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Il problema è che prima serviva la legge sul federalismo fiscale che desse alle Regioni la certezza, a livello metodologico, di accedere a risorse di cui essere politicamente responsabili. E' come avere una macchina pronta all'uso ma non 10 euro per immettervi un pò di benzina.
Il federalismo in sé rappresenta un metodo di organizzazione dello Stato più efficiente del centralismo, perchè anche quest'ultimo necessita comunque di un decentramento che, promanando dal Palazzo, si tramuta in un sistema clientelare disincentivato alla necessaria razionalità di legislazione e di spesa, espressione prima di interessi partitici che di interessi e valori diffusi nella società civile; interessi e valori che sarebbero in grado, in seconda battuta, di controllare e controbilanciare, prevenendone le degenerazioni, il potere dello Stato stesso.
Solo per il fatto di non aver capito ciò vien da pensare che i padri costituenti, per alcuni così lungimiranti e divinamente ispirati, fossero solo una manica di beline il cui interesse era garantire il controllo della società civile da parte delle segreterie di partito. E la storia dice che ci sono riusciti.
Inutile che la sinistra continui a rompere i coglioni: questa non è una buona costituzione, e lo sa bene: non vuole il premierato forte ma introduce nella prassi politica le elezioni primarie; non vuole il federalismo ma usa le proprie regioni come fronte di rottura di quei principi che ritiene "conservatori".
La riforma attuale è certamente inadeguata, ma alla volontà di conservare è comunque preferibile la volontà di cambiare.
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Citazione:
Originariamente Scritto da ZENA
Il problema è che prima serviva la legge sul federalismo fiscale che desse alle Regioni la certezza, a livello metodologico, di accedere a risorse di cui essere politicamente responsabili. E' come avere una macchina pronta all'uso ma non 10 euro per immettervi un pò di benzina.
Il federalismo in sé rappresenta un metodo di organizzazione dello Stato più efficiente del centralismo, perchè anche quest'ultimo necessita comunque di un decentramento che, promanando dal Palazzo, si tramuta in un sistema clientelare disincentivato alla necessaria razionalità di legislazione e di spesa, espressione prima di interessi partitici che di interessi e valori diffusi nella società civile; interessi e valori che sarebbero in grado, in seconda battuta, di controllare e controbilanciare, prevenendone le degenerazioni, il potere dello Stato stesso.
Solo per il fatto di non aver capito ciò vien da pensare che i padri costituenti, per alcuni così lungimiranti e divinamente ispirati, fossero solo una manica di beline il cui interesse era garantire il controllo della società civile da parte delle segreterie di partito. E la storia dice che ci sono riusciti.
Inutile che la sinistra continui a rompere i coglioni: questa non è una buona costituzione, e lo sa bene: non vuole il premierato forte ma introduce nella prassi politica le elezioni primarie; non vuole il federalismo ma usa le proprie regioni come fronte di rottura di quei principi che ritiene "conservatori".
La riforma attuale è certamente inadeguata, ma alla volontà di conservare è comunque preferibile la volontà di cambiare.
Quoto.
Non si puo pensare che la Costituzione sia buona così com'è ADESSO.
In 60 anni sono cambiate un'infinità di cose...
O cambiamo questa o applichiamo di nuovo lo Statuto Albertino