Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Il Co.Co.Co.............

    Vespa, il Co.Co.Co.


    C'è nel paese un dibattito continuo, estenuante, attorno al dilagante fenomeno del lavoro precario e molto flessibile. Studiosi e sindacalisti citano i casi dei cosiddetti "call center" dove torna il lavoro a cottimo. E' una forma moderna per ridurre l'individuo simile all'operaio chapliniano di "Tempi moderni". Rischia però di scomparire dalla scena, in tutto questo gran parlare, un caso umano eclatante. È quello di Bruno Vespa, agile e obiettivo conduttore della famosa trasmissione "Porta a porta".

    È successo che il conduttore sia stato minacciato dagli estremisti amministratori della Rai, capitanati dal sovversivo Claudio Petruccioli. Gli vorrebbero rubare un'intera puntata settimanale. Un fatto inaudito, incomprensibile. Semmai bisognava fare il contrario: dargli sette serate su sette. Sembra che abbia condotto soltanto 150 serate in un anno. E perchè non 365, perché non vederlo anche la notte di Natale e di Capodanno? Perché non farlo apparire a reti unificate e in replica non solo sul satellite ma anche, magari, sulle reti Mediaset, su Televideo e sui personal computer di ciascuno di noi, tutti i santi giorni? Questo sì che sarebbe un omaggio all'informazione obiettiva, pulita, serena.

    La verità è che il centrosinistra lo vuole ridurre alla condizione di un Co.Co.Co. qualsiasi senza diritti e senza tutele. Eppure trattasi di un Uomo che presta la sua opera per pochi soldi, inferiori a quelli - come lui stesso ha ricordato con fine riguardo - all'anziano Enzo Biagi. Adesso comprendiamo perché l'anziano e stimato giornalista sia improvvisamente scomparso dai teleschermi: costava troppo. E' la solita solfa: i padroni di turno preferiscono la mano d'opera a buon mercato e precaria. Come Bruno Vespa. Un Co.Co.Co. qualsiasi, con contratto rinnovabile.

  2. #2
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    «Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario» Ernesto 'Che' Guevara
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    I Co.Co.Co. sono bellissimo frutto del precedente governo prodiano di centro-centro-centro-sinistra, la legge Biagi del centro-centro-centro-destra ne ha rafforzato l'impostazione. Ehi, quanto tempo della nostra pazienza dovremo dedicare a questo scempio ? In questi primi cento giorni dovremo abbattere subito questa sballatissima legge per poter costruire un futuro migliore per tutti. A ciò bisogna aggiungere la riforma delle pensioni: se noi non possiamo andare in pensione in tempo utile quando ci andranno in nostri figli ?
    I nostri padri avevano la quasi certezza del lavoro, i nostri figli non avranno più.
    «Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario»
    Ernesto 'Che' Guevara

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Giacomino71
    I Co.Co.Co. sono bellissimo frutto del precedente governo prodiano di centro-centro-centro-sinistra, la legge Biagi del centro-centro-centro-destra ne ha rafforzato l'impostazione. Ehi, quanto tempo della nostra pazienza dovremo dedicare a questo scempio ? In questi primi cento giorni dovremo abbattere subito questa sballatissima legge per poter costruire un futuro migliore per tutti. A ciò bisogna aggiungere la riforma delle pensioni: se noi non possiamo andare in pensione in tempo utile quando ci andranno in nostri figli ?
    I nostri padri avevano la quasi certezza del lavoro, i nostri figli non avranno più.
    scusa scusa... il centro destra ne ha rafforzato ??? in che maniera....

  4. #4
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    E vabbè. I CoCoCo (COllaboratori COordinati COntinuativi, o COglioni COstantemente COllassati) sono frutto della sinistra (se non ricordo male sono nati nel '98)...
    Chi è causa del suo mal...vota a sinistra

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da miki1968
    scusa scusa... il centro destra ne ha rafforzato ??? in che maniera....
    Tocco, la legge Biagi diminuisce il numero dei lavoratori stabili !
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    E vabbè. I CoCoCo (COllaboratori COordinati COntinuativi, o COglioni COstantemente COllassati) sono frutto della sinistra (se non ricordo male sono nati nel '98)...
    Chi è causa del suo mal...vota a sinistra
    Anche tu un Co.Co.Co???

