E Blair sfidò Zapatero

Sì alle scimmie come cavie. Londra apre alla vivisezione, Madrid vuole difenderle

6 giugno 2006 - Michele Farina

Fonte: Corriere della Sera - 05 giugno 2006

LONDRA - Anno 2016, l'Europa flagellata da un'epidemia che colpisce gli umani e i loro "cugini" stretti: le Grandi Scimmie. Nei laboratori dell'Universita' di Cambridge trasformati in bunker, il professor Colin Blakemore sacrifica gorilla e scimpanzé alla ricerca di un vaccino. Una notte, sua madre e' rapita dal commando "Siamo tutti orangutan". Condizione per il rilascio: mettere gli animali su un aereo, direzione Spagna.
Fantascienza? Non troppo. I laboratori ci sono (costati 20 milioni di sterline anche per dotarli di sistemi di sicurezza). Il professor Blakemore esiste ed e' la bestia nera degli ecologisti, il capo del Consiglio per la ricerca medica (Mrc), uno dei massimi organi scientifici della Gran Bretagna sostenuto dal governo Blair con 750 milioni di euro l'anno, amico del ministro della Scienza Lord Sainsbury (magnate di supermercati) nonché nemico del principe Carlo che nel 2004 brigo' per depennare il professore dalla lista degli inglesi emeriti, proprio per le sue posizioni sulla ricerca animale. Carlo riusci' nell'intento. Ma il professor Blakemore potrebbe presto prendersi una rivincita.
L'ultimo sondaggio (di YouGov) dice che gli inglesi stanno perdendo un po' di anima animalista: per il 70% e' giustificato l'uso di animali nella ricerca medica (un anno fa erano il 50%). Mentre nella Spagna di Zapatero i socialisti pensano a come riconoscere "i diritti fondamentali" delle Grandi Scimmie, nella Gran Bretagna laburista del tramontante Tony Blair si discute su come reintrodurre la vivisezione per i gorilla. L'Animal Act del 1986 non la vieta. Ma nel 1997 il ministro dell'Interno Jack Straw stabili' una moratoria. Oltre Manica le Grandi Scimmie non fanno piu' le cavie (come in Olanda, Giappone e Usa): su 2,8 milioni di animali usati (e uccisi) ogni anno, quasi tutti sono topi. Le "piccole scimmie" sono 2.700, di cui 2.000 macachi: tra questi 288 usati per la ricerca scientifica di base, in campi come lo studio di particolari malattie (Parkinson e Aids).
I gorilla che sonnecchiano a Round House (nello zoo di Londra) possono dormire sonni tranquilli per il parentado? Mica tanto. Gli scienziati dell'Mrc, guidati dal professor Blakemore con l'appoggio del ministro della Scienza, in questi giorni hanno lanciato una campagna pro-sperimentazione.
"Non c'e' motivo per riprendere i test sulle Grandi Scimmie adesso - dice Blakemore -. Ma il governo non deve escluderlo. Sul terreno morale, c'e' solo una distinzione chiara: quella tra la nostra specie e le altre". E in pratica? "Nel caso di una pandemia mortale che colpisse tutte le Grandi Scimmie (umani compresi, ndr ), esperimenti su scimpanzé e affini sarebbero necessari".
I gruppi animalisti difendono lo status quo. Alistair Currie (Unione per l'Abolizione della Vivisezione) dice all' Independent : "Decenni di ricerche sugli scimpanzé non hanno dato frutti nella cura dell'Aids. E poi, se un virus devastante minacciasse meta' degli inglesi, moriremmo prima che i test fossero disponibili".
Gorilla e umani sulla stessa arca, dicono gli animalisti. In casi estremi, o noi o loro, ribattono gli scienziati. E il governo? Il ministro della Scienza sta con i secondi. Il premier Blair in passato ha difeso Blakemore e la sperimentazione animale, anche se non specificamente sui Great Apes . Ma se il vento dell'opinione pubblica gonfiasse gli ultimi sondaggi, Blair potrebbe lasciare i gorilla al loro destino. E gli ultra' animalisti accentuerebbero la lotta. Il cantante Morrissey durante un concerto a Oxford pochi giorni fa ha detto: "Chiunque lavora nei laboratori, lo andremo a beccare. Chi e' a favore della vivisezione, la faccia su se stesso". Solo questa settimana i resti di una nonna ottantenne, trafugati nel 2004 da un cimitero dello Staffordshire, sono stati resi alla famiglia. I rapitori erano animalisti. La colpa dei figli: allevare porcellini d'India per i laboratori.