Indagato anche il procuratore di Pinerolo Marabotto. Martellino a Mazzini: «Se potevamo dare una mano, lo facevamo»
«Calcio, i verdetti di Laudi concordati al telefono»
I pm di Napoli al Consiglio superiore: ecco i colloqui sospetti del giudice sportivo. Nuove indagini
ROMA — Insieme a Cesare Martellino, presidente della Corte d’appello federale, l’altro magistrato indagato nell’inchiesta napoletana sul calcio truccato è Giuseppe Marabotto, procuratore di Pinerolo; ipotesi di reato, rivelazione di segreto d’ufficio.Maci sono «toghe» con incarichi nella giustizia sportiva, non formalmente inquisite, sui quali i pubblici ministeri stanno svolgendo accertamenti per approfondire quanto emerso dalle intercettazioni o dagli interrogatori. Lo ha confermato ieri al Csm il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti, che all’organo di autogoverno dei giudici ha spiegato ciò che risulta fin qui dalle indagini. A cominciare dalle telefonate intercettate in cui compare Maurizio Laudi, procuratore aggiunto a Torino e giudice sportivo di primo grado.
Laudi s’è presentato spontaneamente la scorsa settimana al Csm per chiarire le notizie che lo riguardavano pubblicate dai giornali. Ora dall’avviso di chiuse indagini vengono fuori altri particolari. E agli atti dell’inchiesta ci sono alcune conversazioni registrate su cui intendono lavorare i pm napoletani. Tra quelle segnalate dagli investigatori ce n’è una del 21 marzo 2005, tra Laudi e il segretario della Federcalcio Francesco Ghirelli. Stando al brogliaccio compilato dai carabinieri, i due «discutono del caso del portiere Amelia del Livorno, che ha tentato di colpire l’assistente con uno schiaffo nella gara Cagliari-Livorno, 10ª giornata di ritorno». Laudi gli inflisse tre giornate di squalifica, poi ridotte a due dalla Caf.
Di interesse vengono poi definite tre conversazioni del 12 aprile 2004, tutte incentrate sull’undicesima giornata di ritorno del campionato di serie A. Alle 7.51 del mattino il presidente della Figc Carraro chiama Ghirelli e i due «parlano di come dovrà agire Laudi e, in particolare, che dovrà usare il pugno duro e che poi provvederanno loro a coprirlo con la Caf». Due minuti più tardi, alle 7.53, Ghirelli chiama Laudi. «Ghirelli — si legge nel brogliaccio — informa Laudi della volontà di Carraro e del fatto che provvederanno loro a coprirlo con la Disciplinare. Poi parlano di altre vicende relative ad altri incontri, accordandosi sulle eventuali sanzioni da comminare». Passano poco più di due ore e alle 10.14 Laudi e Ghirelli sono di nuovo al telefono. Secondo il rapporto «si accordano sulle sanzioni da comminare e fanno anche ampi riferimenti a Luciano Moggi».
Naturale che i riferimenti agli «accordi» sulle sanzioni, alle richieste di «pugno duro» e alle «coperture » garantite al giudice sportivo facciano sorgere qualche sospetto, anche se molto dipende dal contenuto esatto delle telefonate nonché dal tenore. Particolari che andranno verificati anche nelle conversazioni tra lo stesso Ghirelli e il giudice Martellino, di cui pure si occuperà il Csm. Agli atti dell’inchiesta ci sono i brogliacci di quattro intercettazioni in cui si discute di ricorsi in arrivo e reclami accolti. E c’è il testo di una telefonata tra Martellino e l’ex vice-presidente della Federcalcio Mazzini in cui il giudice spiega al dirigente: «Ti volevo dire, ho guardato quella cosa... (...) Io li volevo aiutare...». Ma il ricorso di cui si parla, secondo Martellino è inammissibile: «Per forza maggiore non si può eccepire... perché se no io avrei cercato di aiutarvi in tutti i modi». Mazzini lo invita a non prendersela: «Perfetto Cesare, alla grande... Lo so che tu dai sempre... Sei sempre un caro amico», e Martellino: «Se potevamo dare una mano la davamo... ». Mazzini lo tranquillizza: «Me l’hai data ugualmente... La tua disponibilità mi basta».
Il procuratore Roberti ha esposto anche la situazione del giudice di Massa Carrara Cosimo Ferri, intercettato nei suoi colloqui con Lotito e Mazzini e interrogato come testimone, e di altri magistrati i cui nomi compaiono nell’indagine con posizioni più defilate. Sugli incarichi sportivi alle «toghe » il plenum del Consiglio dovrebbe decidere oggi la data di revoca. A parte le scadenze naturali, la maggioranza propone di arrivare al 31 dicembre prossimo, mentre Magistratura democratica è per il ritiro immediato di tutte le autorizzazioni.
Giovanni Bianconi
14 giugno 2006




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