MILANO (Reuters) - Il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha sollecitato l'Italia a rafforzare la sua presenza in Afghanistan con più truppe, aerei e forze speciali nell'ambito della missione Onu, ma ha aggiunto di non voler entrare nel dibattito italiano sulla presenza militare nel Paese.
"Se mi domandate se voglio più truppe e forze speciali, come segretario generale dico: sì, certo. Ma mi tengo fuori dal dibattito italiano", ha detto De Hoop Scheffer in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, dopo che ieri ha incontrato il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
"Abbiamo discusso di cosa il vostro governo potrebbe fare in più rispetto ad ora. Se parliamo di aerei, ce ne servono di più", ha aggiunto.
Il segretario Nato non ha voluto indicare una data precisa per la durata della missione italiana in Afghanistan, ma ha sottolineato le ragioni della missione e il mandato specifico dell'Onu all'interno del quale essa si svolge.
"Bisogna considerare le ragioni per cui siamo lì. Non dimentichiamo che la Nato, fin dall'inizio, opera sotto un mandato specifico dell'Onu. Un'exit strategy sarà possibile quando ci sarà un esercito afghano ben addestrato ed equipaggiato in grado di prendere il controllo del Paese", ha detto.
L'Italia è impegnata in Afghanistan nell'ambito della missione Isaf sotto egida Nato con circa 1.300 militari, di cui 900 nella capitale Kabul e 400 a Herat, nella parte occidentale del Paese, dove ha la guida del Provincial reconstruction team (Prt), struttura di cooperazione civile-militare a sostegno della ricostruzione.
La presenza militare dell'Italia in Iraq e Afghanistan sono stati oggetto di forti scontri all'interno della nuova maggioranza di centrosinistra.
Ai critici della missione De Hoop Scheffer ha risposto dicendo che "'Italia è lì per una causa giusta. Sono stati compiuti grandi progressi grazie al vostro Paese e ad altri alleati".
"Se la Nato fallisse ... L'Afghanistan tornerebbe a essere un Paese senza diritti, una culla di terroristi, un esportatore di terrore. E questo riguarda le nostre città e la nostra sicurezza", ha aggiunto.
De Hoop Scheffer ha confermato che non ci saranno cambiamenti fondamentali nella linea del governo di centrosinistra sulla presenza in Afghanistan, rispetto all'esecutivo precedente.
"Prodi mi ha assicurato l'impegno dell'Italia. Non mi aspetto cambiamenti fondamentali. Ho visto a Bruxelles il ministro della Difesa Arturo Parisi e anche lui è stato molto chiaro su questo".
Ieri Prodi ha detto che l'impegno italiano in Afghanistan proseguirà secondo gli impegni assunti, come già aveva assicurato il ministro della Difesa Parisi, durante un vertice della Nato a Bruxelles.
Sull'annunciato rientro delle truppe italiane dall'Iraq entro l'autunno, il segretario Nato ha ricordato al Corriere l'esempio olandese.
"Parisi mi ha detto che l'Italia per il rientro seguirebbe la via olandese e non la via spagnola. E questo significa che l'Olanda annunciò di andarsene e prese il tempo necessario", ha detto. "Del resto, perfino nella fase critica fra Spagna ed Usa, il governo di Madrid dopo il ritiro dall'Iraq trasferì le sue truppe in Afghanistan. E la Spagna in Iraq giocava un ruolo importante come l'Italia. Non sono certo che ora possa accadere lo stesso con l'Italia, però avete un Presidente del Consiglio con molta esperienza politica, non è un novizio".
da: http://today.reuters.it/news/newsArt...O-CORRIERE.XML


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