Visualizzazione Stampabile
-
"dalla svendita dei beni ecclesiastici e demaniali, che non convertì certo gli acquirenti borghesi in moderni imprenditori agrari (anche se i loro risparmi bancari contribuirono a quella che i marxisti chiamano l’<accumulazione primitiva>) all’insorgere della cosiddetta questione meridionale’;"
Da qui in poi il nostro storico conformista scende nel particolare.
Quei beni ecclesiastici e demaniali non erano altro che suoli di possesso (si badi bene non di proprietà esclusiva come si intende oggi in termini liberal capitalistici) ecclesiastico o statali MESSI AL SERVIZIO del popolo meridionale. Quei terreni non erano l'oggetto di "compravendita garibaldina" (voi mi aiutate a cacciare il borbone e io vi do la terra ) ma erano terreni gia di uso pubblico. La grande tradizione europea del "bene comune" si estrinsecava al sud attraverso L'USO CIVICO DEI BENI. i LIBERALI PIEMONTESI questo non potevano permetterlo in quando era contrario al principio liberale della proprietà privata che Marx in quegli stessi anni analizzava e criticava. In merito all'accumulazione primitiva di capiatle il nostro storico non dice che la terra dei meridionali venne venduta ai meridionali i cui soldi serviti per acquistarla andaro a creare accumulazione di capitale al nord e non al sud. Basterebbe solo questa ragione a far capire perchè i borghesi non si trasformarono in "imprenditori agricoli" , cioè per fare l'imprenditore bisogna avere capitali, ma se quei capitali li abbiamo usati per acquisire i terreni il passo successivo resta impossibile. Ma le ragioni per cui non si ebbe al sud la nascita di una borghesia "moderna" vanno cercate anche altrove ed non con il solo materialismo storico di stampo marxista. Per sintesi potremmo risalire alla differenza fra il Feudo Longorbardorum presente al sud e il feudo Francorum presente al nord . Due concezione di intendere il vassallaggio che per più di mille anni hanno segnato definitivamente un diverso modo di pensare fra il nord ed il sud dell'Italia. Ma il discorso sarebbe molto più lungo e meritevole di approfondimento proprio in quel contesto scolastico in cui il nostro professore conformista agisce.
Per chiudere il nostro prof attribuisce alla mancata trasformazione dei latifondisti in imprenditori la nascita della questione meridionale......sempre la solita storia......con la s minuscola. Per l'ennesima volta se il sud non ebbe vantaggi dalla "bella unità" fu colpa dei meridionali. Le colpe di don Rodrigo e di don Abbondio si sa furono di Renzo.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da Princ.Citeriore
Io sonon di Nvceria, e tu ?
+
ps
se abiti in zona avrei mlt materiale "propagandistico" da darti !
contattami in pvt o sulla mial del sito ke vedi indicato sotto il mio nick, danke !
Io sono di Castrum ad mare Stabiae.
-
"dagli obblighi imposti dall’acquisito status di grande potenza(spese per gli armamenti, impegni di politica estera, accresciuto senso di insicurezza etc.)"
Il nostro professore da per scontato ciò che scontato non è. Primo l'Italia non aveva nessu statuto di grande potenza, infatti sino al fascismo l'Italia fu soprannominata l'ITALIETTA RISORGIMENTALE, secondo parla di Obblighi Imposti. Da chi imposti non lo dice, ma snocciola 2 o 3 esempi molto particolari. Spese per gli armamenti? Per fare la guerra a chi e per difendere cosa? Certo non gli interessi del sud che da un mediterraneo pacifico traeva le sue ricchezze commerciali. Impegni di politica estera? L'UNICO impegno estero certo era che i Savoia dovettero pagare i debiti ai banchieri. Sull'accresciuto senso di sicurezza , stenderei un velo pietoso, in quanto solo per citare il sud , i Patrioti meridionali costrinsero il Savoia a tenere in pianta stabile al sud più soldati che alla frontiera con l'Austria.
