Le parole del francese dicono tutto sulla considerazione che all'estero avevano del precedente governo.
Chirac a Prodi: Finalmente l'Italia si ripresenta in Europa
ANSA 220
Bentornati in Europa. Il tour europeo di Romano Prodi inizia da Vienna e da Parigi. Dagli incontri successivi con il Cancelliere austriaco, Schuessel, presidente di turno Ue, e con Chirac. E all´Eliseo il premier italiano viene accolto con un saluto significativo. Poco più di un anno fa il presidente Chirac si era rammaricato con il Professore per il ruolo marginale dell'Italia negli anni di Berlusconi al governo. «State perdendo peso a livello internazionale, la Spagna è molto più presente di voi», aveva sottolineato il presidente francese, uno dei primi capi di Stato che il Professore aveva visitato dopo l'avvio della lunga marcia verso Palazzo Chigi. Frasi che, filtrate in Italia, avevano suscitato le polemiche del centrodestra contro il leader dell'Unione.
Prodi è ritornato all'Eliseo per una colazione di lavoro, prima di incontrare Dominique De Villepin e di ricevere la visita di Nicolas Sarkozy all'ambasciata italiana. Dopo il colloquio con il presidente francese si è tolto il sassolino che teneva nella scarpa dall'inverno 2005. «Come è stato detto da Chirac, l'Italia si ripresenta all'Europa dopo un lungo periodo di assenza», ha riassunto il premier, rispondendo implicitamente agli attacchi ricevuti a suo tempo dalla Casa delle libertà. Non sono tutte rose e fiori, come si sa, le relazioni tra Francia e Italia, basti pensare alla vicenda Enel-Suez e al tema, posto sul tavolo già ieri, «della asimmetria tra i nostri paesi nei rapporti economici e della necessità di operare perché acquisizioni e fusioni non siano tutte in un senso». Il problema, insieme ad altri che riguardano i rapporti tra Francia e Italia, verrà affrontato approfonditamente nell'incontro bilaterale fissato per il 24 novembre. Si svolgerà nel nostro Paese. Dove, ancora non si sa. Prodi, ieri, durante la colazione di lavoro alla quale partecipava anche il ministro francese per gli Affari europei, Catherine Colonna, ha chiesto a Chirac se avesse qualche preferenza per il luogo. «Sceglilo tu Romano - ha risposto il presidente francese - l'Italia è tutta bella da vedere».
Incontri fissati per preparare la riunione del Consiglio europeo che si svolgerà a Bruxelles giovedì e venerdì prossimi, quelli di ieri. «L'Italia si propone sulla scena internazionale con una politica europea nuova», ha sottolineato il Presidente del Consiglio che, appena insediato a Palazzo Chigi, si è messo subito al lavoro.
Nelle scorse settimane ha incontrato Blair, Schuessel e Chirac, ora volerà a Berlino per incontrare Angela Merkel. Domani a Bruxelles per vedere, tra gli altri, anche Zapatero. La prossima settimana raggiungerà Mosca per incontrare Putin e ha già fissato per luglio, a margine del G8 di San Pietroburgo, l'incontro bilaterale con George Bush. Il tutto nell'ottica di «una nuova politica estera italiana, che si inserisca fortemente nella ripresa di dialogo europeo». La linea del governo, però, è attenta a mantenere saldo il rapporto con gli Stati Uniti. Prodi, ieri pomeriggio, ha colto l'occasione della conferenza stampa organizzata con i giornalisti francesi per toccare il tema delle relazioni con Washington. Il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq? «Stiamo lavorando in modo che tutto avvenga senza introdurre irritazioni con gli alleati - spiega - tanto meno con gli americani».
È l'Europa l'impegno centrale della politica estera italiana. Il premier fissa a «dopo le elezioni francesi» del 2007 il "rilancio" del processo di integrazione bloccato dai referendum francese e olandese sul Trattato. Ma per raggiungere quell'obiettivo bisognerà lavorare da subito. «Non pensiate che stiamo dormendo - assicura il Professore - al contrario, stiamo lavorando al progetto per un'agenda futura, non è facile, ma neanche impossibile». Prodi ne discute innanzitutto con Francia e Germania, «punti di riferimento essenziali», ma è attento a non dare il segno di una «scelta esclusiva e contro altri». La Russia nell'Europa? «Sono complementari come ''caviale e vodka'' - spiega - ma è difficilmente immaginabile l'ingresso nell'Ue perché la Russia è troppo grande e si distruggerebbero gli equilibri all'interno della Ue ».
L'Italia potrà giocare un ruolo importante, ripete il Professore. Ed è anche per questo che deve presentarsi in Europa con le carte in regola. Mettere «a posto i conti pubblici», quindi, tenendo presente la bussola sulle regole europee. «Devono essere assolutamente rispettate - scandisce - e io non ho cambiato testa, pur cambiando mestiere: prima sorvegliavo il comportamento dei paesi da presidente della Commissione, adesso voglio comportarmi come il primo della classe dal governo italiano...». Una classe di ministri un po' discola, vista la litigiosità registrata in queste settimane? «Il governo è partito - replica il premier - Certo è una coalizione molto vasta e complicata, però sa benissimo che c'è in gioco tutto il suo futuro. Ci possono essere anche scontri verbali, ma quando si decide vi posso assicurare che si decide proprio d'accordo. Finora è andato tutto molto bene e così sarà anche in futuro». Prima di volare a Vienna, però, Prodi ha dovuto prendere le distanze dalle proposte del ministro Ferrero sulle cosiddette «stanze del buco» per «la riduzione del danno degli stupefacenti». «Non sono d'accordo con quello che hai detto - gli ha spiegato via telefono - Ti invito a chiarire pubblicamente che la tua è una posizione personale che non impegna il governo».




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