"Parmalat, banche erano complici"
Da Procura 15 avvisi di fine indagine
Quelli di Parmalat erano "bilanci palesemente falsi" eppure le banche erano indaffarate a piazzarne i bond ai risparmiatori. Non sono supposizioni ma l'accusa mossa dalla Procura di Parma a 14 istituti di credito più Standard & Poor's, ipotizzando per 65 persone (tutti destinatarie di altrettanti avvisi di fine indagine) il reato di concorso in bancarotta fraudolent. Secondo il procuratore capo Laguardia le banche hanno contribuito al collasso.
CABOTO-INTESA e UBM-UNICREDIT
Sono gli istituti di credito che consentivano a Collecchio di aver accesso a ingenti risorse finanziarie, passando anche dal retail, ossia il mercato dei piccoli risparmiatori sui quali veniva riversato tutto il rischio. Secondo i pm per Unicredit e Intesa questo tipo di rapporti erano "fonti di lauti profitti". Intesa sapeva dei bilanci falsi di Parmalat perché era una sua società a scontare le promissory notes false emesse da Wishaw Trading, il cosiddetto "braccio operativo" di Tanzi in Uruguay.




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