  7. #7
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    È polemica dopo la lettera a l´Unità del giornalista di «Porta a porta». Nell´Unione c´è chi ironizza: «Lui una vittima? Ma se ha sempre avuto amplissimo spazio. C´è, invece un problema di pluralismo da ristabilire». Intanto il cda dell´azienda dovrà decidere sul nuovo direttore generale.

    Il Vespa s´è punto. Non suscita molta commozione quello che il democristiano Rotondi definisce «il pianto greco» di Bruno Vespa. Il re del talk show Rai in una lettera a l´Unità si sente vittima di una «vendetta» politica, nel caso gli togliessero una delle quattro puntate sulle tre a settimana che corrispondono alla quantità prevista dal contratto, blindato fino al 2010. Una polemica nata dalla delibera del Cda Rai tesa a sbloccare il palinsesto di RaiUno, troppo ingessato appunto dal dominio di «Porta a Porta». La delibera è stata votata da tutto il Cda la settimana scorsa, tranne che dal consigliere di area Margherita, Nino Rizzo Nervo (che risponde nella lettera pubblicata qui a fianco). Carlo Rognoni, consigliere Rai (Ds), ribadisce il punto: «Non si tratta di alcuna punizione, ma di arricchire il palinsesto di RaiUno. Tre serate sono già un ottimo servizio, nessuno ne fa tante. Vespa ha ragione a dire che fa ottimi ascolti, ma questo non vuol dire che non ci possano essere altre voci, dovrebbe essere il primo a rendersene conto». Il Cda, prosegue Rognoni, «ha chiesto che nel palinsesto autunnale - che sarà presentato a Cannes il 24 giugno - sia più dinamico. Con quattro serate di una trasmissione resta statico e non c´è spazio per altro». Sarà comunque il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce «ad assumersi la responsabilità di interpretare l´indicazione del Cda», conclude il consigliere. E forse è questo che Vespa teme, viene da pensare.

    Se l´ex ministro che di esibizioni in tv è perito, Roberto Calderoli, sente incombere la minaccia de «La Pravda» sul Cavallo Rai nel centrosinistra se ne fa una questione di pluralismo. «È un ridicolo capovolgimento della realtà», commenta il ds Giulietti, «Vespa non è un vittima: con tutti i governi ha sempre avuto amplissimo spazio, il punto è un altro: in Rai è possibile o no un pluralismo editoriale negli apprfondimenti?». Il super-conduttore ha risposto a Rizzo Nervo con il paragone pesato sul bilancino dei tempi tra il suo (lauto) compenso con quello di Enzo Biagi. Il giornalista «fu cacciato dalla Rai insieme a Santoro nonostante gli ottimi ascolti», ricorda Giulietti, «quella battuta sprezzante verso Biagi fa capire da che parte stava Vespa durante quelle epurazioni». Il deputato della Margherita Enzo Carra è rassicurante: «Nessuno vuole punire Vespa, ma la Rai ha bisogno di una svolta alla quale lui deve e può concorrere senza gridare al vittimismo politico». Insomma, non faccia i capricci, tre serate «già dimostrano l´attenzione» al suo lavoro, «ma se non si liberano nuovi spazi come si possono sperimentare voci nuove?».

    Nel centrodestra ironizza il neo Dc Rotondi: «Il pianto greco di Bruno Vespa è inutile e patetico. In questi anni ha fatto e disfatto a suo piacimento considerando il servizio pubblico come servizio privato». Il «mite» Dc è pronto a chiedere «un risarcimento danni» per non essere stato mai invitato. E aggiunge: «Se l´Unione vuole ridurre Porta a Porta a tre serate gioca al ribasso», dia piuttosto «una sterzata» a più voci con «la tv dei Ferrara e dei Minoli, dei Santoro e dei Floris, dei Socci e dei Beha».

    Insomma, attorno alla Rai tira sempre aria di polemiche. Oggi dal Cda dovrà uscire una linea da portare all´assemblea dei soci giovedì: i consiglieri di centrosinistra premono per proporre subito al Tesoro il nome di un Dg sul quale convergere (Cappon, Perricone o Leone), per poi nominarlo dopo il 6 luglio. Il ministro Paolo Gentiloni, nella trasmissione «In breve» su La7 ha ipotizzato un «ammorbidimento della par condicio» ma con un presupposto: «modificare la legge sul conflitto d´interessi, la vera malattia».

 

 

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