Durante i miei viaggi in Kenya vidi cose ai limiti dell'incredibile:

gruppi di ragazze in spiaggia che erano amiche parlavano insieme, si divertivano in maniera del tutto normale......piccolo dettaglio è che alcune di loro avevano il burka (e parlavano al cellulare) altre invece vestite all'occidentale, jeans e magliette attillate......
Un'altra volta, finita la passeggiata sulla spiaggia che costeggiava la lunga sfilza di alberghi (dove passeggiavano molti occidentali........alcuni 50enni accompagnati da giovani ragazze ma anche molte signore 60enni inglesi o tedesche mano nella mano con un marcantonio locale), senza accorgercene ci ritrovammo in una zona dove c'erano solo ne(g)ri....hehe strana sensazione quella di essere gli unici bianchi in mezzo a centinaia di persone e cosa c'era in quel punto? una sorta di luogo di ritrovo per le famiglie (alcuni neri, altri arabi, qualche indiano) e portavano i bambini a saltare sui castelli gonfiabili di domenica...non so quelll'immagine mi ha colpito, avevo l'impressione di trovarmi di fronte a un qualcosa di contraddittorio

Durante la visita al quartiere arabo di Mombasa, volli sperimentare la diceria seconda la quale una donna islamica non può guardare negli occhi un uomo, così le ragazze velate che incrociavo a media distanza facevo finta di non guardarle negli occhi (e notavo che mi guardavano) all'ultimo momento di scatto mi mettevo a fissarle e in meno di un nano-secondo rivolgevano lo sguardo altrove.... (l'unica cosa che si vedeva di loro non coperta dal velo)

Su un muro c'era scritta la frase "Long life to Saddam Hussein", mentre i negozi aprivano alle 5 e su alcuni rubinetti pubblici cartelli ricordavano le forti limitazioni sugli orari di erogazione dell'acqua (va beh quello capita anche in sicilia hehe)

Un'altra cosa caretteristica sono i pulmini da circa 12 posti che fungono da mezzi pubblici...ne passano di continuo (molto più che a Milano), non ci sono fermate, c'è solo un tragitto prestabilito, tu fai un cenno al "controllore" (un ragazzo che teneva nella mano le monete, le banconote infilate tra le dita che spuntavano fuori a modi ventaglio) costo della corsa 20 centesimi di euro.
Tutta gente ammassata dentro con la radio sintonizzata perennemente su stazioni che davano musica rap americana e volume a palla (ma veramente!) ogni volta che si fermava c'era da cacarsi sotto perchè tra il limite dell'asfalto e la zona non asfaltata dove poteva fermarci c'era un dislivello minimo di 20 cm e si piegava talmente tanto che si aveva l'impressione che si sarebbe ribaltato nel giro di pochi secondi (così come quando due pulmini vedono in lontananza un possiibile cliente si sorpassano a velocità folli per arrivare prima e fregarselo (con guida a destra, stile inglese)

Posto interessante l'africa eh?