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  1. #1
    Il vero è un momento del falso
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    Predefinito La città che desideriamo.

    Un argomento che sempre più ritengo personalmente importante è la concezione della città dal nostro punto di vista teorico..come dovrebbe essere?
    Per me ci deve essere un ripensamento radicale e contemporaneamente una nuova visione di come deve essere progettata.
    Innanzitutto ci dovrebbe essere una sorta di autogestione di quartieri non oltre i 10000 abitanti...armonizzazione delle unità abitative, e soprattutto rifiuto sia delli soluzioni "termitaio umano" o tipiche villette borghesucce a schiera tutto garage e prato verde...tipo palazzine non più alte di tre piani.
    Le soluzioni urbanistiche devono essere nuove e non prese dal passato...Per fare degli esempi: le citta medioevali almeno dalle mie zone erano costruite con vicoli stretti e tortuosi per evitare saccheggi, si raggruppavano principalmente attordo ad ordini monastici. Poi si sono create strade rettilinee nell'ottocento, e con la piazza al centro di tutto dove la borghesia potesse svolgere la sua vita e commerci.
    Nella città pensata per il socialismo a mio parere si dovrà eliminare soprattutto: vie ampie e rettilinee, create per ottenere la "visuale" di shopping; ipermercati centri commerciali e quant'altro, sostituibili con uno spaccio raggiungibile a piedi da ogni parte del quartiere strutturato a nuovo;aree di parcheggio, autosilos e tutto quel popò di cemento indotto dall'automobile;raggruppamenti industriali , artigianali ed altri esempi di zone specifiche e non organiche: la loro soppressione-superamento eliminerebbe il traffico automobilistico, vero orrore della civiltà neomoderna, e permetterebbe anche l'armonizzazione di fabbriche pensate per l'uomo e la produzione per i bisogni della collettività; si avrebbe anche la preservazione della campagna dalla cementificazione incontrollata.
    La gestione della cosa pubblica quindi sarebbe neno burocratica, più "automatica e ciò permetterebbe una più oculata amministrazione, ad esempio degli immobili che verrebbero posseduti e non presi in proprietà "privata".

    Per voi invece?

  2. #2
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    ti risponderò quanto prima. Ottima riflessione.

  3. #3
    Il vero è un momento del falso
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    ...non c'è nessun altro interessato alla tematica?L'ho postata su questo forum perchè pur non conoscendo il lavoro teorico del "comunitarismo" penso sia più sentita come questione.

  4. #4
    RibelleSano
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    Argomento molto interessante

    Vlad84: Per me ci deve essere un ripensamento radicale e contemporaneamente una nuova visione di come deve essere progettata.

    Io: Quoto!

    -----------------------------------------------------------------------

    Vlad84: Innanzitutto ci dovrebbe essere una sorta di autogestione di quartieri non oltre i 10000 abitanti...armonizzazione delle unità abitative, e soprattutto rifiuto sia delli soluzioni "termitaio umano" o tipiche villette borghesucce a schiera tutto garage e prato verde...tipo palazzine non più alte di tre piani.

    Io: Cosa intendi per autogestione dei quartieri? Intendi una specie di Comune di Parigi?
    Per me se la gente vuole autogestirsi deve anche conoscersi quindi direi quartieri di 5mila abitanti; 10mila sono un pò troppi...
    Per quanto concerne le villette a me piacciono.

    -----------------------------------------------------------------------

    Vlad84: Le soluzioni urbanistiche devono essere nuove e non prese dal passato...Per fare degli esempi: le citta medioevali almeno dalle mie zone erano costruite con vicoli stretti e tortuosi per evitare saccheggi, si raggruppavano principalmente attordo ad ordini monastici. Poi si sono create strade rettilinee nell'ottocento, e con la piazza al centro di tutto dove la borghesia potesse svolgere la sua vita e commerci.
    Nella città pensata per il socialismo a mio parere si dovrà eliminare soprattutto: vie ampie e rettilinee, create per ottenere la "visuale" di shopping; ipermercati centri commerciali e quant'altro, sostituibili con uno spaccio raggiungibile a piedi da ogni parte del quartiere strutturato a nuovo;aree di parcheggio, autosilos e tutto quel popò di cemento indotto dall'automobile;raggruppamenti industriali , artigianali ed altri esempi di zone specifiche e non organiche: la loro soppressione-superamento eliminerebbe il traffico automobilistico, vero orrore della civiltà neomoderna, e permetterebbe anche l'armonizzazione di fabbriche pensate per l'uomo e la produzione per i bisogni della collettività; si avrebbe anche la preservazione della campagna dalla cementificazione incontrollata.

