Dall'articolo del grande filosofo Gianni Vattimo, fondatore del cosiddetto "pensiero debole":
(Buone tasse a tutti)
12 giugno 2006
TRA IPOCRISIA E PROSPETTIVE, GLI ANTAGONISTI SONO DAVVERO TOTALMENTE «INNOCUI» NELLA MAGGIORANZA
La sinistra radical, dura e ornamentale
di Gianni Vattimo
E’ certo vero che le dichiarazioni di Prodi alla Zeit, sui comunisti italiani come folklore innocuo, testimoniano anzitutto un grave difetto di comunicazione, come scrive Rusconi (La Stampa, 10 giugno). Ma solo nel senso, come ormai è difficile non aver capito, che Prodi si è lasciato sfuggire una descrizione assolutamente vera della situazione del suo governo. Esattamente al contrario di ciò che ripetono ogni giorno le opposizioni di destra, vediamo tutti che la presenza della sinistra cosiddetta antagonista nel governo Prodi è completamente innocua - almeno finora, ma non sembra che il suo peso sia destinato a aumentare. Rifondazione e Pdci sono sempre più come le truppe italiane in Iraq nella valutazione di Rumsfeld: se ci sono, bene, se se ne vanno i nostri alleati «volonterosi» non faranno una piega. Con la sola ovvia differenza - ma forse nemmeno questa - che se le sinistre radicali se ne vanno, cade il governo; se rimangono, però, fanno solo immagine, come i tanti Honduras che all’inizio facevano numero nella coalizione di Bush.
E’ triste, e anche di cattivo gusto, riconoscerlo, ora che persino Fini si augura che questo governo duri, contro le tentazioni di spallate che hanno stregato Berlusconi. Il centro-sinistra, dal canto suo, sta ancora assaporando il gusto della vittoria elettorale, e distribuendo sostanziosi dividendi in termine di cariche di governo e sottogoverno. Perché non rallegrarsi della cacciata di Berlusconi e rinunciare a mettere bastoni fra le ruote? Il fatto è che in Italia sembra che un governo di onesti, come è certamente quello di Prodi, non possa sopravvivere se non schierandosi per il libero mercato, la «competitività», la lotta al «terrorismo internazionale» anche a costo di chiamare missione umanitaria l’occupazione di un Paese che (si sapeva!) non aveva armi di distruzione di massa, invaso da eserciti che queste armi certamente le hanno (e ne tengono anche un buon numero nelle basi in territorio italiano).
Si può dubitare di tutto ciò? Nessun governo italiano può oggi riconoscere - come pensano almeno un buon numero di cittadini - che la Nato è ormai un’alleanza superflua, se non peggio. E nemmeno, ovviamente, che le esibizioni delle Frecce Tricolori sono uno spreco. Sul piano interno, con le pressioni della Chiesa da un lato e le richieste dell’Unione Europea dall’altro, le politiche che ci sono permesse sono solo quelle che si stanno delineando: discorsi fumosi su Pacs, eutanasia, procreazione assistita; e distinguo infiniti sul buono e il cattivo della legge Biagi, da ritoccare, da liquidare, da modificare per migliorarla…
Sinistra radicale sinistra ornamentale? Se non è così, è solo perché l’ornamento serve a tenere in piedi la maggioranza di governo. Che, usando i voti determinanti della sinistra, si accinge a fare più omeno la sola politica che ci è permessa. Comunisti delle varie confessioni sono più o meno come la spilla pacifista di Bertinotti alla parata militare del 2 giugno. C’è qualcuno in Italia che onestamente non pensi così? Al massimo, altrettanto onestamente ma forse con un certo sforzo, pensa e dice che non possiamo permetterci un altro ritorno di Berlusconi al potere. Così come non possiamo «fuggire» dall’Iraq; dove spendiamo la massima parte delle risorse per le azioni militari e pochissimo per aiutare gli iracheni (si vedano le cifre ufficiali).
In modo drammaticamente analogo, la sinistra non può «fuggire» dal governo Prodi; deve continuare a fare da scorta ai convogli del centro-destra, ottenendo solo piccolissimi compensi di immagine (e qualche schiaffo nelle interviste ai giornali tedeschi). Ma l’analogia con l’Iraq va pensata fino in fondo. Se di là gli italiani se ne vanno, non cambia nulla davvero, e però gli occupanti si prenderanno finalmente le loro responsabilità. Idem per il governo Prodi; che, lasciato finalmente ai Rutelli e ai D’Alema, potrebbe finalmente diventare un governo «di centro», con il nuovo partito democratico come lo pensa Chiamparino. Senza spille, ornamenti, folklore innocuo. Se si va avanti così, in questa ormai insopportabile ipocrisia collettiva (capace persino di far risentire il tintinnio di sciabole nella commissione Difesa della Camera), in breve la sinistra non sarà più nemmeno un ornamento. Non sarà più e basta.
Fonte: La Stampa




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