In un'audizione parlamentare davanti alle commissioni Bilancio il ministro ha precisato l'entità della manovra bis: 0,8% nel 2006 e 2007
L'allarme di Padoa Schioppa: "2006, peggiora l'indebitamento"
Al risanamento vanno affiancate crescita economica e competitività
ROMA - Allarme del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa sui conti pubblici italiani: "Nel 2006 l'indebitamento netto è in corso di peggioramento", ha confermato nel corso dell'audizione in Parlamento davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Ma al risanamento dei conti pubblici va affiancata "la crescita economica, diventando più competitivi", ha precisato il ministro.
La manovra: 1,6 punti nel 2006-2007. Padoa Schioppa ha chiarito anche l'entità della manovra bis annunciata qualche giorno fa: la "correzione strutturale" dei conti pubblici deve essere "di almeno 1,6 punti percentuali del Pil nel periodo 2006-2007, di cui almeno la metà nel 2006; 0,5 punti per gli anni successivi".
Misure strutturali. Le misure che il governo intende
adottare nella manovra bis non saranno una tantum ma avranno "efficacia per un anno o due", ha precisato il ministro dell'Economia. "La parola chiave è strutturale", ha ribadito, aggiungendo: "Non sono ostile alle una tantum ma se il problema è strutturale, la soluzione deve essere strutturale".
Peggio che nel '92. La situazione attuale dei conti pubblici italiani ci riporta indietro di oltre un decennio, ha detto Padoa Schioppa. "Ho detto in varie volte che la situazione in cui ci troviamo - ha affermato il ministro - ricorda quella dei primi anni Novanta, e per alcuni aspetti è più grave rispetto a quella del 1992. E' un'affermazione che ripeto e che confermo".
L'obiettivo della crescita stabile al 2%. "Porre il debito/Pil in permanente discesa", ha spiegato ancora il ministro dell'Economia, non è comunque l'unico obiettivo del governo. L'altro, fondamentale, è quello della crescita: occorre "puntare a una crescita del 2% per anno, durabilmente", ha detto Padoa Schioppa.
Avanzo primario al 3,5%. "Per mantenere la stabilità finanziaria è necessario riportare l'avanzo primario al 3-3,5% del Pil", ha detto Padoa Schioppa. Il ministro ha ricordato, nel suo intervento che "l'avanzo primario si è quasi azzerato, riportando l'Italia in una situazione simile a quella dell'inizio degli anni Novanta".
C'è la ripresa, ma non è ancora adeguata. Obiettivi dai quali al momento siamo lontani: "C'è un po' di ripresa, ma la crescita non è ancora sostenibile", ha confermato Padoa Schioppa. Le prospettive congiunturali dell'economia italiana sono "ora favorevoli", la fiducia dei consumatori e delle imprese "sono in ripresa forte" ma, ha sottolineato il ministro, i segnali di crescita non sono ancora pienamente positivi.
L'incontro con Montezemolo. In mattinata il responsabile dell'Economia aveva incontrato a Roma, in via XX settembre, il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, al quale ha chiesto maggiori sforzi del settore imprenditoriali per alimentare la produttività.
Nel corso dell'incontro il ministro ha anche affrontato il nodo del taglio del cuneo fiscale che prevederà interventi non a pioggia ma selettivi. Questo però non significa che saranno seguiti criteri di discrezionalità politica.
(14 giugno 2006) Repubblica.it




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