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Originariamente Scritto da McFly
La collocazione è il centrosinistra, ma senza essere subalterni a NESSUNO!!
Questo sarebbe un bel discorso, ma l'unico posto dove è in corso un briciolo di dibattito è proprio il MRE.
Gli altri pensano solo agli interessi loro. Noi invece stiamo imbastendo un minimo di confronto interno disinteressato; non perché siamo più bravi, ma perché di interessi non ce ne abbiamo manco l'ombra.
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Citazione:
Originariamente Scritto da LUCIO
Questa è la madre di tutte le stronzate.
Tu da dove vieni? se tu vieni da un altro partito e sei stato 'fulminato' repubblicano da poco, non è colpa mia!
Quello che ho detto è verità sacrosanta ed incontrovertibile per il 95% di noi!!
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Anche questi hanno un sito migliore del nostro!!
(NB vi ricordo che "questi" alle politiche senza saper ne leggere ne scrivere ci hanno battuti tranquillamente pur essendo arrivati all'ultimo momento e non avendo mai sgomitato su un palco per un posto vicino a prodi:
PSDI 57,339 0.13%
Repubblicani Europei 51,001 0.12%
Partito Repubblicano Italiano 45,133 0.10% )
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graficamente ci vorrebbe un pò + di verde in quel blog...:o
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io lo visitato molto interessante
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Il verde fa molto legaiolo!
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Citazione:
Originariamente Scritto da McFly
Quello che ho detto è verità sacrosanta ed incontrovertibile per il 95% di noi!!
No, non è vero.
E non solo non è vero ma gli iscritti MRE che vengono da una militanza PRI recente (diciamo dagli anni '90 in poi) sono solitamente quelli che creano problemi, quelli che hanno meno sensibilità per la democrazia interna, quelli solitamente meno presentabili all'esterno, quelli meno propensi a lavorare seriamente e più propensi alle "alchimie" politiche.
Per fortuna è ogni anno maggiore il numero degli iscritti che -magari per semplici motivi anagrafici o magari per precisa scelta di un tempo- NON sono dei fuoriusciti PRI.
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Citazione:
Originariamente Scritto da McFly
Tu da dove vieni? se tu vieni da un altro partito e sei stato 'fulminato' repubblicano da poco, non è colpa mia!
Io sono sempre stato repubblicano.
E' il PRI che non lo è quasi mai stato.
Fondarlo fu un atto di protervia, una esplicita contraddizione degli insegnamenti mazziniani; la sua politica dal dopoguerra agli anni '90 fu troppo ispirata ad un tecnicistico buongoverno e quasi sempre lontana dai principii teorici. Il PRI degli anni '80 fu il partito della pura mediazione e della moderazione come sistema. L'ho sempre votato -benché fossi schifato da alcune scelte come alleanza elettorale con i Liberali-, ma non ho mai ritenuto dignitoso impegnarmici personalmente.
Bari nel 2001, l'ho detto già altre volte, è stato per me un sollievo.
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dibattere fa sempre bene ,
comunque io sono un ex iscritto PRI vendemmia 1975 ( di tessera non di nascita purtroppo) sarei felicissimo se tanti e validi amici che erano iscritti con me venissero da noi, di altri ex iscritti faremo benissimo a meno , che con noi non hanno più nulla a che fare ( a parte, forse, una birra il 9 febbraio), e sono felicissimo tutte le volte che c'è solo la lontana possibilità che venga con noi un amico con radici diverse , ma che ora la pensa come noi.
C'è qualcune che la pensa diversamente ?
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Citazione:
Originariamente Scritto da lucrezio
C'è qualcune che la pensa diversamente ?
Sono d'accordo con te.
Io ho seguito il PRI sin da Spadolini, ero "in fasce" allora, avevo circa dodici anni e aspiravo a fare il giornalista, così come un bambino può aspirare a fare il dottore, il pompiere o il calciatore.
Questo mi portava però a sfogliare i quotidiani e a leggiucchiare qua e là in modo disordinato ma, stando a quello che ancora mi è rimasto impresso delle vicende di quegli anni, non proprio disinteressato.
