
Originariamente Scritto da
Roberto Mime
Berlusconi è chiaro, Prodi non dura minga, e i capi del PPE lo appaludono, da Aznar alla Merkel, rilancia la speranza di poter ribaltare il risultato delle urne il cavaliere, citando «lo scandalo del voto degli italiani all'estero», la necessità di ricontare migliaia di schede nulle. Lo dirà anche fuori, davanti ai microfoni: «È speranza e mia intima convinzione di ribaltare il risultato. Ne ho parlato e speriamo che il lavoro della giunta per le elezioni possa dimostrare che le elezioni hanno avuto un risultato che speriamo di capovolgere». Nelle more l'ex premier ribadisce la preoccupazione per le conseguenze della nuova politica estera. C'è chi chiede se ritiene compromessi i rapporti con gli Stati Uniti, Berlusconi risponde con un invito: «Vada a chiederlo ai nostri esportatori negli Stati Uniti, o ai ristoratori che stanno in quel Paese. È evidente che stiamo perdendo credibilità, lo hanno detto anche tutti i colleghi che ho incontrato oggi, che appartengono al Ppe, preoccupati come me». Del resto, osserva ancora il Cavaliere, «questo governo è un'orchestra assolutamente stonata, in cui ognuno suona la sua musica, correggendo, poi smentendo e rappattumando le dichiarazioni degli altri. Una pessima impressione. Io me ne spiaccio perché sono uomo di governo. Mi spiaccio anche di vedere questa politica distruttiva del lavoro che abbiamo fatto». Ma esiste almeno un conforto: «Il 53% degli italiani sta con la Cdl, mentre la sinistra è al 46,7%».
Dio non voglia vincessero i No al referendum, Dio non voglia.