    Io: Vabbé ma non puoi fare strade tutte strade strette e a curve!
    Per quanto riguarda il commercio: vorresti abolirlo? Io non ci vedo nulla di male se non serve a fregare e sfruttare la gente...
    D'accordissimo sulla preservazione della campagna e quindi della natura (rieducherei la gente anche verso il rapporto con gli animali)

    -----------------------------------------------------------------------

    Vlad84: immobili che verrebbero posseduti e non presi in proprietà "privata".

    Io: se una persona si fa un culo così e si compra una casa dov'é il problema? Se un giorno avrò qualche soldino da parte perché non dovrei prendermela?

  5. #5
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    In buon lettore di Debord figurati se non mi interessa la problematica dell'urbanismo!
    Credo posso dirmi in sintonia con quanto hai espresso. Il nemico numero uno si chiama "pianificazione" - i cui prodotti in Francia sono noti come "grands ensembles" cioè quelle mega-strutture abitative fatte di torri e di barre kilometriche. Accanto a questi "grands ensembles" evidentemente ci hanno messi i super-mercati, con i loro immensi parcheggi etc.

    Visto che il comunismo significa prima di tutto rimettere l'uomo al centro, è chiaro che l'urbanismo deve rispecchiare alcuni bisogni elementari quali il bisogno di poter appropriarsi il proprio luogo di vita. In questo senso è da escludere non le forme di gigantismo architeturale, ma anche alcuni materiali troppo uniformizzanti.

    Riguardo alla proprietà il minimo è chi ci sia solo proprietari, però se si vuole andare più lontano verso la realizzazione della comunità umana è chiaro che ad un certo momento è il concetto stesso di proprietà che deve essere posto in discussione. Se si pensa che il modello famigliare di tipo borghese è votato ad scomparire per lasciare il posto ad un modello che si potrebbe dire per certi versi ante-borghese, cioè raggrupando più generazioni e più parentela, è logico che questo abbia un impatto sullo spazzio abitato. E non solo nel senso quantitativo, visto che nel movimento stesso di aggrandimento della rete di socialità (famiglia allargata, vicini, amici, gente del quartiere con cui decidere il proprio avenire in modo consigliare) viene a dissolversi la dinamica di privatizzazione dello spazio. Alla fine, il comunismo realizzando la comunicazione rende senza oggetto la problematica della proprietà.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da vlad84


    ...non c'è nessun altro interessato alla tematica?L'ho postata su questo forum perchè pur non conoscendo il lavoro teorico del "comunitarismo" penso sia più sentita come questione.
    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Interessante, presto dirò la mia,

    TUTTO E' DI TUTTI

  7. #7
    against the modern world
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    Senza dubbio il modello migliore per la riforma delle citta' l'hanno indicato non Colin Ward o Murray Bookchin ma Ted Kaczynski e Pol Pot.

    + feudalesimo e verzura
    - conglomerati urbani!

  8. #8
    Redskin
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    La deurbanizzazione sarebbe un'ottima via, ma è impraticabile ai tempi moderni ormai.
    La soluzione migliore sarebbe tenere le cose come sono, rispettare gli spazi verdi e valorizzarli.
    Basta con la cementificazione! Basta con l'inquinamento elettromagnetico e automobilistico!

  9. #9
    against the modern world
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    Se c'e' la volonta' si puo' fare tutto. Se poi c'e' il trionfo della volonta' si puo' fare di tutto di piu'.

    E' come con gli immigrati. Un umano rimpatrio sarebbe possibilissimo se ci fosse la volonta'. Se poi ci fosse il trionfo della volonta' anche un disumano rimpatrio.

    Cmq chissenefrega, tanto entro 30-50 anni qua scoppia la guerra civile e crolla tutto...

  10. #10
    Redskin
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88
    Se c'e' la volonta' si puo' fare tutto. Se poi c'e' il trionfo della volonta' si puo' fare di tutto di piu'.

    E' come con gli immigrati. Un umano rimpatrio sarebbe possibilissimo se ci fosse la volonta'. Se poi ci fosse il trionfo della volonta' anche un disumano rimpatrio.

    Cmq chissenefrega, tanto entro 30-50 anni qua scoppia la guerra civile e crolla tutto...
    La volontà, certo...ma come è abituata la gente oggi non credo che ci sia un'esplosione di buona volontà nel tornare a zappare la terra e sinceramente un giusto compromesso tra lo zappare la terra e il vivere in una città senza troppo cemento, come erano prima dell'industrializzazione, credo sia una cosa ottima.

 

 
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