del provvedimento non è più una fattispecie penalmente rilevante. Oppure si va a convertire il tipo di sanzione, da penale a amministrativa (cd 'depenalizzazione'). In questo caso il ministro della giustizia Mastella non ha usato perifrasi e non ha usato mezzi toni. Ha detto con chiarezza che qualora l'intera vicenda fosse dipesa direttamente dalla sua stretta volontà si sarebbe già emanato un provvedimento capace di estinguere certi reati, ad esempio tutti quelli puniti con una pena di reclusione, diciamo... fino a tre anni, tanto per intenderci. Ecco questo fatto gravissimo che importa la responsabilità politica dell'intero governo, strumentalizza le parole che furono pronunciate da Giovanni Paolo II durante la sua visita alla camera dei deputati e trascura che quelle parole portavano con se anche il desiderio di salvaguardia di certi valori che vengono costantemente calpestati da chi fa politica a sinistra e si improvvisa garante di una unità nazionale che non rispecchia il risultato delle urne. E questa finissima ironia la voglio dedicare tutta a chi ieri ha preso tra le mani il nastro tricolore poggiato sulla corona di alloro in onore dei nostri caduti.
    Lui ha un potere su cui si poggia la formale emanazione di un provvedimento di amnistia. Spero che la veneranda età guidi la sua mano a negare senza indugio l'accordo a simili provvedimenti. Un reato ha ragione di essere estinto solamente quando il nostro ordinamento reale ci fa capire che non ha più senso punire chi è autore di una fattispecie che non è più avvertita come penalmente rilevante e socialmente pericolosa. Ma cosa più sbagliata è adottare simili provvedimenti con finalità del tutto sconvenienti rispetto ai danni che subirebbe lo Stato qualora decidesse di emanare provvedimenti svuota carceri e chiudi processi.

    Questo dimostra che quando si è di fronte al problema, raramente da sinistra riesce a dare risposte adeguate. Molto più spesso cerca la via di fuga con strumenti che hanno una precisa valenza in relazione a certi casi. Ma che risultano assolutamente dannosi in altri.

  7. #7
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    [quote=Dottor Zoidberg]intervista con il segretario del Libero sindacato di polizia
    di Vincenzo Nardiello

    «Il partito dei buonisti è da tempo all’opera per tentare di far passare l’amnistia. Ora che il terreno è più fertile e che il Guardasigilli si è detto favorevole davanti ai detenuti... Ma tra i poliziotti c’è molto malcontento». Antonio De Lieto, segretario nazionale del Lisipo (il Libero sindacato di polizia), è amareggiato: «Hanno concesso la grazia a tempo record a Bompressi, la daranno a Sofri e tutto lascia pensare che proseguiranno su questa strada».

    Ma il problema del sovraffollamento resta. Come si risolve?
    «Costruendo nuove carceri».


    Bingo era ora che qualcuno si schierasse contro il partito del buonismo. Vedo che non sono l'unico che vuole più carceri e ciò mi consola.

 

 

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