Un argomento che sempre più ritengo personalmente importante è la concezione della città dal nostro punto di vista teorico..come dovrebbe essere?
Per me ci deve essere un ripensamento radicale e contemporaneamente una nuova visione di come deve essere progettata.
Innanzitutto ci dovrebbe essere una sorta di autogestione di quartieri non oltre i 10000 abitanti...armonizzazione delle unità abitative, e soprattutto rifiuto sia delli soluzioni "termitaio umano" o tipiche villette borghesucce a schiera tutto garage e prato verde...tipo palazzine non più alte di tre piani.
Le soluzioni urbanistiche devono essere nuove e non prese dal passato...Per fare degli esempi: le citta medioevali almeno dalle mie zone erano costruite con vicoli stretti e tortuosi per evitare saccheggi, si raggruppavano principalmente attordo ad ordini monastici. Poi si sono create strade rettilinee nell'ottocento, e con la piazza al centro di tutto dove la borghesia potesse svolgere la sua vita e commerci.
Nella città pensata per il socialismo a mio parere si dovrà eliminare soprattutto: vie ampie e rettilinee, create per ottenere la "visuale" di shopping; ipermercati centri commerciali e quant'altro, sostituibili con uno spaccio raggiungibile a piedi da ogni parte del quartiere strutturato a nuovo;aree di parcheggio, autosilos e tutto quel popò di cemento indotto dall'automobile;raggruppamenti industriali , artigianali ed altri esempi di zone specifiche e non organiche: la loro soppressione-superamento eliminerebbe il traffico automobilistico, vero orrore della civiltà neomoderna, e permetterebbe anche l'armonizzazione di fabbriche pensate per l'uomo e la produzione per i bisogni della collettività; si avrebbe anche la preservazione della campagna dalla cementificazione incontrollata.
La gestione della cosa pubblica quindi sarebbe neno burocratica, più "automatica e ciò permetterebbe una più oculata amministrazione, ad esempio degli immobili che verrebbero posseduti e non presi in proprietà "privata".
Per voi invece?




Rispondi Citando
