All'indirizzo http://www.comunitarismo.it/Il_comun..._comunisti.pdf potete scaricare l'ottimo intervento di C. Preve su Eretica.
Anche in questo caso, tutto è di tutti... In culo al copyright...![]()


All'indirizzo http://www.comunitarismo.it/Il_comun..._comunisti.pdf potete scaricare l'ottimo intervento di C. Preve su Eretica.
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Mi riservo un paio di giorni per aggiungere qualche commento sensato all'articolo di Preve. Continuo sempre più a ritenere che sia l'unico pensatore che stia centrando esattamente il punto verso cui dirigersi.
Saluti comunitaristi.
concordoOriginariamente Scritto da Outis


L'articolo è molto interessante e Preve, come di consueto, dà al lettore parecchi stimoli alla riflessione politica, storica e filosofica.
Ma Preve, come di consueto, indugia troppo a lungo su autodifesa personale e malcelato disprezzo nei confronti di chi non la pensa come lui.
L'articolo se depennato da tutto questo livore sarebbe più sintetico e utile, vieppiù che il Preve critica giustamente il settarismo ma si pone poi in una posizione di totale inconciliabilità e disprezzo nei confronti dei movimenti che si rifanno in modo più rigido al pensiero marxista. Per esempio liquida l'approccio trotzkysta definendolo "litania" peggiore di Alice nel paese delle meraviglie, nulla di più.
Il cammino verso l'unità degli anticapitalisti non lo si fa col veleno sulle riviste o su internet ma col confronto e con la la partecipazione attiva alle lotte comuni.
Il settarismo, il frazionismo sono il riflesso sociale della differenziazione della produzione, è il capitale che divide et impera. Trovare l'unità, seppur in nome di un nemico comune, è prerogativa irrinunciabile coi tempi che corrono.
L'antimperialismo delineato nell'articolo è un ottimo collante per tutti i movimenti antagonisti, ma poi?
Le proposte di una "seconda via" al comunismo sono molto vaghe e di certo non risolvono il problema dell'imperialismo in sé, perché una volta affossata l'America (speriamo presto) qualche altra potenza prenderà il suo posto, come sempre è avvenuto nella storia, Europa, Russia e Cina sono alla finestra.
E pensate che questi stati portino in sé valori diversi dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura?
E noi come ci organizziamo mentre facciamo da spettatori ai movimenti geopolitici delineati dal capitale?
L'idea marxista -leninista di un partito di avanguardia proletaria internazionale è, forse anche al giorno d'oggi, lo strumento che meglio si presta a convogliare le disparate forze dell'anticapitalismo. Lottare contro il settarismo è quindi il compito di ogni rivoluzionario.
Ricostituirsi come soggetto rivoluzionario partendo dalla base, dalle comunità, rifiutando l'idea del progresso a tutti i costi.
Se la comunità è il nucleo portante della futura società comunista, l'idea borghese ottocentesca di nazione ne è il nemico giurato e quando il capitalismo sarà superato per sempre si trascinerà con sé questo cadavere.
Le teocrazie islamiche sono all'antitesi della "libera espressione dell'individuo" auspicate dal comunismo.
Le oligarchie russe e cinesi si commentano da sole.
Il capitalismo di stato del Venezuela, seppur lodevole come fase di passaggio, porta in sé tutti i difetti del nazionalismo borghese e del paternalismo cristiano.
Cuba rimane il modello più interessante secondo me.
E' giusto appoggiare l'antiamericanismo strategico di questi paesi ma senza confonderlo col vero antiimperialismo e anticapitalismo. Quindi va bene, nel medio termine, la lotta contro il nemico comune ma senza dimenticare il fine ultimo.
E con buona pace di Preve, una critica radicale alla società non può prescindere dalla critica della sua religione, sia essa islamica induista o cristiana.


Immagino che il livore di Preve sia dovuto sia al fatto che i detriti della scolastica marxiana continuano ad intralciare il cammino ad una prospettiva futura che per me è rappresentata dal socialismo comunitario di cui vedo il campione nel Venezuela chavista e sia perche' l'intellighenzia di sinistra lo ha massacrato solo perche' cerca di rimuovere gli zombies occidentalisti di una lettura marxista ormai imputridita .Secondo punto la Nazione non è lo Stato e la confusione che si fa a sinistra tra i due concetti è ancora incredibile..il dato nazionale se inteso rettamente come identita' e patrimonio della classe lavoratrice e solo arbitrariamente utlizzato dalla borghesia dall'800 per biechi scopi di lucro e di guerra , non è assolutamente eliminabile per chi percorre la via del socialismo..e il dogmatismo di tanti marxisti è proprio quello di non capire,come per il fattore spirituale, che certe contrapposizioni erano dovute alle contingenze storiche e non alla visione socialista.Cmq ha ragione secondo me PREVE parlare di partiti comunisti oggi è pura follia, si deve parlare di un nuovo socialismo comunitario, nazionalitario ed antiimperialista , democratico ed egualitario.Il nazionalismo di cui parli tu è altra cosa e va gisutamente stigmatizzato, ma è appunto altra cosa dal nazionalitarismo emancipatorio e di liberazione.
Ciao


Omnia Sunt Communia


Visto? Ha dato i suoi frutti!


Omnia Sunt Communia


Articolo lucido e geniale, estremamente interessante per le tesi proposte. All'area comunitarista invidio Costanzo Preve e la sua profondità d'analisi del pensiero marxiano dei marxismi e dei comunismi storici, purtroppo nell'"area" una simile operazione ,premessa necessaria per un'autentica e seria rifondazione ideologica e politica, non è stata ancora attuata, e francamente preferisco non darmi risposte sul perchè.


Originariamente Scritto da Ultor753
OMNIA SUNT COMMUNIA
Caro Ultor, invece dovresti cercare di darti delle risposte, molti di noi lo hanno fatto, facendo scelte diverse, qui mi stoppo, auguri.
TUTTO E' DI TUTTI