Confusione e marasma
Uno stato di incertezza che travolgerà la stessa maggioranza

C'è una confusione singolare nelle file del centrosinsitra, che aumenta di giorno in giorno, e che si riflette nel vuoto ormai evidente dell'azione di governo e nella fragilità disarmante della maggioranza. E' un ministro della Repubblica a chiedersi se si arriva a Natale, e noi non possiamo che prenderne atto. Così come prendiamo atto che il ministro dell'Economia ritiene illusoria una terapia di rilancio economico nel Paese fondata sulle tasse, mentre parte della maggioranza è solo preoccupata di cancellare la legge Biagi ed un'altra parte rilevante vorrebbe comunque salvaguardare una sufficiente flessibilità. Sorvoliamo poi sulle posizioni del sindacato relative al cuneo fiscale - se serva o meno - quando Prodi lo difende, e la Confidustria si sente beffata e danneggiata: allora confusione è dire poco. Siamo al marasma.



Vorremmo avere anche noi allora la tranquilla coscienza dell'onorevole Fassino che, incurante di una tale condizione sempre più palese all'opinione pubblica - a cominciare da quella amica, a dir poco preoccupata - arrivato al vertice dei Socialisti europei, annuncia solennemente che ora finalmente l'Italia è tornata in Europa. Ma ne è sicuro? E dove eravamo finora? Fassino non si deve essere accorto che in questi anni l'Italia è stata vicina alle scelte di politica estera del socialista Blair - forse che l'Inghilterra non è Europa?- e che la soluzione di governo scelta dall'Italia fa a pugni con quella scelta dalla vicina Germania. Vorremmo notare che anche la Spagna sulle politiche immigratorie e sulla liberalizzazione dei servizi è più vicina alle proposte del centrodestra che a quelle che si ventilano nell'attuale maggioranza. Basta infatti pensare all'approvazione spagnola della direttiva Bolkestein.

Se poi si pensa che lo stesso ministro degli Esteri D'Alema ha sostenuto che il miglior spirito europeo è quello che salda la politica del vecchio continente con quella degli Usa, l'Italia del governo Berlusconi ha dei meriti a proposito, che non vediamo ancora per l'Italia di Prodi.

Certo, capiamo le ragioni della propaganda, così come il desiderio di negare l'evidenza. Purtroppo per il centrosinistra, la realtà fa breccia nella coscienza della gente ed il rischio è che un tale stato di incertezza, indecisione e conflittualità, oltre ad esiti paradossali, travolga l'attuale maggioranza, magari più in fretta di quello che si pensa. E allora, davvero addio al fatidico panettone.

Roma, 15 giugno 2006



tratto dal sito del Partito Repubblicano
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