-
"alla mancata trasformazione in cittadini di popolazioni rurali premoderne che conoscevano, sì, la miseria ma venivano ignorate da governi lontani e neghittosi—ovvero lasciate in balia di signorotti e notabili locali spesso ignoranti e prepotenti ma pur protettivi all’interno di codici clientelari."
Sempre sulla stessa falsa riga di dare per scontato cose che scontate non sono: Primo Perchè noi meridionali dovevamo "trasformarci" il nostro prof non lo dice (mi sembra di sentirlo a Massimo Troise in -il caffe mi rende nervoso- sempre con sto fatto che Napoli debba cambiare). Secondo ; la miseria proprio al sud era meno nera che in tutto il resto d'Italia. Terzo Noi meridionali eravamo gli unici in balia di signorotti locali? Ma il nostro prof l'ha letto il Manzoni? Mi sa che ha confuso il lago li Como per il Golfo di Sorrento.
-
"Parlando delle <manifestazioni di recupero dell’identità meridionale—non solo borbonica—che precedette e successivamente avversò l’Unità d’Italia>, Paolo Mieli, ad esempio, ha criticato Giuseppe Galasso <il quale ha bollato questo genere di iniziative come per metà folcloristiche e per metà di nessuno spessore culturale>."
Il regime culturale si sgretola e il nostro prof cerca di mettere un tampone. Il piacere sottile con cui cita la risposta di Galasso non è trascurabile. Il conservatorismo con cui il Prof le tesi conformistiche è nell'impegno pari solo alla sua capicità di conservare un ruolo (ben pagato) all'interno di quello stesso conformismo.
-
"Una <serena discussione> con i promotori di tali iniziative, ha rilevato, va pur fatta. E va <fatta nello spirito di chi è disposto a riconoscere qualche torto dei vincitori e qualche ragione dei vinti. Che è lo spirito giusto per occuparsi, bene, di storia>."
Da notare come l'ABC di come si dovrebbe fare storia viene fatta passare per una concessione ai "poveri" meridionali affamati di libertà.
-
"Nulla da eccepire sul piano del metodo, sennonché ,ci si chiede, i grandi meridionalisti del passato—dal liberal-conservatore Giustino Fortunato al comunista Antonio Gramsci—non avevano già ricordato, spesso con un’efficacia stilistica pari alla passione etico-politica che li animava, le ragioni dei vinti? O ve ne sono altre che ad essi sfuggivano e che la nuova storiografia non pregiudizialmente antiborbonica sta facendo emergere?"
Il nostro prof cerca di confondere "l'elenco cronologico degli eventi" con le "ragioni della storia". Certo i meridionalisti di igni tempo hanno gia da tempo rivelato agli "addetti ai lavori" le atrocità del risorgimento, ma le pregiudiziali ideologiche di Gramsci e Fortunato hanno macchiato le interpretazione delle ragioni! Quindi non è la pregiudziale antiborbonica che ha velato l'interpretazione delle ragioni della storia , ma le ideologie dell'ottocento. Fuori dalle ideologie gli identitaristi oggi interpretano le "ragioni" dell'unità come un ulteriore assassinio verso le identità dei popoli. Ecco le novità caro storico legato al passato.
-
"In realtà, dietro tanto odierno fervore revisionistico, vi è qualcosa che con la ricerca e la scienza non ha nulla a che vedere: la rimessa in discussione dell’unità d’Italia, con lo scontato ritorno del vieto ritornello della conquista regia."
Beh? Ed anche se fosse? Credo che uno storico non debba indagare sulle ragioni del fervore, ma sulle ragioni della storia. Quì i due pesi e due misure sono evidenti. Si scandalizza che "ignoranti" pubblicisti indagano oltre al velo pietoso del risorgimento patriottardo , ma non si scandalizza che alla base della ricerca "sin ora" non ci sia stato il fervore di ricercare la verità. Se si cerca la verità è fervore?Se si parla dei drammi meridionali nel risorgimento e il solito ritornello? Caro profesore ma di cosa vogliamo parlare in una lezione di storia? CONFORMISMO CONFORMISMO CONFORMISMO INTERESSATO
Vieto ritornello cosa significa?