Spadolini mi piaceva, era simpatico (soprattutto fisicamente), e non era democristiano. A casa mia si parlava spesso di politica, soprattutto con mio padre, che era un libero pensatore, di quelli che turandosi il naso votava Dc, ma che si rifiutava categoricamente di prendere qualunque tipo di tessera, sebbene il suo livello professionale, in un certo senso, lo richiedesse.
A scuola masticai un po' di politica, essendo finito al Tasso, liceo notoriamente dominato dagli intellettuali di sinistra, e dai loro figli degeneri con la kefiah al collo e il berretto di Che Guevara. Tra i miei amici storici, il più a destra era del PCI, guardato con diffidenza dagli altri, affascinati da Mario Capanna e Democrazia Proletaria. Uno di loro cercava addirittura complici per gambizzare a sprangate Ugo Intini, allora servile portavoce di Bettino Craxi....
Io al confronto, ero quello di destra. Il marziano del gruppo, quello tollerato solo per questioni affettive, e perché in fondo insieme ci divertivamo un sacco. Avevo semplicemente simpatie repubblicane, e seguivo con interesse un bravo tribuno delle assemblee scolastiche, tale Enrico Laurelli, repubblicano dichiarato, l'unico che si degnava di cantare fuori dal coro, e che solo per questo veniva accusato di complottare coi "fasci".
Con l’inizio dell’università decisi di seguire la politica più da vicino e mi iscrissi al PRI (il mio edicolante mi suggerì di prendere la tessera, come lui) e all’FGR, dove lo stesso Laurelli aveva appena finito di rivestire il ruolo di segretario romano. Purtroppo la sua figura mi è crollata col tempo in caduta libera: oggi lo troviamo sugli schermi del Tg4, a fare i servizi per Emilio Fede.
Ero un supporter entusiasta di Giorgio La Malfa e del suo partito degli onesti. Nel PRI ci ho creduto, e ho fatto il militante, il soldato, l’attacchino, il banchettaro. Nell’ultimo periodo in FGR ebbi anche un incarico di responsabile universitario, e partecipavo alle riunioni della Direzione romana. Tutt’oggi considero quel gruppo come un’eccellenza rara: Diego Massari, Francesco Maiolo, e il segretario cittadino di allora, Arturo Capone, un esempio di intelligenza e di capacità politica, oltre che di gentilezza e di buoncostume. Tutto questo si infranse sotto i fendenti dell’ondata giustizialista, che tutti allora condividemmo, e che colpì anche il cuore del partito. L’Fgr di Roma, al suo ultimo congresso (credo fosse il ’93), decise di dissociarsi dal PRI. Fu il suicidio, ci cacciarono da Corso Vittorio, e le strade di ognuno cominciarono a diramarsi. Io seguii per un po’ Alleanza Democratica. Poi le scelte centriste di La Malfa, ormai screditato dagli avvisi di garanzia, sommata alla reggenza debole di Giorgio Bogi, alimentarono un senso di ripulsa e di disaffezione che mi allontanarono da questo mondo.
Seguii le vicende repubblicane dai trafiletti dei quotidiani, ma rimasi di fatto orfano della politica attiva. E ci rimasi a lungo, sebbene nei nove anni che sono passati avessi maturato non solo una coscienza laica molto forte, ma anche una maggior consapevolezza degli ideali di Giuseppe Mazzini, della cui figura rimasi sempre più affascinato. In poche parole scoprii di essere repubblicano sul serio, da persona matura, proprio quando il PRI era ormai altra cosa da me. In questo mi riconosco abbastanza con quanto scrive Lucio. Anche se non ne condivido la preclusione nei confronti di chi proviene dal partito storico. Che piaccia o meno, la madre di tutta la nostra storia passata e recente è il Partito Repubblicano. Questo non si può disconoscere o rinnegare.
Comunque rientrai, dopo che l’assenza dalla politica mi aveva macerato dentro (perché la politica uno se la sente addosso, c’è poco da fare, è una sorta di malattia) quando scoprii casualmente dell’esistenza di un movimento repubblicano schierato a sinistra contro Berlusconi.
E da lì ad oggi, eccoci qua.
Scusate l'amarcord, ma mi sono lasciato un po' trasportare....