-
" Beninteso, nessuno nega che i piemontesi abbiano avuto, per così dire, la mano pesante: dalla repressione di quella autentica guerra civile che fu il brigantaggio meridionale ai nuovi pesi fiscali imposti alle due Sicilie, dalla carta bianca concessa alle ciniche borghesie emergenti (i Calogero Sedara del Gattopardo) alla netta subordinazione delle campagne del Sud alle esigenze dello sviluppo industriale del settentrione."
Come NESSUNO NEGA????????? Donne incinte, cardiopatici, stanchi telespettatori da troppi reality SEDETEVI. Il nostro professore l'ha sparata grossa! Ma come nessuno nega?????? Stiamo discutendo appunto di questo o no? La nostra stesssa esistenza come meridionalisti è il FRUTTO DELLA NEGAZIONE. Scrivemmo qualche tempo fa che il mondo "culturale" patriottardo usera proprio questa tattica per "sminare" l'esplosività del meridionalismo. Ma se ci sono voluti più di 100 anni per incominciare a parlare di queste cose? Ma se nelle nostre scuole ci hanno da sempre insegnato che Garibaldi era un Eroe venuto a liberare(sic) i "poveri" meridionali dai negatori di Cristo! Se da tutte le parti cercano di convincerci che l'UNITA' è un valore sacrosanto.! AZZ nessuno nega?
Non avete negato per cento anni che i Briganti erano dei patrioti? Non ci avete messo 100 anni a capire che quell'epopea da operetta chiamata Risorgimento in realtà fu una guerra civile? E non ci avete messo 100 anni per capire che era una guerra civile, proprio perchè sostenevate che noi meridionali non essendo CIVILI non potevamo essere che grati della venuta dei civilissimi piemontesi? Ma se ancora oggi usate termini "paternalistici" come una semplice "MANO PESANTE" PER NON DIRE CHE A FENESTRELLE C'ERA UN AUTENTICO FRIGO AMMAZZA MERIDIONALE? Il nostro prof avbrebbe mai usato la frase "mano pesante" per definire quello che ha fatto Busch in IRAQ o per definire quello che fa BIN LADEN? E poi???? E poi ancora mala fede.... Dividere il sud In "campagne" e città dando per scontato che le campagne del sud sono state "un pochino sfruttate" (io direi massacrate) dalle necessità industriali del nord, mentre le Citta del sud? Le città del sud COSA? Mio Prof ? IL sud venne sfruttato E BASTA! Campagna e Città , Bifolchi e signori, Re e popolo. Su una cosa avete ragione ALCUNI, proprio quelli che si prestarono ad essere vostri esecutori d'ordini nel territorio colonizzato ( i Gattopardo che voi citate) non erano il frutto naturale di una società meridionale stanca dell'"ATROCE" governo Borboinico ma erano dei CANCRI isolati, avulsi dal contesto sociale ed inseriti nella nostra società tradizionale attraverso le infezioni giacobine, il pensieroi illuminista, la corruzione liberale, IN UNA SOLA PAROLA Attraverso la MASSONERIA. Quella borghesia non era meridionale caro prof, come allo stesso tempo non si può sostenere che un cancro sia una parte normale del corpo umano!
-
"Né può essere negato che, a indurre Vittorio Emanuele II a mandare in esilio il cugino Franceschiello, fosse, più che la volontà della nazione, una inappagata ambizione dinastica portata a legare la potenza all’estensione territoriale."
Ma che modi?? Ma come può uno storico degno di questo nome a confrontare "vittorio emanuele con franceschiello" ? E' vero l'abito non fa il monaco , ma per scendere al livello del nostro prof, dovremmo ricordare che il Re Napoletano era parte di una grande aristocrazia EUROPEA, mentre i Savoia era Re di un piccolo ed incivile staterello e che mentre la discendenza dei borboni fu sempre certa, per i Savoia non si può dire lo stesso. Ma questi non sono argomenti da storico, ma al massimo da GOSSIP di "Italia 1". Caro prof se si vuole fare davvero storia si chiamino i re con i propri nomi!